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CULTURA – Per non dimenticare la tragedia di Rigopiano dalla Sardegna una proposta ad alto livello culturale

Silvio Piscioneri, maresciallo dei Carabinieri in pensione, propone il rientro a casa delle nove tele salvate dal crollo

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Di Salvatore Loriga

Tutti ci ricordiamo dell’immane tragedia del 18 gennaio 2017, quando una valanga investi l’albergo “Rigopiano-Gran Sasso Resort”, causando la morte di ben 29 persone sui 40 ospiti presenti nella struttura.

 

Sono passati già circa sette anni da quel disastro ambientale e tragedia umana ed ancora non si sono trovati tutti i responsabili.

 

Tralasciando l’aspetto giudiziario, quando a febbraio 2023 la sentenza di primo grado assolse 25 su 30 imputati, per la slavina che ad oggi ha causato il maggior numero di vittime sull’Appennino, ci sono stati anche danni a cose di elevato valore, non solo ambientale.

 

Tra questi troviamo, ad esempio i vari quadri che abbellivano la stessa struttura, opere di un certo valore, di cui se ne sono salvati solo 9, venduti ed acquistati all’asta dal maresciallo dei carabinieri in pensione Silvio Piscioneri.

 

Acquisto effettuato non per pura brama di possedere quelle tele, ma per salvarle e destinarle ad uno scopo più nobile che essere esposte in una casa.

 

Piscioneri, ora residente a Quartu, in Sardegna, è il fondatore dell’associazione “Io povero” che ha lo scopo di dare un aiuto ed un futuro a persone in forte disagio economico, in particolare a quelle abbandonate, ma anche ai vari orfani, per permettergli di poter continuare gli studi oppure di essere autonomi nei settori dell’artigianato, agricoltura od allevamento.

 

Il maresciallo, che ha acquistato i 9 quadri messi all’asta tra gli oggetti scampati alla tragica valanga di Rigopiano, ha da subito proposto di riportarli a casa, in Abruzzo, donandoli ad un ente o museo che li possa valorizzare ed esporre, per fungere da monito per tutte le generazioni future, nei vari temi ambientali e sociali.

 

I quadri dovranno essere lo strumento principe per non far dimenticare non solo “cosa” ma anche il “perché” è successa la tragedia e far si che non si possano più ripetere gli errori che l’hanno causata.

 

Calamità annunciata e non presa sul serio, ma trattata con superficialità.

 

Basti pensare che nonostante uno studio geologico del 1999 avesse evidenziato che l’albergo sorgesse in una zona a rischio, incuranti della segnalazione, vennero approvati ed effettuati i lavori di ristrutturazione sulla struttura, a discapito di quello che veniva affermato nella stessa relazione geologica.

 

Ecco perché è bene che i quadri vengano esposti permanentemente in Abruzzo e diventino, come dice lo stesso Silvio Piscioneri «monito per le generazioni future».

 

Nel frattempo «Ho provato più volte a chiedere la disponibilità ai vari comuni, come Cagliari e Quartu, di poterle esporre ma al momento non ho ricevuto risposta – afferma il Piscioneri – e credo che un evento come questo potrebbe rappresentare un sicuro richiamo culturale e sociale».

 

A dare manforte al maresciallo è recentemente intervenuto il consigliere comunale di Forza Italia, Francesco Ginesu che, da sempre sensibile verso le attività di volontariato e sociali in genere, si sta adoperando per trovare uno spazio dove allestire una mostra nel sassarese, la cui funzione sarà sempre di monito ambientale, ma le cui offerte saranno destinate verso le associazioni di beneficienza e di supporto alle persone bisognose.

 

 

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