di Paqujto Farina
Ritorna a Bitti “Cortes de Natale”, manifestazione promossa dall’amministrazione comunale. I primi dettagli illustrati nell’incontro pubblico organizzato dagli Assessorati Turismo e Cultura presso la sala consiliare.
L’iniziativa è stata sperimentata con successo già negli anni precedenti la pandemia, con tutte le caratteristiche di forte richiamo turistico per attrarre quella fascia di pubblico che si spera faccia fare il salto di qualità.
Dicembre è uno dei mesi dell’anno più indicati per presentare le eccellenze legate alla tradizione pastorale e Bitti in questo campo è uno dei paesi più rinomati.
Il centro barbaricino è già di per se ricco di “perle” della tradizione natalizia e alcuni sono appuntamenti imprescindibili delle festività di fine anno. L’antico rito de “Su Nenneddu” ad esempio, il simulacro del “Bambinello”, che dal 26 dicembre e sino all’Epifania visita i rioni del paese. E’ il Gesù Bambino appena nato che entra nelle case del centro abitato, nel tempo chiamato anche “Zesù sette”, come i giorni che separano l’ultimo dell’anno dall’Epifania, o “Paska de sos tre Res”.
Il simulacro viene accompagnato dai fedeli che intonano canti della tradizione e fa visita nelle abitazioni allestite e trasformate per l’occasione, assumendo per qualche ora la stessa sacralità dei santuari. Congiuntamente al gruppo accompagnatore, rappresenta la fede e nel contempo la povertà e i bisogni dell’intera comunità. Non si ha certezza in quale area dell’Europa abbia avuto origine questa tradizione natalizia, ma somiglianze le ritroviamo, con tutte le varianti del luogo, nei riti che caratterizzano il Natale in numerose regioni del Continente.
Altro imperdibile appuntamento del fine anno bittese sono “Sas Bulustrinas”, termine derivato probabilmente da “volo delle strenne”. Il 31 dicembre, all’uscita del “Te Deum” la folla si accalca a ridosso della casa parrocchiale da dove il parroco del paese, sporgendosi dalla finestra più alta, lancia monetine e dolcetti. Un messaggio benaugurante alla cittadinanza per il nuovo anno in arrivo.
Sempre nella giornata di San Silvesto Bitti celebra “S’arina capute”, una tradizione alla quale il paese non rinuncia. Si tratta della questua dei bambini casa per casa, un rito che si perde nella notte dei tempi. In molte zone è stata quasi fagocitata dai riti di Halloween, ma nel centro barbaricino è rimasta ferma all’ultimo giorno dell’anno, e anzi ne costituisce uno dei riti più significativi.
