La tradizione sarda di Is Animas (o, a seconda delle zone, Is Animeddas, Su Mortu Mortu, Su Prugadoriu, Is Panixeddas) e la festa di Halloween – originaria dell’Irlanda e poi diffusa negli Stati Uniti dagli emigrati – hanno alcuni elementi in comune: il periodo dellโanno, il tema della vita ultraterrena, il rituale della questua porta a porta effettuata dai bambini e perfino la presenza della zucca intagliata e illuminata. Ma le differenze sul piano simbolico e antropologico sono notevoli.
Entrambe le feste si radicano nella credenza che la morte sia un passaggio verso una nuova forma di esistenza, ma il tono รจ profondamente diverso: macabro e grottesco nel caso di Halloween, piรน semplice e sacrale nel caso di Is Animas.
In entrambi i casi lโinfanzia รจ considerata un ponte tra mondo terreno e ultraterreno. I bambini, in quanto โnon adultiโ e capaci di โpensiero magicoโ dove finzione e realtร si confondono, rappresentano uno status di passaggio o โsogliaโ simile a quello dei defunti, il cui corpo rimane qui mentre l’anima va oltre. Ma questa funzione mediatrice infantile assume nelle due feste ruoli opposti.
Nella tradizione di Is Animas, i bambini sardi impersonano simbolicamente le anime dei morti e il loro andare di casa in casa chiedendo dolci tradizionali e frutta secca รจ finalizzato al cordoglio comunitario e al nutrimento della memoria, come traspare dai loro vari ritornelli: โcarchi cosa a sas ร nimasโ (qualcosa per le anime), โsi onada a is animas?โ (ci dai per le anime?), โa fagher bene a sos mortos!โ (a far bene ai morti!), โseus benius po is animeddasโ (siamo venuti per le piccole anime).
Questo rituale si ricollega al meccanismo cristiano di suffragio per le anime del purgatorio – come indica esplicitamente il termine Su Prugadoriu utilizzato in alcuni paesi sardi – trasformando la questua infantile in un contributo spirituale al passaggio delle anime in Paradiso.
Giร nel Medioevo erano diffusi in Europa rituali di elemosina chiamati โsoulingโ, nei quali i bambini, i mendicanti e talvolta i fornai andavano di casa in casa chiedendo cibo in cambio di preghiere allaย Vigilia di Ognissantiย (31 ottobre),ย a Ognissantiย (1 novembre) eย nel giorno dei Defuntiย (2 novembre). Il dono principale era la โsoul cakeโ (torta dell’anima), una focaccina rotonda, e la questua – incoraggiata dalle autoritร ecclesiastiche locali – era un atto di caritร cristiana e un modo per la comunitร di onorare collettivamente i propri defunti, combinando elemosina e spiritualitร .
Nel caso di Halloween, viene messa in atto una strategia inconscia volta a neutralizzare la paura ancestrale dellโaldilร , e in particolare degli spiriti maligni, attraverso un meccanismo di difesa rituale: il travestirsi da โmostriโ per nascondersi in mezzo a loro e ingannarli. ร lo stesso concetto delle maschere apotropaiche ritrovate nei corredi funebri dei popoli antichi, realizzate con sembianze demoniache per allontanare e confondere gli spiriti malintenzionati dellโoltretomba.
In questโottica la richiesta di cibo dei bambini di Halloween ha la funzione rituale di placare con offerte lโimprevedibilitร degli spiriti, gestendo la loro energia caotica o malevola ed evitando ritorsioni sui vivi. La frase stessa โTrick or treatโ mantiene nella lingua originale lโambiguitร tra benevolenza e minaccia. โTrickโ significa anche imbroglio o malizia, indicando perciรฒ un brutto scherzo. Infatti negli anni โ30 americani, quando Halloween divenne popolare, gli scherzi erano anche pesanti, come lanciare uova contro le porte o spostare oggetti dai giardini delle case.
Dal punto di vista antropologico e psicologico, lo scherzetto esprime la potenziale โvendettaโ che lo spirito del defunto puรฒ scatenare se non placato con lโofferta e il bambino mascherato รจ il mediatore di questo ultimatum.
