Martina nella dedica della sua tesi di laurea aveva inserito un messaggio per il padre Roberto e per la madre Giusi Massetti («Ci ha creduto prima che ci credessi io»). La 25enne è una delle vittime della strage familiare di Nuoro
NUORO. Nel suo profilo Facebook, Martina Gleboni, la ragazza di 26 anni uccisa all’alba di mercoledì a Nuoro dal padre, ha pubblicato pochi messaggi e solo qualche immagine.
La foto che ha scelto come «copertina» risale al 28 aprile di due anni fa.
Scattata probabilmente il giorno della sua laurea, mostra una corona d’alloro che incornicia due dediche, forse contenute nelle prime pagine della tesi.
Una dedica è per la madre: «Che ci ha creduto prima che ci credessi io». L’altra è per il padre: «L’amore più grande della mia vita».
Martina, che si era laureata all’Università di Sassari in Scienze dei servizi giuridici e che aveva superato un bando per un tirocinio formativo al Tribunale di Nuoro, è stata colpita a morte dal padre Roberto, 52 anni, operaio della Forestale, che con una pistola ha anche ucciso la moglie Giusi Massetti e un altro figlio, Francesco.
Poi ha ferito un vicino e la madre, prima di togliersi la vita.
Sia Martina che la madre avevano aperto anche un profilo Instagram, ma con un account privato non accessibile agli esterni.
Sul profilo Facebook della madre, invece, la foto scelta è un primo piano di lei accanto alla figlia Martina.
Ancora una volta, a testimoniare l’importanza dei legami in questa famiglia sconvolta da una strage di cui gli inquirenti stanno cercando di capire il perché.
Proprio madre e figlia avevano aderito a una campagna promossa da Action Aid per dire «No alla violenza sulle donne».
Sul profilo Facebook di Martina si trovano pochi altri scatti. Un cuore realizzato sulla sabbia con dei ciotoli, una foto di classe con i compagni, momenti di felicità con le amiche, una gita in un parco avventura.
