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VERTICI ASL – “NUORO E ORISTANO, I COMMISSARI NON HANNO PIU’ I REQUISITI”

✅ In base al nuovo elenco, aggiornato il 15 luglio, non potrebbero più essere designati

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CAGLIARI > È ancora la Sanità a tenere banco nel rovente dibattito politico regionale.

 

A far salire la tensione stavolta è l’aggiornamento ministeriale dell’elenco dei manager dotati dei requisiti necessari per assumere l’incarico di Direttori Generali nelle ASL.

 

In quello diffuso dal Governo il 15 luglio non risultano esserci più due di quelli nominati il 27 aprile dalla Giunta regionale, Angelo Zuccarelli alla ASL 3 di Nuoro e Federico Argiolas alla ASL 5 di Oristano.

 

Zuccarelli e Argiolas erano regolarmente presenti nell’elenco precedente e all’atto della nomina potevano essere designati, ma l’ultimo aggiornamento li escluderebbe di fatto dal ricevere l’incarico nelle Regioni, come la Sardegna, al di sopra di 500 mila abitanti.

 

L’attacco è partito dal PSdAz, a nome del segretario Christian Solinas e del presidente Antonio Moro, che parlano di “totale inadeguatezza del Movimento 5 Stelle, della strumentalità delle loro invettive con una raffica di nomine senza i requisiti fondamentali e alimentata soltanto da una furia poltronara senza precedenti”.

 

La replica dell’Assessore regionale alla Sanità non si è fatta attendere. “Non c’è nessun caso sulle nomine di Nuoro e Oristano, tutto è avvenuto nel rigoroso rispetto delle norme vigenti all’atto delle rispettive designazioni. Zuccarelli e Argiolas – ha dichiarato Armando Bartolazzi – figuravano regolarmente nell’elenco diffuso dal Ministero della Salute. Peraltro non sarebbe potuto essere altrimenti.”

 

Sul caso è intervenuta anche Forza Italia, con un documento sottoscritto dai Consiglieri regionali Angelo Cocciu, Gianni Chessa, Piero Maieli, Alfonso Marras e Ivan Piras. In una nota stampa parlano di “forte preoccupazione per la situazione di incertezza che si è venuta a creare, una vicenda resa ancora più delicata per il rischio concreto di interruzione degli atti amministrativi, con ricadute su servizi essenziali, forniture sanitarie, gestione del personale e programmazione delle cure.”

 

“È necessario un immediato chiarimento istituzionale – chiedono Cocciu, Chessa, Maieli, Marras e Piras -. La sanità in Sardegna ha grossi problematiche e certamente continuare ad utilizzarla per dare poltrone a chi, pur se brave persone ma prive delle necessarie competenze, non fa altro che mettere a rischio la soluzione dei problemi.”

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