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Mondo in Tensione: Potenze militari, rivolte interne e nuove sfide geopolitiche

NOTIZIE DAL MONDO - Un riepilogo ragionato delle notizie del mondo

Notizie dal Mondo

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Di Nicola Rubiu

CALIFORNIA, SOMMOSSA ANTI TRUMP E GUARDIA NAZIONALE

 Le decisioni recentemente attuate dal Congresso in base al programma elettorale di Donald Trump che intende controllare duramente il flusso migratorio che dall’America latina si propaga attraverso il Messico cosí da giungere negli Stati Uniti ha trovato una forte opposizione soprattutto in California, dove Los Angeles è stata ieri al centro di feroci scontri tra manifestanti contrari alle politiche della Casa Bianca e le forze dell’ordine locali, ad un punto tale da spingere lo stesso Trump a dispiegare la Guardia nazionale per azione antisommossa, anche quando richiesta dinnanzi ai centri di detenzione per migranti in tutta la California, ordinando l’arresto di chi veniva colto in azioni violente contro la Guardia nazionale stessa e con volto coperto.

 

MOSCA, AL VIA RIFORMA MARINA MILITARE

Di recente il Cremlino ha implementato una legge che definisce la riforma della Marina militare russa, in modo da avere un peso specifico a livello globale lungo i marosi, centro tra l’altro della potenza statunitense e pertanto della globalizzazione contemporanea. L’assistente presidenziale e figura di spicco nel KGB Nikolaj Patrušev ha infatti ricordato che questo nuovo progetto richiederà tempistiche significative ma necessarie, probabilmente fino al 2050, trattandosi comunque della terza marina militare al mondo. Lo stesso Patrušev ha affermato che si è trattata di una decisione importante e appunto doverosa, ovvero una presa di consapevolezza dei mutamenti in seno allo scenario internazionale a seguito delle sanzioni occidentali contro Mosca e comunque della guerra in Ucraina, lasciando trapelare che la Federazione russa non intende indietreggiare dinnanzi alle richieste americane riguardanti il cessate il fuoco e che è intenzionata a giocare un ruolo attivo nelle dinamiche tra Washington e Pechino anche dove si tratta del confronto militare a livello marittimo.

 

GAZA, ISRAELE: DOHA FINANZIATRICE DI HAMAS

Il governo di Israele ha affermato, basandosi su documenti rinvenuti dai servizi segreti, che le forze paramilitari di Hamas sono state ampiamente finanziate dal Qatar. Chiaramente un soggetto cosí piccolo ma estremamente prospero di risorse finanziarie non puó incidere singolarmente su dinamiche cosí complesse; dietro a esso infatti vi è la mano della Turchia, che utilizza tanto il Quatar come sua banca quanto la questione palestinese come vettore di influenza nel Medio Oriente a danno e di Israele e dell’Iran: senza il Qatar, non a caso, Ankara potrebbe poco visto la perenne difficoltà economica del Paese. Nei documenti scoperti dagli israeliani trapela quindi che, ad esempio, l’ex leader Ismail Haniyeh considerasse i soldi proveniente dal Qatar “l’arteria principale” proprio di Hamas, tanto che il suo braccio destro Yahya Sinwar avrebbe chiesto a Doha di “assumere un ruolo guida” nello scacchiere diplomatico regionale. Pare che siano stati raccolti ben 11 milioni di dollari a maggio 2021, volti a vanificare gli sforzi per il cessate il fuoco attuati dagli Stati Uniti, a vantaggio appunto della Turchia.

 

UCRAINA, DIPLOMAZIA E ATTACCO UCRAINO IN TERRITORIO RUSSO

A seguito dei colloqui svoltisi a Istanbul, Russia e Ucraina hanno iniziato lo scambio di prigionieri, in tal caso per quanto riguarda i soldati con meno di venticinque anni. L’obiettivo, salvo chiari imprevisti relativi al susseguirsi dei negoziati e all’esito degli scontri sul campo di battaglia, è rilasciare tutti i milleduecento prigionieri e la restituzione dei corpi dei militi morti appunto in combattimento. È bene infatti ricordare che la diplomazia in atto sta prendendo forma a guerra ancora in corso, tanto che, nel mentre, l’esercito russo hanno perpetuato il più importante bombardamento aereo dal febbraio 2022, inizio del conflitto stesso: 479 droni kamikaze e oltre 20 missili sono stati lanciati contro diversi città, comprese le principali, dunque Kiev, Odessa e Kharkiv. Ben piú scenografica e soprattutto centrale per l’andamento della guerra e i rapporti di forza tra gli schieramenti è stata però la risposta ucraina: le Forze armate di Kiev sono riuscite, senza dubbio con il fondamentale supporto logistico americano, a guidare un attacco di droni in profondità lungo il territorio della Federazione russa, centrando un aeroporto militare nell’oblast’ di Nižnij Novgorod intorno al Volga e un distretto industriale a Čeboksary, capitale della repubblica di Ciuvascia.

 

YEMEN, ISRAELE ATTACCHI FORZE HUTHI VIA MARE

Il porto di Hodeidah in Yemen è stato bombardato dalla marina militare israeliana. Si tratta del primo attacco diretto perpetuato contro appunto lo Yemen da parte della forza gerosolimitana, dunque contro gli Huthi che tutt’ora minacciano le navi mercantili e petroliere che intendono passare per lo Stretto di Bab al-Mandab. Secondo infatti i servizi militari israeliani, l’obiettivo è bloccare cosí rifornimenti di armi che vengono utilizzate contro lo stesso Israele, soprattutto missili e droni. Prima dell’attacco, le forze militari Tzahal hanno invitato all’evacuazione dei porti di Hodeidah, Ras Isa e Salif e nessuna nave mercantile è stata danneggiata. Qualora però le attività degli Huthi Yemen non dovessero cessare, Israele, come afferma il ministro della Difesa Israel Katz, si dice pronto ad applicare il blocco navale e aereo totale dello Yemen. 

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