NUORO > Il 19 aprile del 1975 moriva a Roma il giurista e scrittore nuorese Salvatore Satta, conosciuto universalmente per “Il giorno del giudizio” ma considerato basilare anche per le sue opere di giurista.
Annoverato tra i grandi personaggi della letteratura italiana del Novecento, era nato a Nuoro il 9 agosto 1902, ultimogenito di nove figli (sette maschi e due femmine) del notaio Salvatore Giovanni Paolo Satta, (parente del poeta Sebastiano Satta) e di Valentina Mariantonia Galfrè.
Dopo ave frequentato il Liceo Giorgio Asproni di Nuoro, consegue il diploma classico presso l’Azuni di Sassari, doveΒ si laurerΓ in Giurisprudenza nel 1924.
Docente di diritto in varie universitΓ italiane mostrΓ² notevoli doti di scrittore giΓ con i volumi diaristici “De profundis”, amara riflessione sulla guerra, “Soliloqui e colloqui di un giurista”, e con i saggi giurisprudenziali “Il mistero del processo”, “La vita della legge e la sentenza del giudice”, “La tutela del diritto nel processo”, “Il formalismo nel processo”, “Il diritto, questo sconosciuto”,
In queste sue opere Satta sembra aver voluto esporre le conseguenze ultime della sua visione del diritto, spingendosi fino al punto dove la nozione di giudizio nel processo viene a sfiorare quella del “Giudizio ultimo”, aspetto che che sarΓ poi dominante nel grande romanzo che ci ha lasciato.
Pubblicato postumo nel 1977, “Il giorno del giudizio”, che in molti, per potenza descrittiva e profonditΓ di analisi antropologica paragonano a “Il Gattopardo” di G. Tomasi di Lampedusa, Γ¨ la saga familiare di notabili nuoresi raccontata sullo sfondo di una societΓ pastorale in decadenza con l’inesorabile estinguersi della tradizione, un magistrale affresco scritto e rappresentato in uno stile funereo e barocco.
Sempre postumo, nel 1981, Γ¨ stato pubblicato un altro romanzo di Salvatore Satta, “La veranda”, scritto nel 1925, anchβesso dominato dal tema della morte.
