BUDDUSO’ > La cittadina del Monte Acuto da ieri notte è piombata in una dimensione distante anni luce da atti criminosi come quello perpetrato con l’uccisione a sangue freddo di Marco Pusceddu, il 51enne di Portoscuso, residente a Cagliari, vittima di un ignoto -per ora- sicario che intorno alle 23 di ieri ha aperto il fuoco nella sede del Intervol 118 dove prestava servizio.Tante le manifestazioni di stupore, cordoglio e ferma condanna dell’assurdo, quanto spietato, crimine.
Un documento è stato diffuso dalla minoranza consiliare “Per Buddusò”, (nel riquadro della foto la Consigliera comunale Peppa Ferreri), che lo ha pubblicato nell’apposito profilo Facebook.
“In una serata estiva ancora animata dalla presenza di tante persone, intorno alle 23, alcuni colpi d’arma da fuoco hanno improvvisamente spezzato la quiete del nostro paese – si legge nel post -. La comunità ha appreso, con sgomento e profondo dolore, che nella sede di un’associazione di soccorso, un uomo di 51 anni, soccorritore presso l’associazione locale Intervol 118, è stato ucciso a sangue freddo da un individuo che ha sparato più volte contro di lui.
“Questo tragico evento ci scuote tutti, nella coscienza e nel cuore. Un fatto gravissimo, inquietante, che sconvolge e addolora profondamente un’intera comunità, non abituata a gesti di simile violenza. Un evento che ci costringe a riflettere.”
“Come gruppo di minoranza – scrivono i Consiglieri comunali di “Per Buddusò” – esprimiamo la più ferma condanna per questo atto vile e barbaro, e la nostra piena vicinanza alla famiglia della vittima, ai suoi colleghi e agli amici, in un momento di indicibile dolore. L’uomo ucciso stava prestando un servizio fondamentale per la collettività: è morto mentre era al servizio degli altri, ed è questo che rende la vicenda ancora più atroce.”
“Ci auguriamo che le forze dell’ordine possano fare piena luce sull’accaduto e risalire al responsabile nel più breve tempo possibile. E speriamo con forza che questo rimanga un episodio isolato – concludono i Consiglieri di minoranza -, in un tempo in cui la violenza sembra purtroppo diventare consuetudine, al punto da farci quasi credere che sia la normalità. Ma non lo è. Non deve esserlo”.
Tantissimi i commenti di condanna e cordoglio che sono stati pubblicati nei social.
“Purtroppo il vigliacco non comunica ma arreca continuamente tanto odio e sofferenza verso gli altri. Un episodio così angoscioso ha scosso la nostra vita spero che il responsabile venga punito ma soprattutto che si ritorni a ragionare e dialogare come si faceva ai miei tempi con “una briga” senza armi” -scrive Rosalia.
“Qualsiasi cosa abbia fatto penso che nessuno abbia il diritto di togliere la vita. A nessuno.” – commenta Graziella.
“Persone come Marco sono quelle che assistono chi nel momento del bisogno li chiama! – scrive Sandro, ricordando la professione della vittima-. Se non ci fossero questi volontari prima di essere soccorsi dal nostro apparato sanitario passerebbero ore e molte volte si muore per pochi minuti di ritardo nei soccorsi”.
