di Paqujto Farina
CAGLIARI > Da oggi, 8 marzo 2022, Giornata internazionale dei diritti della donna, l’Aula della Commissione regionale Autonomia è intitolata alle prime due sindache della Sardegna e tra le prime 4 d’Italia, Margherita Sanna di Orune e Ninetta Bartoli di Borutta.
Entrambe furono elette durante la tornata elettorale svoltasi nella primavera del 1946.
In apertura di dibattito, che si è svolto nell’Aula Consiliare, il Presidente Michele Pais ha donato la bandiera con i 4 mori alla delegazione delle donne dell’Ucraìna.
“E’ un grande onore e privilegio rappresentare il mio paese in occasione della nobile e alta ricorrenza della Giornata internazionale dei diritti della donna – ha detto Giovanna Porcu (nella foto) vicesindaco del comune di Orune-. Siamo all’interno della massima assemblea sarda, avanguardia e retrovia nella difesa dei diritti civili. Da oggi, la sala della Commissione Autonomia, porterà il nome della mia illustre concittadina, Margherita Sanna. Già quella consiliare del mio paese è dedicata a questa donna luminosa, tra le prime sindache d’Italia, grande attivista sociale, politica e religiosa. Un ruolo, il suo, incentrato in gran parte sulla figura della “donna-madre-educatrice.”
“Dotata di profonda fede, sin da giovane fu molto attiva all’interno dell’Azione Cattolica. Sindaca di Orune per tre legislature, dal 7 aprile 1946 sino al 1956 e di nuovo nel 1964. Fu inoltre consigliere provinciale, ricoprendo l’incarico di Assessore all’assistenza. All’interno del suo partito, la Democrazia Cristiana, in continuo confronto e collaborazione con le altre forze politiche, partecipò a quella stagione di progresso che – seppur tra mille problematiche che attirarono anche l’attenzione del Governo nazionale – conobbe tutta l’area del centro Sardegna, del nuorese in particolare – ha detto Porcu -. Due decenni, a cavallo degli anni ’50 e ’70, che furono il periodo di massima espansione economica, culturale e sociale mai conosciuto dai nostri paesi. Oggi, i centri montani come Orune e tanti altri, fanno i conti con il fenomeno opposto, quello dello spopolamento e della decrescita. Per questo, a nome della cittadinanza che oggi rappresento, voglio congratularmi con questa Assemblea per aver di recente posto al centro del dibattito politico questa problematica, per noi dell’interno, di vitale importanza.”
“Margherita Sanna era una donna rigorosa e ferma, ma al contempo giusta, forgiata nel carattere dalla sua profonda devozione ma anche da trascorsi drammatici. Nel 1943, accusata di essere una spia al soldo degli Inglesi, venne infatti arrestata insieme a Salvatore Mannironi e Ennio Delogu e imprigionata nel carcere di Buoncammino. Fu protagonista nel periodo cruciale in cui si affermarono le associazioni femminili, fondamentali nelle future conquiste sociali verso l’emancipazione femminile – ha proseguito la vicesindaca di Orune -. Voglio ricordarla come la figura della “mater familiae”, di colei che, dopo aver preparato la terra, getta a piene mani il seme del progresso, rappresentando un importante momento d’incontro tra mondo politico e mondo religioso. È commovente ma allo stesso tempo edificante e nobile citare il suo nome e del mio paese, Orune, in quest’Aula.
“Perché la sua intera vita dimostra che nelle nostra “profonda Barbagia” le fondamenta delle pari opportunità erano ben radicate già 75 anni fa e le basi dell’emancipazione femminile furono gettate ancor prima della nascita dello Stato repubblicano. Mi preme ricordare che nella figura di Margherita Sanna affiora il vero ruolo della donna in Barbagia che, malgrado all’interno di rigide logiche e dinamiche sociali, non è mai stato subalterno a quello dell’uomo. Diverso sì, ma mai succube.”
Giovanna Porcu ha affidato la chiusura del suo intervento ai versi di un poeta di Orune, Mario Cherchi, dedicati proprio alla figura di questa grande donna di Barbagia.
«Sa sindachessa de Sardigna, Orune ti s’ammentat semper digna, Margherita ca sa fama s’est annunta, de Orune sias meta ’e cada giunta».
