NEWSARDE.IT Il quotidiano online della Sardegna

Logo Newsarde
Home Notizie Ambiente Sardegna AGRICOLTURA – Prima la peronospora, adesso “Caronte”, sotto attacco la produzione viticola

AGRICOLTURA – Prima la peronospora, adesso “Caronte”, sotto attacco la produzione viticola

Con questa estate anomala, si stima un crollo delle produzione nell’ordine del 40%

CONDIVIDI

Di Salvatore Loriga

Crea molta preoccupazione al settore viticolo, da sempre fiore all’occhiello del settore primario regionale, il continuo attacco climatico alle piante, sia in fase di fioritura sia in fase di formazione del grappolo.

 

Normalmente l’elevata temperatura non è un ostacolo alla viticoltura, a meno che il calore, inteso come temperatura media annua, non sia eccessivo.

Ma quest’anno la situazione climatica, non è proprio nella media per un buon andamento fisiologico della pianta.

 

Nel mese di giugno ci ha pensato la pioggia temporalesca, a cadenza serale, manco avesse un appuntamento fisso ed immancabile, a far partire la peronospora sulle vigne.

 

Infatti, nella fase di formazione del grappolo c’è stato un vero e proprio attacco pluviometrico che, con diverse giornate di caldo intenso la mattina e forti piogge temporalesche la sera, hanno favorito l’attacco della peronospora – plasmapora viticola – che ancora oggi rappresenta la malattia più grave che possa colpire la vite.

 

Colpisce tutti gli organi verdi della pianta, come foglie, germogli e grappoli e che per quanto il viticoltore possa aver trattato anche con sistemici, ossia con principi attivi che entrano in circolo alla stessa pianta, è stato molto difficile fare una vera e propria lotta e contrastare la malattia.

 

A dare un vero e proprio colpo di grazia in questo mese di luglio, con le piante stremate dagli attacchi della malattia, anche se trattate, curate e coccolate, ci ha poi pensato Caronte, il potente anticiclone africano, con temperature troppo spesso sopra i 40 gradi proprio nelle fasi più sensibili di crescita e chiusura del grappolo.

 

Se poi a questi aggiungiamo anche la siccità, nonostante il vigneto abbia una estrema adattabilità a condizioni pedoclimatiche differenti, si ha che la pianta di vite ha grosse difficoltà ad adattarsi velocemente a questo continuo attacco climatico, spesso con la “bollitura” e perdita di molto prodotto presente nella stessa pianta.

 

I viticoltori, cosi come gli agronomi di campo, stanno già iniziando a contare ingenti danni alle colture che, dalle prime stime, sembra aggirarsi sul 40% della produzione ordinaria.

 

Ricordo che la coltura della vite è una delle principali specie, insieme all’olivo, che caratterizzano il patrimonio agricolo, paesaggistico e anche culturale della Sardegna, e questa tipicità è dovuta molto alla predilezione di questa coltura per i climi caldi e asciutti.

 

Sfortunatamente, in condizioni di forti stress, si ha sovente anche una modifica della fisiologia della pianta, con:

 asincronismo tra maturazione tecnologica e fenolica, dove lo stress termico può anticipare la maturazione tecnologica delle uve (zuccheri, colore e acidità), ma lo stesso anticipo non si ha nei suoi composti fenolici (maturazione fenolica), con anche minor produzione di antociani estraibili, che contribuiscono alla colorazione del vino;

 minor profilo aromatico, specialmente nelle uve bianche tipo vermentino o moscato, si ha una minor acidità, con minor produzione di aromi primari dei mosti e conseguenti ripercussioni sul profilo aromatico dei vini;

 obbligo di una vendemmia anticipata, con conseguenti problematiche per la gestione delle operazioni in cantina, per via delle temperature elevate oltre a sottrarre le uve dall’effetto benefico dell’escursione termica giornaliera, che è fondamentale per il completamento della maturazione e per la qualità del prodotto finale.

 

Condizioni che possono inficiare la produzione di vini di qualità, specialmente nei territori privi di irrigazione dove in queste condizioni di forte stress, la possibilità di poter usufruire di una irrigazione di soccorso, potrebbe sicuramente ridurre il danno finale e salvare, almeno parzialmente, prodotto e qualità.

CONDIVIDI

Cerca

Articoli recenti