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	<title>Senza categoria &#8211; Newsarde.it &#8211; Il quotidiano online</title>
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		<title>MINNEAPOLIS &#8211; Forza Italia esprime cordoglio alle famiglie delle vittime</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/minneapolis-forza-italia-esprime-cordoglio-alle-famiglie-delle-vittime/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 14:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62; “Forza Italia esprime cordoglio per i tragici fatti di Minneapolis e solidarietà alle famiglie delle vittime.” Lo dichiara Pietro Pittalis, deputato di Forza Italia, intervenendo in Aula durante&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &gt;</strong> “Forza Italia esprime cordoglio per i tragici fatti di Minneapolis e solidarietà alle famiglie delle vittime.” Lo dichiara <strong>Pietro Pittalis,</strong> deputato di Forza Italia, intervenendo in Aula durante la commemorazione in ricordo dei due cittadini americani uccisi a Minneapolis.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“In momenti come questi – sottolinea Pittalis – le istituzioni devono usare un linguaggio sobrio, responsabile, ispirato ai valori della giustizia e del rispetto umano. La perdita di vite innocenti colpisce nel profondo le nostre coscienze e impone un’attenta ricostruzione dei fatti, senza strumentalizzazioni.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Non si strumentalizzi – prosegue – un episodio gravissimo, ma circoscritto, per costruire polemiche contro un Paese amico e un alleato strategico. La solidarietà e i valori democratici che uniscono Italia e Stati Uniti restano il punto fermo.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La nostra fiducia – osserva – va alle istituzioni americane e alla loro capacità di accertare responsabilità con rigore e trasparenza. Non si cada nella trappola di generalizzazioni pericolose o di condanne collettive verso un intero sistema.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Con questo spirito – conclude – Forza Italia partecipa a questa commemorazione nel segno della solidarietà, del rispetto e dei valori democratici che uniscono le nostre comunità.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Saldi al posto dei santi: arrivano i devoti del Black Friday. (73)</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/saldi-al-posto-dei-santi-arrivano-i-devoti-del-black-friday-73/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Nov 2025 14:49:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[In Sardegna il mese di novembre è sempre stato caratterizzato da solenni feste patronali che si intrecciavano con il ciclo agricolo e pastorale, la coesione sociale, i momenti di scambi&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Sardegna il mese di novembre è sempre stato caratterizzato da solenni feste patronali che si intrecciavano con il ciclo agricolo e pastorale, la coesione sociale, i momenti di scambi commerciali e gli spazi di mutuo soccorso. Occasioni in cui <strong>il sacro e il profano si univano naturalmente</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Erano giornate per riaffermare l&#8217;identità culturale, onorare i santi e ringraziare per il raccolto, rafforzare i legami comunitari e far girare l’economia interna. Nei luoghi della festa visitati dai pellegrini si allestivano <strong>bancarelle itineranti con i migliori prodotti isolani</strong>, sia agroalimentari che tessili e artigianali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazia Deledda, nella “<em>Rivista delle tradizioni popolari italiane</em> “di Angelo De Gubernatis, scrive che a novembre, <strong>nei tre giorni di Festa della <em>Madonna de Sas Grasias</em> a Nuoro</strong>, arrivavano dai villaggi vicini e lontani i venditori che portavano con sé le più disparate leccornie, dai torroni alle nocciole fino a <em>sa carapinna</em>, il celebre e storico sorbetto del centro Sardegna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre a novembre si celebra da secoli una delle tre feste dedicate al martire sant’Antioco, patrono della città omonima e di tutta la Sardegna. <strong>Le cronache del 17° secolo riportano la grande partecipazione dei fedeli non solo alle celebrazioni religiose ma anche alle fiere</strong>. Come riferisce il padre Cappuccino Jorge Aleo, nel primo volume del suo “<em>Successos de los Santos de Sardena</em>”, durante i festeggiamenti in onore del santo “<em>si vende