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MORTE GIANFRANCO SCALAS – Il Generale che raccontò Nassiriya

✅ Storico portavoce dell'Esercito, giornalista e politico con "Fortza Paris"

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Di Paqujto Farina

“Fortza Paris”, quando il destino di un uomo si lega ad un movimento, ad un inno, ad una scelta di vita.

 

Gianfranco Scalas, Generale dell’Esercito morto stanotte al Policlinico di Monserrato, è stato sempre legato al motto che, scandito con anelito da battaglia dalla Brigata Sassari, incuteva timore nell’avversario.

 

“Fortza Paris” fu anche il nome dell’operazione di salvaguardia del territorio sardo espletata dall’Esercito ai primi anni ’90 del secolo scorso, dove Scalas, allora Capitano, fungeva da ufficiale di collegamento con le amministrazioni locali e lo Stato Maggiore, presieduto dal Generale di Corpo d’Armata, Duilio Mambrini. 

Settantaquattro anni compiuti lo scorso mese di giugno, Gianfranco Scalas è stato inoltre a capo del movimento politico “Fortza Paris” che nelle elezioni regionali del 2019 scese in campo a sostegno della candidatura di Christian Solinas, non raggiungendo però il quorum necessario per essere rappresentato in Consiglio.

 

Storico portavoce dell’Esercito in Italia e direttore della testata televisiva Tcs, partecipò a diverse missioni internazionali con i contingenti italiani.

Dopo l’esperienza a Mogadiscio nei primi anni ’90 e a Sarajevo, diresse la sezione stampa dell’Esercito, contribuendo significativamente a rifondare le strutture di comunicazione dell’Arma terrestre su tutto il territorio nazionale e la pubblica informazione in Kosovo, dove guidò Radio West tra il 2000 e il 2022.

Gianfranco Scalas era sul posto quando a Nassiriya, in Iraq, un tremendo attentato causò la morte di 28 persone, tra cui 19 soldati italiani impegnati in missione internazionale.

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