di Pietro Corosu
CAGLIARI -> Pubblicato da parte dellโassessorato regionale alla Pubblica Istruzione il riparto finanziario per le scuole dellโinfanzia paritarie per lโanno scolastico 2021/22.
Era il lontano 1984 quando la Regione Sardegna grazie alla lungimiranza dellโallora Presidente Angelo Rojch diede piena dignitร allโistruzione privata nella scuola dellโinfanzia promulgando la legge n.31 del 25 giugno 1984 che tuttโoggi rappresenta uno strumento guida per tutto il sistema.
Tale legge emanata nelle more delle direttive nazionali per il diritto allโistruzione ha di fatto creato i presupposti per sostenere gli interventi sia degli enti religiosi che di privati nellโofferta formativa delle scuole dellโinfanzia e primarie della Regione Sardegna, infatti come recita lโart. 33 della Costituzione, lo Stato deve assicurare alle scuole private piena libertร e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
Bisogna comunque evidenziare che le scuole primarie e dellโinfanzia paritarie rendono di fatto un servizio pubblico che sostituisce quello dello Stato; il costo che lo Stato va a sostenere per un alunno frequentante la scuola privata รจ inferiore di circa il 70% di quello dellโalunno che frequenta la scuola pubblica. Il fatto che nella Regione Sardegna operino oltre 200 scuole dellโinfanzia e primarie rappresenta di fatto un risparmio per lo Stato italiano di circa 100 milioni di euro allโanno.
Parrebbe perรฒ che si sia verificato di recente un tentativo di ridimensionamento in ordine al finanziamento delle funzioni delle scuole private da parte della Regione, subito perรฒ ritirato ed il dispiegamento degli effetti posticipato; ciรฒ a messo in allarme gli addetti del settore giร pesantemente posti sotto pressione dai lockdown legati alla pandemia.
Considerato che nellโelaborazione del PNRR vi รจ proprio un capitolo che tratta del potenziamento ed incremento degli asili, che come da indicazione la gestione dei fondi andrebbe in capo ai comuni; sarebbe invece sicuramente di particolare e maggiore incisivitร la gestione di detti fondi attraverso la legge 31/84, strumento giร consolidato sia per gli operatori di settore che dallโamministrazione regionale, la quale avrebbe una maggiore e dettagliata visione sulle carenze e criticitร territoriali da colmare.