di tutto; viveri di ogni genere, pane, vino, carne di tutti i tipi, tantissime barche da pesca, e tutti i tipi di doni che un uomo può desiderare”</em>. Nel 1632 il Capitolo di Iglesias chiedeva per i commercianti lo sgravio fiscale quindici giorni prima e quindici giorni dopo le feste di Sant’Antioco Martire, in modo che le merci potessero essere vendute senza tasse e così venisse agevolato il loro acquisto in un’epoca in cui abbondava la povertà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la festa di Sant&#8217;Andrìa (Sant’Andrea Apostolo), che si celebra il 30 novembre, è una ricorrenza molto sentita in Sardegna, tanto che in alcune zone dell’isola il mese di novembre prende proprio il nome del santo. In occasione di questa festa si procedeva alla spillatura e all’assaggio dei vini nuovi e c’erano <strong>momenti conviviali offerti dalla comunità o dalle confraternite</strong>. Queste tradizioni di distribuzione alimentare e di condivisione dei pasti aiutavano i più bisognosi e promuovevano la solidarietà sociale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Salta all’occhio che tutte queste feste avevano<strong> un carattere di bene comune e di radicamento</strong>, univano le comunità attorno a valori condivisi e necessità primarie, rendevano il tempo libero un tempo sacro: la sagra, appunto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Oggi le feste sono diventate merci</strong>. Lo dimostra perfettamente il Black Friday, ricorrenza che a fine novembre celebra gli acquisti scontati, rendendo lo shopping il nuovo patrono globale e il consumismo la religione con più fedeli al mondo. Non a caso, secondo l’economista Luigino Bruni, la celebrazione del Black Friday presenta tutti i caratteri antropologici e sociali degli antichi culti religiosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo elemento in comune è <strong>la lunga processione che accompagna la sua celebrazione</strong>, in questo caso davanti ai negozi-templi. Pare che, al suo esordio americano, furono proprio le code e gli ingorghi stradali &#8211; provocati dai devoti dello shopping &#8211; a ispirare il nome “Black Friday” (letteralmente “venerdì nero”) per bollare quella giornata caotica. Secondo alcune fonti il termine sarebbe stato coniato a Filadelfia negli anni ’50, mentre altre fonti lo ricollegano ai grandi magazzini Macy’s di New York che nel 1924 organizzarono una parata e una giornata di sconti il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento, segnando l&#8217;inizio non ufficiale degli acquisti natalizi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste processioni nei negozi si sono ridotte con il boom degli acquisti online, che hanno intaccato la dimensione comunitaria di questo culto globale: ormai bastano un semplice clic e una carta di credito per ricevere a casa l’oggetto dei desideri, senza bisogno di incontrare alcun essere umano. Un individualismo che rispecchia anche il nuovo modo contemporaneo di vivere il sentimento religioso: <strong>un culto privato e non più comunitario</strong>, sganciato dalla socialità (e anche dalla fraternità) delle antiche tradizioni cristiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Black Friday, poi, ha <strong>un elemento fondativo tipico di ogni religione: il sacrificio</strong>. Perché il negozio, o il brand, si “sacrifica” a vantaggio del consumatore compiendo la sua “offerta” sull’altare dei prezzi. Questa dinamica può rinviare a un’altra possibile origine del nome Black Friday, perché l’espressione “venerdì nero” venne utilizzata per la prima volta nel 1869 per indicare il crollo del prezzo dell’oro a Wall Street e venne poi ripresa ogni volta che si verificarono delle grosse perdite borsistiche in altri successivi venerdì (giorno di chiusura delle negoziazioni settimanali). Così questo linguaggio economico potrebbe esser stato applicato anche al crollo dei prezzi dello shopping legato al venerdì (ma c’è anche un’altra ipotesi, diametralmente opposta, che ricollega il termine “black” all’inchiostro nero dei conti in attivo per via dell’impennata delle vendite, mentre l’inchiostro rosso indicava le perdite).