NUORO > “La bocciatura della mozione sulle aree di accelerazione energetica di Pratosardo rappresenta un fatto politico gravissimo. Non per la sottoscritta, non per una bandiera politica, ma per ciò che questa scelta racconta del rapporto che questa amministrazione e questa maggioranza hanno con il territorio, con le imprese e con la comunità produttiva di Nuoro.”
Con un comunicato stampa dai toni gravi e preoccupati, la Consigliera comunale Maura Chessa (Gruppo Misto) interviene nel dibattito sul futuro dell’area industriale.
“Ancora una volta Pratosardo viene lasciata sola -scrive Chessa -. Ancora una volta si sceglie di non costruire una posizione condivisa dell’aula consiliare su un tema strategico che riguarda il futuro economico, ambientale e sociale della città . Ancora una volta si preferisce chiudersi dentro logiche autoreferenziali, respingendo perfino un documento che nasceva con l’obiettivo di rafforzare le osservazioni già depositate dall’amministrazione e dare maggiore forza istituzionale alle istanze del territorio. È questo l’aspetto più incomprensibile e più grave: si è deciso di votare contro non una contrapposizione politica, ma una richiesta di tutela, prudenza e ascolto.”
“Pratosardo non può continuare a essere considerata una periferia sacrificabile -si legge ancora nella nota -. Non può diventare il luogo dove tutto si può fare perché tanto lì lavorano imprese, artigiani e operatori che da anni vengono lasciati senza servizi, senza infrastrutture adeguate, senza una vera visione industriale e senza interlocuzione. Mentre si parla continuamente di transizione energetica, innovazione e sviluppo sostenibile, qui si rischia invece di aprire la strada a processi di sfruttamento del territorio decisi altrove, senza coinvolgimento reale della comunità e senza alcuna garanzia per chi vive e lavora quotidianamente quell’area. La sensazione è che Nuoro stia progressivamente rinunciando a governare il proprio destino. E quando una città rinuncia a governare il proprio territorio, qualcun altro lo farà al suo posto.”
“La mia mozione – aggiunge la Consigliera comunale di opposizione -chiedeva esattamente questo: responsabilità politica, confronto con i portatori di interesse, ascolto delle imprese, tutela ambientale e una presa di posizione forte contro ogni forma di speculazione energetica incompatibile con il tessuto produttivo e identitario di Pratosardo. In aula erano presenti imprenditori, cittadini, operatori economici, persone che da anni chiedono attenzione e rispetto. Il messaggio che oggi ricevono è devastante: le loro preoccupazioni non meritano nemmeno un voto unitario di difesa del territorio. Eppure la Sardegna, con la mobilitazione popolare di Pratobello, ha insegnato a tutti che esistono momenti nei quali una comunità deve avere il coraggio di dire che il territorio non è merce, non è una superficie da occupare, non è un bene da sacrificare in nome di interessi economici più forti. Oggi quella lezione sembra essere stata dimenticata.”
“Si continua a parlare di rilancio di Pratosardo mentre nei fatti si declassa la sua funzione strategica, la si impoverisce politicamente e la si espone a scelte calate dall’alto – accusa Maura Chessa -. Si promettono società in house, progettualità , sviluppo industriale, sostegno alle imprese, ma poi quando arriva il momento di assumere una posizione chiara e condivisa si sceglie di voltarsi dall’altra parte. Questa bocciatura segna un precedente politico pesante. Perché dimostra che persino davanti a temi che dovrebbero unire la città prevalgono chiusure, rigidità e logiche di schieramento. Io continuerò a difendere Pratosardo dentro e fuori l’aula consiliare.”
“Continuerò a stare accanto agli imprenditori, ai lavoratori e ai cittadini che chiedono semplicemente rispetto, pianificazione seria e tutela del territorio -conclude l’esponente di minoranza -. Perché una città che non protegge le proprie aree produttive, che non ascolta chi crea lavoro e che non difende la propria identità territoriale è una città che rinuncia al proprio futuro.”