Queste differenze tra il rituale sardo e quello anglosassone rispecchiano lโambivalenza intrinseca che lโessere umano prova nei confronti dei defunti. Il celebre antropologo James Frazer ha documentato che nei vari popoli lโatteggiamento rituale verso i defunti รจ dominato sia da affetto e rimpianto, che da timore e paura. In entrambi i casi lโaspetto rituale ha lo scopo di canalizzare e gestire questi stati dโanimo, sebbene con strategie diverse. L’approccio di Is Animas mostra come i defunti vengano integrati affettivamente nel ciclo di continuitร sociale della comunitร . Il rispetto รจ dimostrato attraverso la caritร sacra e lโatto del ricordo. Al contrario, Halloween mira ad esorcizzare la paura dellโaldilร attraverso una messa in scena ludica e trasgressiva del terrore: una concezione piรน primitiva e tribale, basata sulla credenza che lo spirito del defunto sia suscettibile e incline a far ricadere sui vivi il proprio scontento.
Ma perchรฉ la festa di Is Animas รจ scomparsa in numerosi paesi sardi, pur mostrando ancora forte resilienza in alcuni luoghi, mentre il successo globale di Halloween aumenta di anno in anno?
La risposta si trova nella crescita sociale della paura della morte e nel bisogno collettivo di allontanare le paure ancestrali. Il marketing รจ estremamente efficace nel fornire prodotti ed esperienze che soddisfano questo bisogno psicologico, trasformando unโemozione negativa in un prodotto di intrattenimento positivo.
Halloween capitalizza su diverse paure inconsce: la morte e lโaldilร (scheletri, fantasmi, cimiteri), lโoscuritร e lโignoto (la notte, le ombre, creature nascoste), il contagio e la deformitร (zombi, mummie, creature mutate). Il macabro ludico fornisce stimoli che esorcizzano paure innate come essere aggrediti, perdere qualcuno, sentirsi impotenti.
Il successo commerciale si basa sul concetto di โpaura controllataโ o โterrore ricreativoโ. Comprare un costume, decorare la casa o visitare un parco a tema horror permette di sperimentare la paura senza reale pericolo. Il merchandising offre gli strumenti per questa esperienza sicura, permettendo alla comunitร di esercitare un controllo simbolico sull’oggetto del suo terrore.
Inoltre, a livello sociale, la condivisione dellโesperienza crea un senso di comunitร . Il merchandising – costumi di gruppo, decorazioni a tema – favorisce questo senso di appartenenza come risposta alla paura dell’esclusione sociale. La pressione a partecipare, decorare o vestirsi spinge i consumatori a comprare prodotti per non sentirsi esclusi.
Lo conferma la spettacolarizzazione commerciale che la festa ha subรฌto negli Stati Uniti degli anni โ30, quando aziende come la Ben Cooper Inc. di New York cominciarono a produrre su scala industriale costumi di vampiri, zombie, lupi mannari, fantasmi, scheletri, streghe, venduti nei primi supermarket insieme a caramelle e decorazioni specifiche per Halloween, contribuendo alla diffusione del โdolcetto o scherzettoโ.
Tutto questo potenziale รจ assente nella festa di Is Animas, dove il cibo รจ caratterizzato da dolcetti artigianali e frutta secca, e i costumi dei bambini nascono semplici e uniformi: un sacco bianco sulle spalle, oppure stracci che richiamano il souling medievale.
Invece Halloween, sviluppatosi nella patria del marketing, ha visto la cultura pop amplificare lโiconografia horror e cosรฌ il macabro si รจ trasformato in mezzo di intrattenimento di massa, oscurando le funzioni rituali e apotropaiche originali, e perdendo lโalfabeto del linguaggio simbolico che caratterizza tanto lโinconscio quanto i rituali.
Cosรฌ oggi, mentre la Chiesa critica Halloween e la sua diffusione nelle comunitร cristiane, esortando a spostare lโaccento dalla paura all’amore e dalle tenebre alla luce, appare evidente che ignorare certi meccanismi – sia dellโanimo umano che del mercato – non aiuta a vivere con piena consapevolezza e libertร .
ร interessante notare che nellโintera Bibbia la frase piรน ripetuta รจ โnon avere pauraโ o โnon temereโ, che appare ben 365 volte, come a ricordarcelo ogni giorno dellโanno.
Inoltre, lโidea apotropaica di allontanare gli spiriti maligni con altri spiriti maligni (come il travestimento di Halloween) viene condannata nel Vangelo di Luca: qui Gesรน, dopo aver liberato un uomo posseduto ed essere stato accusato per questo di essere un emissario del diavolo, risponde che i demoni non si scacciano con altri demoni, ma con il dito di Dio.
Immagine: La festa di Is Animeddas in Sardegna. Fonte web: Sardegnaturismo.
