NEWSARDE.IT Il quotidiano online della Sardegna

Logo Newsarde
Home Politica DERMATITE BOVINI – “RIMEDIO VACCINO NON PUO’ ESSERE PEGGIORE DELLA MALATTIA”

DERMATITE BOVINI – “RIMEDIO VACCINO NON PUO’ ESSERE PEGGIORE DELLA MALATTIA”

✅ PIERO MAIELI (Forza Italia): "Il rischio è ripetere l’errore commesso con la lingua blu"

CONDIVIDI

Di Paqujto Farina

CAGLIARI > “Il vaccino per combattere la Dermatite Nodulare Contagiosa non può essere peggio della malattia. Se si vuole utilizzare un vaccino vivo attenuato, c’è davvero molto da pensare.”

 

È l’allarme lanciato dal Consigliere regionale di Forza Italia, Piero Maieli, di professione veterinario, investito della problematica da numerosi allevatori sardi, gravemente colpiti dall’ennesimo virus animale che sta mettendo in ginocchio le aziende.

 

“Da medico veterinario prima ancora che da consigliere regionale, condivido pienamente la preoccupazione degli allevatori e non posso ignorare le gravi criticità che si stanno profilando sull’ipotesi di una vaccinazione forzata contro la dermatite nodulare contagiosa in Sardegna” – si legge in una nota stampa diffusa dall’esponente politico.

 

“È vero che nei Balcani e in Turchia l’uso del vaccino vivo attenuato ha portato, tra il 2016 e il 2017, ad un drastico calo dei focolai, con un’efficacia riconosciuta anche dall’EFSA, dimostrando che lo strumento può essere efficace se ben gestito, se accompagnato da un serio programma di sorveglianza e se condiviso con il mondo agricolo. In Sardegna, invece, si rischia di procedere “alla cieca” e ripetere l’errore commesso con la lingua blu, con vaccini vivi e danni collaterali come aborti e forti cali produttivi.”

 

Le preoccupazioni degli allevatori sono “tutt’altro che strumentali e la posta in gioco è l’intera filiera bovina sarda, che rischia il blocco dei mercati, la perdita di fiducia internazionale e danni sanitari interni ancora tutti da valutare. Mentre gli assessori competenti si alternano tra dichiarazioni d’intenti e promesse future – attacca il Consigliere regionale forzista – gli allevatori affrontano una realtà fatta di perdite ed incertezze.

Preso atto che il vaccino ha funzionato, usiamolo anche in Sardegna, ma solo con le dovute garanzie perché la salute animale non può diventare un pretesto per esperimenti da salotto, gli allevatori non sono cavie e la Sardegna, anche in questo settore, ha già dato.”

 

Quindi Maieli avanza delle proposte che si concretizzano in tre punti nodali.

 

  • un serio e chiaro contratto sanitario, dove gli allevatori accettano la vaccinazione, ma nel caso si manifestino effetti collaterali ci sia l’immediato ristoro;
  • la riapertura del centro di ingrasso in Sardegna, per rafforzare la filiera interna, abbattere i costi e ridurre la movimentazione del bestiame;
  • l’adozione di colture foraggere ad alto valore unitario, per ridurre la dipendenza da mangimi esterni e aumentare la resilienza del sistema zootecnico.

 

“La nostra regione ha bisogno di competenza e concretezza – conclude l’esponente azzurro – e merita un piano sanitario serio, non un’altra emergenza mal gestita, facendo attenzione che il rimedio proposto potrebbe essere peggiore del male.”

CONDIVIDI

Cerca

Articoli recenti