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DALLA FRANCIA ALL’HOSPICE DI NUORO, “FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA SANITA’ SARDA”

✅ Parla LUCIANA MELE, medico, padre bittese e madre nuorese, il 24 agosto riceverà il premio "Rondine d'Oro 2025"

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Di Paqujto Farina

NUORO > Ha preso servizio da pochi giorni all’Hospice di Nuoro il Dirigente medico nucleare con equipollenza in cure palliative, Luciana Mele, che ha scelto di rientrare dalla Francia dove ha esercitato in prestigiosi istituti ospedalieri di Parigi, Poitiers e Lione.

 

Nelle vene della dottoressa, che ha deciso di mettere al servizio della Sanità sarda la sua esperienza internazionale, scorre sangue bittese e nuorese.

 

“Sono figlia di Giulio Mele, geometra di Bitti, purtroppo deceduto due anni fa, socialista fino al midollo, stimato ed apprezzato per competenza ed ironia, che sarebbe stato felicissimo di vedermi rientrare in Sardegna – racconta in esclusiva a New Sarde -. Mia madre, nuorese doc, è Milvia Sulis, per anni dattilografa presso il Tribunale di Nuoro, in seguito ragioniera presso la Cassa per il Mezzogiorno, ora in pensione.”

 

“Come medico e come donna mi sono formata a Nuoro, Cagliari e Sassari. Laurea all’Università di Cagliari e specializzazione in medicina nucleare a Sassari. Poi subentra una “sana curiosità” o “fame di conoscenza” che ti porta, nonostante le tante incognite, ad andare all’estero per vedere, con i tuoi occhi, cosa c’è dopo il mare.”

 

“Ho esercitato in Francia, a Parigi, in prestigiosi ospedali come il Chu di Poitiers, il Centre Hospitalier Sud Francilien (CHSF) di Corbeil e il Centro di eccellenza europeo “Ospedale civile di Lione, su immagini, terapia e cure palliative in pazienti con tumori progressivi metastatici terminali.”

 

“Non nascondo che, quando mi sono ritrovata a Lione, vera seconda città della Francia, mi sono sentita piccola come una formichina – ricorda Luciana Mele -. Ma ho lavorato sodo per refertare correttamente in francese e per non demordere davanti alle tante difficoltà, da buon granito barbaricino.”

 

“Dopo anni a Lione, arriva Parigi e poi Poitiers, città che ho nel cuore anche perché decantata da Fabrizio De André, che amo, in una sua canzone in cui Carlo Martello vinse su tutti. In tutti questi centri ho stretto bellissimi rapporti sia professionali che di amicizia, a testimonianza che “tutto il mondo è paese”.

 

“Ma dopo tanti anni all’estero anche per me è “germogliato” il richiamo delle radici, concretizzatosi grazie all’opportunità di lavorare all’Hospice di Nuoro, fiore all’occhiello della sanità sarda, diretto dal dott. Salvatore Salis, che ha creduto in me, e dal suo vice, la dott.ssa Luisa Bandinu, eccellenza bittese che, sui pazienti di terapia antalgica, con competenza ed empatia esegue oltre 5 mila prestazioni l’anno; per non parlare della sua encomiabile disponibilità e presenza costante.”

 

“Questo è stato il mio percorso – dice Luciana Mele -, ed il primo “eja” che ogni qualvolta sento nelle scalette dell’aereo o il profumo dell‘elicriso quando si tocca il suolo Sardo, mi fanno sempre emozionare.”

 

Ora per la dott.ssa Mele inizia un nuovo cammino, fortemente voluto, professionale e di vita.

 

Il 24 agosto riceverà il premio “Rondine d’Oro”, giunto quest’anno alla decima edizione, assegnato ogni anno dall’associazione “Barbagia nel mondo” a personalità che si sono distinte in Italia e all’estero dando lustro alla città di Nuoro.

 

“Mi auguro – conclude Luciana Mele – di essere all’altezza di tutti gli auguri e complimenti ricevuti, consapevole che un medico non smette mai di studiare ed imparare. Fortza Paris a tottus!”

 

© Riproduzione riservata – New Sarde

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