CAGLIARI > L’eco delle vicende politico-giudiziarie esplose di recente in Sicilia, con indagini e misure cautelari che hanno interessato esponenti politici di rilievo e società specializzate in forniture in ambito sanitario, hanno acceso un campanello d’allarme in tutto il territorio nazionale, senza esclusione della Sardegna.
In un’interrogazione indirizzata alla Presidente della Giunta regionale, nonché Assessore ad interim della Sanità, Alessandra Todde, i Consiglieri di Forza Italia Gianni Chessa e Angelo Cocciu chiedono, in forza delle segnalazioni e pareri espressi dall’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione e dalla Corte dei conti, se si stiano adottando tutte le dovute attenzioni, controlli e verifiche circa le società e le gare sulla procedura DPCM 11 luglio 2018, categoria “Servizi integrati per gestione delle apparecchiature elettromedicali” aperta ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo 36/2023 indetta dalla Centrale unica di committenza della Regione, con particolare attenzione alla Polygon spa, società sottoposta di recente ad indagine in Sicilia per presunti illeciti.
L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) -si legge nell’interrogazione- più volte, infatti, si è pronunciata in materia di controlli sulle gare d’appalto al fine di prevenire illeciti, sul rispetto della normativa in materia e degli obblighi di trasparenza, soprattutto nei contratti nella pubblica amministrazione. Pure la Corte dei conti ha segnalato, anche in Sardegna, casi di malcostume e inefficienze citando illeciti nelle gare d’appalto. Con parere consultivo n. 35 del 20 luglio 2023 l’ANAC si era già pronunciata sulla possibilità per le stazioni appaltanti di aggiudicare contratti di fornitura a società a carico delle quali siano risultati procedimenti penali in corso e, come riportato da diversi organi di stampa, per una gara similare, espletata dalla centrale di committenza della Regione Sicilia, sono emersi gravi fatti che vedono il coinvolgimento della Polygon Spa (nella fattispecie, citazione diretta in giudizio per i reati di cui agli articoli 590, c. 1, 2, 3 e 583, c.1, c.p.
L’ANAC scrive, inoltre, che “in presenza di gravi fatti di rilevanza penale conosciuti dalla stazione appaltante è demandato alla stessa un margine importante di discrezionalità con riferimento alla verifica del requisito di cui all’articolo 80, comma 5, lettera c) del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (Codice dei contratti pubblici) che prevede come causa ostativa alla partecipazione a gare d’appalto e alla stipula dei relativi contratti, previa motivata valutazione della stazione appaltante, la circostanza che il concorrente abbia commesso un errore grave nell’esercizio della sua attività professionale, accertato con qualsiasi mezzo di prova da parte della stazione appaltante”.
Sempre l’ANAC dichiara che “è rimessa alla valutazione discrezionale della stazione appaltante l’incidenza sull’affidabilità dell’operatore economico, della pendenza di un procedimento penale a carico dell’aggiudicatario, in relazione alla sussistenza del grave illecito professionale ai sensi dell’articolo 80, comma 5 lettera c) del Codice”
La Regione, istituendo i “Patti di integrità” (previsti dall’articolo 1, comma 17, della legge 6 novembre 2012, n. 190 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione)) intende prevenire tali fenomeni nell’espletamento delle procedure degli appalti pubblici. Il suddetto comma, infatti recita, “le stazioni appaltanti possono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto delle clausole contenute nei protocolli di legalità o nei patti di integrità costituisce causa di esclusione dalla gara”. Questo strumento coinvolge gli operatori economici e le amministrazioni in un sistema di trasparenza, correttezza e controllo, diventando parte integrante della documentazione di gara e del successivo contratto.
Al fine di tenere costantemente aggiornato il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità è prevista stabilmente un’attività di verifica sull’adempimento da parte dell’amministrazione degli obblighi di pubblicazione e controllo al fine di assicurare la regolare attuazione dell’accesso civico sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1, comma 3 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni).
I cittadini sono sempre più attenti e sensibili alla salvaguardia e alla reale applicazione delle norme di controllo e verifica, e troppo spesso individuano, erroneamente, i rappresentanti della classe politica quali responsabili di scarsa attenzione al controllo e alla prevenzione dei casi di cui sopra -si legge ancora nell’interrogazione-. Pertanto, anche per evitare, come spesso succede, di intervenire “a babbo morto” quando il latte è già versato, chiediamo alla Presidente Alessandra Todde, anche in qualità di Assessore ad interim della Sanità, se si stiano adottando tutte le dovute attenzioni, controlli e verifiche circa le società e le gare sulla procedura DPCM 11 luglio 2018, categoria “Servizi integrati per gestione delle apparecchiature elettromedicali” aperta ai sensi dell’articolo 71 del decreto legislativo 36/2023 indetta dalla Centrale unica di committenza della Regione, con particolare attenzione alla Polygon spa, società sottoposta ad indagine in Sicilia per presunti illeciti.
