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NUORO – MANCA L’ACQUA NELLE SCUOLE, IL 4 FEBBRAIO CHIUDONO GLI ISTITUTI

✅ Interrogazione di Chessa e De Ambrosis: "Discutere ancora di scuole senza acqua nel 2026 è un fatto gravissimo, fuori dal tempo"

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Di Paqujto Farina

NUORO > Scuole chiuse per mancanza d’acqua a Nuoro per mercoledì 4 febbraio.

 

“È l’ennesimo annuncio che non diventa realtà”, denunciano le Consigliere comunali Maura Chessa e Francesca De Ambrosis, la prima Gruppo Misto, la seconda Forza Nuoro al Centro.

 

Chessa e De Ambrosis hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta e orale per fare chiarezza sull’effettivo stato dei finanziamenti regionali annunciati nel dicembre 2025 per l’installazione di cisterne e sistemi di pressurizzazione negli edifici scolastici comunali.

 

“A fronte di annunci pubblici che parlavano di fondi “ottenuti”, la città si trova oggi, nel 2026, con scuole costrette a chiudere per mancanza d’acqua, come preannunciato per mercoledì 4 febbraio, con gravi ripercussioni sulla vita quotidiana delle famiglie e sul diritto allo studio degli studenti” – si legge nella nota stampa a firma congiunta -. Siamo davanti all’ennesimo caso in cui agli annunci non seguono i fatti. È inaccettabile che, dopo aver pubblicamente dichiarato di aver ottenuto risorse per risolvere un problema strutturale noto e prevedibile, le scuole vengano chiuse perché prive di acqua. Non è un imprevisto: è una responsabilità politica e amministrativa ben precisa”.

 

“La mancanza di continuità scolastica, causata da carenze infrastrutturali che avrebbero dovuto essere risolte, rappresenta un danno sociale rilevante: famiglie costrette a riorganizzarsi all’ultimo momento, studenti privati di giorni di lezione, personale scolastico messo in difficoltà. Nel 2026 discutere ancora di scuole senza acqua è un fatto gravissimo, fuori dal tempo. Le cisterne non sono un’opera futuristica, ma una misura minima di civiltà amministrativa, soprattutto in un territorio soggetto a continue interruzioni idriche. Con l’interrogazione depositata chiediamo conto dell’effettivo ottenimento dei fondi, dello stato della gara d’appalto, dei tempi di realizzazione e dei plessi scolastici realmente interessati, perché la propaganda non può continuare a sostituire la realtà dei fatti. I cittadini meritano verità e soluzioni, non annunci. Su scuola e servizi essenziali non si gioca”, concludono Maura Chessa e Francesca De Ambrosis.

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