NUORO > Nel corso della seduta dell’ultimo Consiglio Comunale dedicata alla nona variazione di bilancio, la Consigliera Maura Chessa (Gruppo Misto) ha posto l’attenzione sulla destinazione di alcune somme destinate ad associazioni operanti nell’ambito dell’assistenza socio-sanitaria.
Su questa materia specifica è stata ribadita la distinzione tra le competenze del Comune e quelle dell’ASL.
Chessa ha chiesto “maggiore trasparenza sulle modalità di utilizzo delle risorse, sugli obiettivi progettuali e sui criteri di individuazione dei soggetti beneficiari, al fine di garantire coerenza con le funzioni istituzionali dell’ente”.
Nel suo intervento, Chessa ha richiamato l’attenzione su una fascia di popolazione troppo spesso ignorata nelle programmazioni politiche e di bilancio: i caregiver familiari, persone che si prendono cura quotidianamente di un familiare non autosufficiente, sostenendo un carico fisico, emotivo ed economico significativo, spesso senza tutele adeguate e senza misure di sostegno strutturate.
“L’assenza di riconoscimento e supporto ai caregiver rappresenta una criticità sociale rilevante, che il Comune non può continuare a trascurare. Ha proposto l’avvio di un lavoro amministrativo volto a mappare la presenza dei caregiver sul territorio, attivare servizi di sollievo e supporto psicologico, prevedere misure di sostegno economico e facilitare percorsi di formazione e orientamento ai servizi. La cura non può ricadere interamente sulle famiglie. Riconoscere e sostenere i caregiver significa garantire dignità alle persone fragili e a chi se ne prende cura, significa investire nella coesione sociale e nella qualità della vita della nostra comunità”, ha dichiarato Chessa.
Infine l’invito all’Amministrazione a “promuovere una programmazione chiara, condivisa e orientata ai bisogni reali, evitando duplicazioni e sovrapposizioni con le funzioni dell’ASL, e includendo finalmente nella pianificazione sociale locale chi svolge quotidianamente un ruolo essenziale ma silenzioso”.
“Il Comune ha certamente il dovere di tutelare la salute pubblica, promuovere il benessere collettivo e monitorare l’accessibilità ai servizi – ha dichiarato Chessa – ma non può comunque sostituirsi all’ASL nella gestione e nell’erogazione dell’assistenza sanitaria generale sul territorio”.
