SASSARI > “A seguito della nuova ripartizione dei fondi destinati alla riabilitazione dei pazienti disabili, fissata con la delibera di Giunta regionale n. 46/25 del settembre scorso, la sopravvivenza delle strutture di riabilitazione territoriale è a forte rischio di sopravvivenza. E con loro la tutela di tanti posti di lavoro nel nord Sardegna.”
A denunciarlo è la Consigliera regionale Francesca Masala, gruppo Fratelli d’Italia che, con una nota stampa concentra particolare attenzione verso la GE. NA. – Gesù Nazareno, “storica struttura di sassarese di assistenza, un presidio storico per la disabilità psichica e l’autismo nel nord Sardegna che rischia – secondo l’esponente politico di centrodestra -il collasso finanziario entro due mesi”
Un’interrogazione consiliare urgente è stata inviata alla Presidente della Regione, nonché Assessore ad interim della Sanità, Alessandra Todde, sottoscritta anche gli altri consiglieri del Gruppo di Fratelli d’Italia. Punta a ottenere risposte scritte e immediate per scongiurare un danno umano e sociale che i consiglieri di Fratelli d’Italia definiscono “gravissimo per il già agonizzante sistema sanitario regionale.”
Francesca Masala punta il faro sulle gravi criticità nei tetti di spesa che minacciano la sopravvivenza della struttura sassarese.
“Al centro della crisi vi è un evidente squilibrio nel sistema di finanziamento che sarà la ragione della chiusura del centro e comporterà la dimissione di oltre 69 pazienti e un sistema collaudato di servizi giornalieri diurni. E’ una di quelle notizie che lasciano chiunque senza parole -si legge nella nota stampa -, un centro di eccellenza nel campo dei servizi alla persona e alle famiglie privato delle risorse necessarie al quotidiano funzionamento.”
“Nel corso dell’audizione del 7 aprile 2026 in Sesta Commissione è emersa una verità che non lascia spazio a interpretazioni: la responsabilità delle criticità nei tetti di spesa e nella sostenibilità del sistema è interamente politica – scrive Masala -. Il Direttore Generale di ARES Sardegna ha infatti chiarito che la competenza sull’accreditamento e sulla definizione dei tetti di spesa è in capo all’Assessorato regionale, confermando che la nuova ripartizione tariffaria ha generato un grave squilibrio economico-finanziario. Non si tratta quindi di un problema tecnico o gestionale, ma della conseguenza diretta di scelte adottate senza adeguata copertura, che oggi rischiano di mettere in ginocchio le strutture accreditate e, con esse, l’intero sistema di assistenza.”
“I numeri sono inequivocabili: ARES ha stimato un fabbisogno aggiuntivo tra i 4,5 e i 5 milioni di euro per il solo livello riabilitativo “tre” nel 2026, certificando l’insufficienza delle risorse attualmente previste. Nel frattempo, le stesse strutture sono chiamate a rispettare rigidamente i limiti imposti, con il rischio di dover restituire risorse per prestazioni già erogate, aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile.”
Il punto è chiaro -prosegue il documento -: senza un intervento immediato della Regione e una scelta politica netta per garantire le necessarie risorse, il sistema non regge. Non è solo una questione di numeri: qui si rischia di mandare a casa 69 pazienti fragili, affidandoli alle famiglie che non hanno gli strumenti per assisterli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: li ritroveremo davanti ai pronto soccorso, disperati, in cerca di aiuto. Questo non è un risparmio: è scaricare il problema sui più deboli e su un sistema sanitario già in difficoltà. Errori di programmazione non possono tradursi in tagli ai servizi essenziali. La Regione intervenga subito -conclude Francesca Masala – sulla fragilità non si può aspettare.”
