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La Sardegna si spopola all’interno, ma crescono gli abitanti nelle coste

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Lettera aperta al Presidente della Regione, Christian Solinas, e all’Assessore alla Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino.

Rispetto agli anni Sessanta il calo demografico dei comuni dell’interno della Sardegna è arrivato nel 2020 a più di 137 mila persone (-21%), mentre la crescita della popolazione delle fasce costiere ammonta a +303 mila persone (+40%).

Se nel 1961 la popolazione localizzata nei comuni dell’interno dell’Isola era pari al 47% del totale regionale, nel 2020 è scesa al 33% e di questo passo, in base alle proiezioni della Cna, potrebbe scendere al 29,7% nel 2050.

Degli oltre 60 mila residenti in meno nei comuni dell’interno, il 35% deriva da effettivi movimenti migratori (oltre -20 mila), il resto va ricondotto alla componente di movimento naturale (nati- morti).

Tra il 2012 e il 2019 il reddito complessivo prodotto dai residenti è diminuito del 42% per i comuni dell’interno, mentre si è ridotto molto meno nella fascia costiera (-1,8%). E secondo la Cna, nell’interno dell’isola in soli 7 anni sono andati perduti oltre 230 mld di euro.

Ecco allora che l’associazione artigiana avanza una proposta: “Le condivisibili misure contenute nella legge di Stabilità volte a frenare il calo demografico e la denatalità vanno accompagnate da seri e concreti progetti di sviluppo locale. Destinare dieci milioni di euro per individuare 2 borghi/comuni/aree territoriali dell’interno della Sardegna su cui sperimentare la costruzione di un modello di sviluppo che partendo dai tratti distintivi, delle vocazioni, dai punti di forza del borgo/comune/area territoriale, definisca un programma e una strategia di sviluppo locale”.

“Occorre guardare in via prioritaria ai comuni dell’entroterra, valorizzando i punti di forza e la vocazione delle aree territoriali coinvolte promuovendo il turismo culturale naturalistico, esperienziale, religioso, sportivo, enogastronomico, promuovendo la cultura, l’economia, le tradizioni e l’artigianato locale a partire da quello artistico e tradizionale”, sostengono i vertici della Cna Sardegna, il presidente Luigi Tomasi e il segretario Francesco Porcu, in una lettera aperta al governatore Christian Solinas e all’assessore alla Programmazione Giuseppe Fasolino. 

(ANSA)

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