Lo ha proclamato il Sindacato Autonomo Barracelli e l’Unione Barracelli quale “forma di protesta – si legge in una nota – in seguito al possibile impiego di ditte private nelle attività di pattugliamento lungo le strade statali e provinciali”.
Alla Regione si chiede la sospensione del bando e un incontro chiarificatore. Nell’immediato saranno rivisti i programmi operativi per il 2022 e quindi la disponibilità in termini di giornate e numero di squadre.
Nel documento diffuso, fanno osservare le sigle sindacali, “è prevista la spesa di circa 1 milione e mezzo di euro per un numero minino di 16 mezzi pick up con modulo antincendio, due operatori per ciascun mezzo di cui un autista per 48 giorni. Non si capisce il perché di un bando simile quando le stesse risorse sarebbero potute essere messe a disposizione dei barracelli, che svolgono lo stesso servizio con in più le qualifiche funzionali di agenti di pubblica sicurezza, agenti e ufficiali di polizia giudiziaria”.
Anche Fp Cgil, Uil Fpl e Saf denunciano il rischio di privatizzazione della macchina antincendio e chiedono la revoca immediata della procedura del bando e “una più corretta destinazione delle risorse pubbliche, quasi due milioni di euro per i due mesi di luglio e agosto”.
Una lettera è stata inviata al presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore all’Ambiente, Gianni Lampis, al Consiglio regionale, al direttore della Protezione Civile, Antonio Belloi e al Comandante del Corpo forestale. “Ma non è detto che altre iniziative di protesta possano essere messe in campo nel giro di poche ore” – hanno dichiarato i rappresentanti sindacali, riservandosi di rivedere il proprio impegno nella campagna.
