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AGRICOLTURA – Assicurazione obbligatoria anche per i trattori fermi in aree private

Dal 28 dicembre 2023 è obbligo assicurare tutti i mezzi a motore, anche se fermi in aree private

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Di Salvatore Loriga

Moltissimi utenti non se ne sono ancora accorti, ma con la pubblicazione del D.Lgs. n. 184/2023, che recepisce la Direttiva (UE) 2021/2118, in materia di assicurazione della responsabilità civile, c’è stato uno sconvolgimento assicurativo per chi possiede mezzi a motore.

 

E’ infatti scattato l’obbligo di assicurare tutti i veicoli a motore, “che abbiamo una velocità di progetto massima superiore a 25 km orari o un peso netto massimo superiore a 25 kg e una velocità di progetto massima superiore a 14 km orari”.
Con questo nuovo Decreto tutti i veicoli a motore sono stati considerati in grado di causare danni a terzi, indipendentemente dal fatto che siano fermi o in movimento o che circolino su aree pubbliche o private e, conseguentemente, sono ora obbligati ad avere un’assicurazione RCA.

 

E, come se non bastasse, l’obbligo assicurativo si estende anche a qualsiasi rimorchio destinato ad essere utilizzato con questi i veicoli, a prescindere che vi sia agganciato o meno.

 

Questa nuova imposizione riguarda non solo le auto o i ciclomotori o le moto in movimento, ma ugualmente quelli fermi che si trovano in esposizione ed attesa di vendita presso le sedi degli operatori commerciali, come anche i camper e caravan, e tutti quei macchinari che operano all’interno dei cantieri di lavoro.

 

E, come se non bastasse, sono stati obbligati pure i veicoli elettrici leggeri (quali monopattini, segway, ecc) ed i mezzi di lavoro come trattori, utilizzati per le lavorazioni nei fondi agricoli, anche se si muovono nelle sole aziende od in aree private non aperte al pubblico.

 

E’ sufficiente che abbiano un motore.

 

Il legislatore ha ampliato notevolmente le casistiche per l’obbligo assicurativo RCA, provvedendo a equiparare aree pubbliche e private, ma perfino i mezzi fermi od in movimento, oppure che vengano utilizzati esclusivamente in zone il cui accesso è soggetto a restrizioni (ad esempio nei cantieri o nelle aziende agricole).

 

Ad oggi tutti i mezzi a motore sono soggetti all’obbligo assicurativo.

 

Il legislatore ha pure previsto delle deroghe, ma solo ed esclusivamente in pochissimi casi, quali:
1 – Veicoli formalmente ritirati dalla circolazione nonché quelli il cui uso è vietato, in via temporanea o permanente, in forza di una misura adottata dall’Autorità (ad esempio in caso di sequestro o fermo amministrativo)
2 – Veicoli non idonei all’uso come mezzo di trasporto (perché, ad esempio, sprovvisti di motore o delle ruote)
3 – Veicoli il cui contratto RCA sia stato sospeso volontariamente su richiesta dell’Assicurato, ma solo per un massimo di 11 mesi.

 

Da questa nuova ondata di obbligo assicurativo “ad oltranza” si salvano solamente i mezzi formalmente ritirati dalla circolazione, le sedie a rotelle destinate esclusivamente ad essere utilizzate da persone con disabilità fisiche, le biciclette a pedalata assistita e pochissimi altri casi.

Ma quello che colpisce sono anche le sanzioni.

 

Rimangono in vigore quelle previste dall’articolo 193 del Codice della strada per chi circola senza assicurazione e quindi 866 euro di multa, che possono scendere a 606,20 per chi paga entro cinque giorni, più la decurtazione di cinque punti dalla patente, il sequestro del veicolo e il ritiro della carta di circolazione.

 

Oltre al danno, arriva la beffa.

 

Fortunatamente contro quest’obbligo, che interessa più di 3 milioni di veicoli l’anno, si stanno già muovendo le varie associazioni di categoria, con in testa la Confcommercio che con gli altri operatori del settore, ha lanciato un appello al governo chiedendo una proroga all’entrata in vigore di questo decreto, anche per permettere alle società assicuratrici di preparare un sistema ad hoc, di coperture assicurative, adatto alle esigenze degli operatori commerciali e che possa contemporaneamente soddisfare l’obbligo di legge.

 

 

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