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Saldi al posto dei santi: arrivano i devoti del Black Friday. (73)

Un tempo a novembre si scatenavano i fedeli di Sant’Andrea o Sant’Antioco, oggi quelli del culto globale del consumo.

Black Friday

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Di Lorella Marietti

In Sardegna il mese di novembre è sempre stato caratterizzato da solenni feste patronali che si intrecciavano con il ciclo agricolo e pastorale, la coesione sociale, i momenti di scambi commerciali e gli spazi di mutuo soccorso. Occasioni in cui il sacro e il profano si univano naturalmente.

 

Erano giornate per riaffermare l’identità culturale, onorare i santi e ringraziare per il raccolto, rafforzare i legami comunitari e far girare l’economia interna. Nei luoghi della festa visitati dai pellegrini si allestivano bancarelle itineranti con i migliori prodotti isolani, sia agroalimentari che tessili e artigianali.

 

Grazia Deledda, nella “Rivista delle tradizioni popolari italiane “di Angelo De Gubernatis, scrive che a novembre, nei tre giorni di Festa della Madonna de Sas Grasias a Nuoro, arrivavano dai villaggi vicini e lontani i venditori che portavano con sé le più disparate leccornie, dai torroni alle nocciole fino a sa carapinna, il celebre e storico sorbetto del centro Sardegna.

 

Sempre a novembre si celebra da secoli una delle tre feste dedicate al martire sant’Antioco, patrono della città omonima e di tutta la Sardegna. Le cronache del 17° secolo riportano la grande partecipazione dei fedeli non solo alle celebrazioni religiose ma anche alle fiere. Come riferisce il padre Cappuccino Jorge Aleo, nel primo volume del suo “Successos de los Santos de Sardena”, durante i festeggiamenti in onore del santo “si vende di tutto; viveri di ogni genere, pane, vino, carne di tutti i tipi, tantissime barche da pesca, e tutti i tipi di doni che un uomo può desiderare”. Nel 1632 il Capitolo di Iglesias chiedeva per i commercianti lo sgravio fiscale quindici giorni prima e quindici giorni dopo le feste di Sant’Antioco Martire, in modo che le merci potessero essere vendute senza tasse e così venisse agevolato il loro acquisto in un’epoca in cui abbondava la povertà.

 

Anche la festa di Sant’Andrìa (Sant’Andrea Apostolo), che si celebra il 30 novembre, è una ricorrenza molto sentita in Sardegna, tanto che in alcune zone dell’isola il mese di novembre prende proprio il nome del santo. In occasione di questa festa si procedeva alla spillatura e all’assaggio dei vini nuovi e c’erano momenti conviviali offerti dalla comunità o dalle confraternite. Queste tradizioni di distribuzione alimentare e di condivisione dei pasti aiutavano i più bisognosi e promuovevano la solidarietà sociale.

 

Salta all’occhio che tutte queste feste avevano un carattere di bene comune e di radicamento, univano le comunità attorno a valori condivisi e necessità primarie, rendevano il tempo libero un tempo sacro: la sagra, appunto.

 

Oggi le feste sono diventate merci. Lo dimostra perfettamente il Black Friday, ricorrenza che a fine novembre celebra gli acquisti scontati, rendendo lo shopping il nuovo patrono globale e il consumismo la religione con più fedeli al mondo. Non a caso, secondo l’economista Luigino Bruni, la celebrazione del Black Friday presenta tutti i caratteri antropologici e sociali degli antichi culti religiosi.

 

Il primo elemento in comune è la lunga processione che accompagna la sua celebrazione, in questo caso davanti ai negozi-templi. Pare che, al suo esordio americano, furono proprio le code e gli ingorghi stradali – provocati dai devoti dello shopping – a ispirare il nome “Black Friday” (letteralmente “venerdì nero”) per bollare quella giornata caotica. Secondo alcune fonti il termine sarebbe stato coniato a Filadelfia negli anni ’50, mentre altre fonti lo ricollegano ai grandi magazzini Macy’s di New York che nel 1924 organizzarono una parata e una giornata di sconti il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, segnando l’inizio non ufficiale degli acquisti natalizi.

 

Queste processioni nei negozi si sono ridotte con il boom degli acquisti online, che hanno intaccato la dimensione comunitaria di questo culto globale: ormai bastano un semplice clic e una carta di credito per ricevere a casa l’oggetto dei desideri, senza bisogno di incontrare alcun essere umano. Un individualismo che rispecchia anche il nuovo modo contemporaneo di vivere il sentimento religioso: un culto privato e non più comunitario, sganciato dalla socialità (e anche dalla fraternità) delle antiche tradizioni cristiane.

 

Il Black Friday, poi, ha un elemento fondativo tipico di ogni religione: il sacrificio. Perché il negozio, o il brand, si “sacrifica” a vantaggio del consumatore compiendo la sua “offerta” sull’altare dei prezzi. Questa dinamica può rinviare a un’altra possibile origine del nome Black Friday, perché l’espressione “venerdì nero” venne utilizzata per la prima volta nel 1869 per indicare il crollo del prezzo dell’oro a Wall Street e venne poi ripresa ogni volta che si verificarono delle grosse perdite borsistiche in altri successivi venerdì (giorno di chiusura delle negoziazioni settimanali). Così questo linguaggio economico potrebbe esser stato applicato anche al crollo dei prezzi dello shopping legato al venerdì (ma c’è anche un’altra ipotesi, diametralmente opposta, che ricollega il termine “black” all’inchiostro nero dei conti in attivo per via dell’impennata delle vendite, mentre l’inchiostro rosso indicava le perdite).

 

Si può infine rintracciare un ulteriore parallelismo con la religione: il Black Friday è una data mobile – quest’anno ricorre venerdì 28 novembre – e la mobilità è tipica anche della Pasqua e di altre feste cristiane. Del resto il Black Friday si celebra il giorno dopo il Giovedì del Ringraziamento, festa a sua volta mobile istituita nel 1621 dai cristiani protestanti americani in segno di gratitudine per le benedizioni del raccolto di fine anno da condividere in famiglia.

 

Si ritorna così alla chiusura novembrina delle attività agricole e al concetto della festa-celebrazione, che nel Black Friday si è trasformata in una nuova raccolta: dopo i frutti della terra, gli oggetti e i capi di abbigliamento scontati. Curioso notare che la parola “scontato” è anche sinonimo di “banale”, aggettivo che non è mai appartenuto alle atmosfere e ai riti delle tradizioni sarde autunnali.

 

Immagine: Shopping Black Friday, foto di Dominic Lipinski/PA.

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