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BITTI – San Giorgio Martire, celebrazioni sino a sabato 25 aprile

✅ Stasera, venerdì 24 aprile, "I Cugini di Campagna" in concerto

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Di Martina Orunesu

BITTI > Grazie all’encomiabile lavoro svolto dal comitato organizzatore, composto dalle leve 2001/1991, dal 23 al 25 aprile si tengono a Bitti i festeggiamenti in onore del patrono, San Giorgio Martire.

 

Le celebrazioni sono iniziate ieri con la Santa Messa in cattedrale e la solenne processione con il simulacro del Santo attraverso le vie del paese accompagnato dai cavalieri e i gruppi in abito tradizionale e la serata folk in piazza Giorgio Asproni.

Vi hanno partecipato i gruppi folk “Sa Bitha” e “Minifolk Sa Bitha” di Bitti, “Santa Sabina” di Pattada, “Gruppo folk Olbiese” di Olbia, “Monte Alva” di Nulvi, i gruppi a Tenore “Romanzesu” di Bitti, “Su Rimediu” di Orosei e “Su Contrattu de Antoni Maria Cubadda” di Seneghe e l’ensemble “Ballade, Ballade Bois”.

 

Nel pomeriggio di oggi, venerdì 24 aprile, in Piazza Asproni alle 16.30 giochi e intrattenimento per i bambini.

In serata, alle 22, l’atteso concerto della band di pop neomelodico “I Cugini di Campagna” (nella foto) e a seguire “Voglio tornare negli anni ’90” con Paps.

 

Domani, sabato 25, alle ore 20 nel salone parrocchiale di corso Vittorio Veneto, la cena comunitaria a base dei piatti tradizionali bittesi, “sambenes e cordas” e “erveche in capotto chin patata”.

Ad allietare la serata la band etno-folk  “A bratzo tentos”. In conclusione l’estrazione dei biglietti vincenti la lotteria.

 

Quelle in onore di San Giorgio Martire sono celebrazioni tra le più importanti per il paese di Bitti, insieme a quelle dedicate alla Madonna del Miracolo, ultima settimana di settembre, e la novena per la Madonna dell’Annunziata, a cavallo tra la seconda e terza domenica di maggio.

 

Il culto per il “Santo guerriero” è estremamente diffuso in Italia, essendo il patrono di più di cento città e comuni.

La sua fama si estende anche nel resto del mondo: risulta, infatti, patrono di Nazioni come l’Inghilterra, Portogallo, Lituania, Montenegro, Georgia ed Etiopia.

 

Il nome è di origine greca e significa “agricoltore”. Protettore dei cavalieri, degli scout, dei soldati, invocato contro i serpenti velenosi, la peste e la lebbra, San Giorgio è diventato il simbolo della fede che trionfa sul male. Viene omaggiato perfino dai musulmani, che gli diedero l’appellativo di “profeta”.

 

Intorno alla sua figura prosperano miti e leggende, come il celebre racconto dello scontro con il drago.

Si narra che tale creatura vivesse in uno stagno presso la città di Selem, in Libia. Per placarlo gli abitanti gli offrivano in sacrifico una pecora e un giovane estratto a sorte. Un giorno fu sorteggiata la figlia del re, prontamente salvata da San Giorgio che trafisse il drago con la sua lancia.

 

Discostandoci dalla fantasia, la sua storia vera è comunque contraddistinta da un’ammirevole audacia.

Nato in Cappadocia intorno al 280 da una famiglia cristiana, si trasferì in Palestina dove si arruolò nell’esercito di Diocleziano. Quando, nel 303, l’imperatore emanò l’editto di persecuzione contro i cristiani, Giorgio decise di donare tutti i suoi beni ai poveri e professò pubblicamente la sua fede in Cristo.

Per questo motivo venne torturato e infine martirizzato tramite decapitazione.

 

Con i crociati la sua figura da martire venne convertita in quella di “Santo guerriero”, e l’uccisione del drago si trasformò nella sconfitta dell’Islam.

Grazie ai Normanni il suo culto si radicò fortemente in Inghilterra dove, nel 1348, re Edoardo III istituì l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio.

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