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AMMINISTRATIVE – Alghero, nasce il “Terzo Polo”; a breve anche sull’intero scenario regionale?

✅ Riformatori, PSd'Az, Sardegna al Centro Venti.20: "Una nuova proposta basata su programmi concreti"

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Di Redazione

ALGHERO > Lo scenario politico regionale sardo è in grande fibrillazione. 

 

La clamorosa, e per certi versi inaspettata conclusione del congresso del PSd’Az, ha ieri confermato per acclamazione i vertici uscenti, Christian Solinas e Antonio Moro, rispettivamente segretario e presidente.

 

Si è però contestualmente aperto uno scenario interessantissimo per quanto riguarda i futuri equilibri in Consiglio regionale.

Due dei tre eletti nei Quattro Mori, Gianni Chessa e Piero Maieli, si sono infatti momentaneamente autosospesi dal partito in assoluta contrapposizione con la dirigenza, accusata di essere “priva di responsabilità politica, morale e intellettuale, antidemocratica e lontana dagli interessi e dalle vere problematiche dei cittadini sardi.”

 

In buona sostanza i riconfermati vertici sardisti potrebbero, in un prossimo futuro, non avere più alcun rappresentante in seno alla massima istituzione dell’Isola.

Un’eventualità mai verificatasi prima nei quasi ottant’anni di storia autonomistica.

 

A questo fa eco quanto sta avvenendo in queste ore ad Alghero, uno dei centri di peso che, insieme a Cagliari e Sassari, a giugno verrà chiamato alle urne per l’elezione del sindaco e il rinnovo dell’assemblea cittadina.

 

È di questi minuti l’ulteriore, alquanto radicale presa di posizione di un nascente e composito soggetto politico che non intende più seguire le linee ortodosse dello schieramento di riferimento; un ” Terzo Polo” che, partendo da Alghero, promuove la costruzione di “una proposta amministrativa basata su programmi concreti” decretando una rottura (probabilmente definitiva) con il candidato ufficiale della coalizione, Marco Tedde (Forza Italia), accusato dal coordinatore cittadino dei Riformatori Sardi, Alberto Bamonti, di “aver distrutto il centrodestra”.

 

La dichiarazione fa seguito alla nota divulgata venerdì e firmata, oltre che dallo stesso Bamonti, da Maria Grazia Salaris per Noi con Alghero, Giuliano Tavera per il Psd’az e Federica Bandinu per Sardegna al Centro Venti.20.

 

Nella cittadina della riviera, pertanto, a meno di improbabili dietrofront dell’ultim’ora, Psd’Az, Sardegna al Centro Venti.20 e Riformatori Sardi formeranno un blocco unico, dando di fatto vita ad un “Terzo Polo” che potrebbe poi “dare il la” e influenzare l’intero panorama politico isolano.

 

“Sino ad ora si è fatto un percorso inverso – hanno scritto i vertici nella nota stampa – partendo dalle persone e tralasciando i territori, le loro necessità e i programmi. Attorno a questi è necessario individuare chi è in grado di interpretarli meglio, di garantire il rispetto nei confronti di tutte le forze politiche, dalla più grande alle più piccole, valorizzando il contributo di tutti.”

 

Stamane l’ulteriore affondo, con la lapidaria dichiarazione di Bamonti:  “Tedde ha distrutto il centrodestra, si faccia da parte”.

 

Un’insofferenza ormai a tutto campo quella manifestata nei confronti dell’ex primo cittadino ed ex Consigliere regionale; al quale, dietro le quinte, non è stata oltremodo perdonata la decisione di annunciare la sua candidatura a Sassari a fianco del Rettore dell’Università, Gavino Mariotti, anziché nella sua cittadina.

 

Come se non bastasse, ad aggiungere tensione ed alimentare i motivi di rottura, è arrivato il siluramento da parte del sindaco, Mario Conoci, del presidente della Fondazione Alghero, Andrea Delogu, indicato a suo tempo da Forza Italia e storicamente vicino a Tedde, e della consigliera di amministrazione Sara Govoni, espressione di Fratelli d’Italia.

 

Uno scenario politico per ora circoscritto al nord ovest dell’Isola ma in forte evoluzione.

 

Le cicatrici causate dalla bruciante sconfitta alle regionali non si sono ancora del tutto rimarginate e sono tutt’ora vivi i malumori per le decisioni, da molti considerate del tutto improvvisate e dilettantistiche, che hanno condotto lo schieramento di centrodestra all’opposizione.

 

E lo scenario futuro potrebbe riservare clamorose sorprese a carattere regionale.

 

 

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