BITTI > “Fede e cultura: il mondo di Raimondo Turtas. Storia, lingua e identità”.
È il titolo della giornata di studi su padre Raimondo Turtas che si terrà sabato 22 marzo, a partire dalle ore 9 nel cinema teatro Ariston del paese barbaricino. Tre sessioni e un dibattito finale articoleranno i lavori moderati, tra mattino e pomeriggio, dai giornalisti Marilena Orunesu e Michele Tatti.
Docente di Storia della Chiesa alla Facoltà Teologica della Sardegna negli anni 1979-1983 e poi docente associato di Storia all’Università statale di Sassari, Raimondo Turtas era nato a Bitti nel 1931 (scomparso a Sassari nel 2018) e conseguì i suoi titoli accademici alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, a Cuglieri, successivamente all’Istituto filosofico Aloysianum a Gallarate, e a Roma all’Università Gregoriana. Ha studiato anche a Londra, presso l’Institute of Historical Research, e a Lione alla Faculté de Théologie, Fourvière.
Al suo attivo oltre duecento titoli, tra libri, articoli su riviste specializzate, contributi a convegni e raccolte. Si è occupato soprattutto di problemi di storia della Chiesa in Sardegna dalle origini ai giorni nostri e della storia dell’istruzione nell’isola durante il periodo spagnolo.
Durante l’evento, promosso e curato da Diego Carru e Gloria Turtas e patrocinato dal settore Cultura del Comune di Bitti, sono previsti i contributi di eminenti relatori che racconteranno e analizzeranno la figura del gesuita lungo il suo percorso di formazione spirituale e di ricerca storica e documentale, di missione evangelica e di appassionate sessioni di studio all’estero, fino all’esperienza dell’insegnamento universitario a Sassari.
“I lavori del convegno – come ha spiegato il delegato alla Cultura dell’amministrazione comunale locale, Mario Sanna – rappresentano un’opportunità unica di approfondimento della figura poliedrica del compianto e benevolo sacerdote padre Raimondo Turtas, il più importante storico della Chiesa della nostra Isola e attivo sostenitore dell’uso della lingua sarda nella liturgia”.
Per lo studioso Diego Carru “in questa giornata di studi c’è un aspetto celebrativo della figura di padre Raimondo Turtas, da far conoscere ai compaesani e anche al grande pubblico per la portata degli esiti dei suoi lavori, delle sue ricerche e pubblicazioni, la più importante delle quali è “La storia della Chiesa in Sardegna’. Un altro intento del convegno è quello di rilanciare, nel futuro, gli studi su Turtas e i temi che lui ha trattato. C’è poi un aspetto più attuale, che vogliamo sviscerare con i protagonisti durante il dibattito: l’uso della lingua sarda nella liturgia della Chiesa cattolica. Un tema che lo appassionava molto e per il quale ha lavorato tanto, coinvolgendo il meglio degli intellettuali sardi. Il suo intento – ha concluso Carru – era prettamente religioso, ma coinvolgeva l’interezza della personalità umana; quindi, diventava anche un tema identitario e culturale”.
Dopo i saluti istituzionali, il vescovo di Nuoro, mons. Antonello Mura, introdurrà i lavori della prima sessione, “Una vocazione radicata nell’identità”.
Seguirà la prolusione del prof. Attilio Mastino, “La scoperta delle specificità del Cristianesimo in Sardegna”.
Quindi l’intervento di Diego Carru con la relazione “Raimondo Turtas e i concittadini protagonisti del Risorgimento, Giorgio Asproni e Giuseppe Musio”.
La seconda sessione mattutina sarà dedicata alla figura di Turtas come storico.
Mauro G. Sanna parlerà de “L’ultima fatica di Raimondo Turtas, la nuova edizione della Storia della Chiesa in Sardegna”, don Tonino Cabizzosu de “L’opera di Raimondo Turtas nel progresso degli studi sulla storia della Chiesa in Sardegna”, Giovanni Lupinu su “Raimondo Turtas storico della lingua sarda”, Vanni Piras con “Raimondo Turtas, lettore attento delle carte medioevali e giudicali in lingua sarda”, Michele Carta su “Integrazioni documentali agli studi di Raimondo Turtas sulle comunità di Bitti e Gorofai in Età moderna”, Silvana Sanna con “Gli studi di Raimondo Turtas sulle chiese di Bitti e Gorofai. Alcune integrazioni documentali”.
La sezione mattutina verrà chiusa da don Francesco Mariani con “Raimondo Turtas e la storia del periodico L’Ortobene”.
La terza sessione dei lavori dal titolo: “Lingua sarda e liturgia” si svolgerà nel pomeriggio e verrà aperta dall’antropologo bittese, Bachisio Bandinu, che illustrerà la sua analisi su “Il ruolo di Raimondo Turtas nella difesa e la valorizzazione della lingua sarda nella liturgia”. Mons. Sebastiano Sanguinetti parlerà di “La lingua sarda nella liturgia. Situazione e prospettive”.
Seguiranno quindi don Antonio Pinna con “Raimondo Turtas e il ruolo della lingua sarda nell’inculturazione della fede”, Gloria Turtas con “Prèicas in sardu: le traduzioni in sardo bittese dei Vangeli domenicali e festivi di Raimondo Turtas”; Nando Buffoni con “Sas prèicas de Remundhu in Santu Paule in Tathari”
La chiusura è affidata a Mariantonia Fara che disserterà su “Unu disizzu mesu cumprìtu”.
La giornata di studi si chiuderà con il dibattito e gli interventi del pubblico.