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si può infine rintracciare un ulteriore parallelismo con la religione: il Black Friday è una data mobile – quest’anno ricorre venerdì 28 novembre – e la mobilità è tipica anche della Pasqua e di altre feste cristiane. Del resto il Black Friday si celebra il giorno dopo il Giovedì del Ringraziamento, festa a sua volta mobile istituita nel 1621 dai cristiani protestanti americani in segno di <strong>gratitudine per le benedizioni del raccolto di fine anno da condividere in famiglia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si ritorna così alla chiusura novembrina delle attività agricole e al concetto della festa-celebrazione, che nel Black Friday si è trasformata in <strong>una nuova raccolta: dopo i frutti della terra, gli oggetti e i capi di abbigliamento scontati</strong>. Curioso notare che la parola “scontato” è anche sinonimo di “banale”, aggettivo che non è mai appartenuto alle atmosfere e ai riti delle tradizioni sarde autunnali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine: Shopping Black Friday, foto di Dominic Lipinski/PA.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BUDDUSO&#8217; &#8211; &#8220;SANTA REPARATA&#8221;, DA TUTTA LA SARDEGNA PER RINNOVARE IL VOTO</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/budduso-santa-reparata-da-tutta-la-sardegna-per-rinnovare-il-voto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 10:43:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[BUDDUSO’ &#62; Domenica 7 e lunedì 8 settembre, migliaia di fedeli e devoti giungeranno da tutta la Sardegna &#8211; si calcola saranno almeno in 10 mila che raggiungeranno il santuario&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BUDDUSO’ &gt;</strong> <strong>Domenica 7 e lunedì 8 settembre</strong>, migliaia di fedeli e devoti giungeranno da tutta la Sardegna &#8211; si calcola saranno almeno in 10 mila che raggiungeranno il santuario &#8211; per rendere omaggio a <strong>Santa Reparata</strong>, culto particolarmente diffuso in Toscana, da cui probabilmente venne introdotto in Sardegna nel basso medioevo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Santa Reparata</strong> è venerata dai buddusoini che anche per quest’anno hanno predisposto una due giorni all’insegna delle tradizioni religiose e civili. L’usanza vuole che si apra con lo scioglimento del voto di affidamento alla Santa, presso il santuario che dista pochi chilometri dal centro urbano, avvolto da un paesaggio ameno che enfatizza la cerimonia religiosa e il pranzo comunitario, al quale partecipano, come tutti gli anni, migliaia di persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I festeggiamenti per <strong>Santa Reparata,</strong> che insieme a <strong>Santa Anastasia</strong>, patrona del ridente paese, è la più venerata dai buddusoini, vengono da sempre organizzati da quattro persone, dette <em><strong>“sobristantes”, </strong></em>i quali rimangono in carica per 12 mesi. A loro è affidato il delicato compito di raccogliere adesioni e fondi al fine di acquistare la carne, rigorosamente bovina, e tutto l’occorrente per il pranzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il santuario, raggiungibile percorrendo la statale 389 in direzione Alà dei Sardi, è stato interessato da lavori di restauro nel 2013, ed è <strong>antecedente al 1579</strong>. Con al suo interno la zona del presbiterio e dell’abside, richiama lo stile <strong>gotico-aragonese.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco, nel dettaglio, il programma religioso:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 7 settembre,</strong> Sante Messe della vigilia alle ore 10.30 e alle 18,30. I Vespri alle 18.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lunedì 8 settembre</strong>, giorno della festa di <strong>Santa Reparata</strong>, Sante Messe alle ore 7, 8, 16 e 18.</p>
<p>Sarà il Vescovo a presiedere la solenne funzione prevista per le 10,30, che avrà a latere la processione attorno al Santuario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A seguire il tipico &#8220;pranzo&#8221; a ridosso della meravigliosa sughereta, un ameno habitat che contraddistingue tutta l&#8217;area dell&#8217;altopiano e al quale partecipa, come di consuetudine, l&#8217;intera cittadinanza buddusoina e le migliaia di ospiti giunti da ogni dove della Sardegna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella foto a corredo, un&#8217;edizione di Santa Reparata risalente agli anni &#8217;40 del secolo scorso</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>REGIONE &#8211; BILANCIO 2025 ALL&#8217;ESAME DELLE COMMISSIONI</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/regione-bilancio-2025-allesame-delle-commissioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Mar 2025 11:43:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Tutte le commissioni permanenti si riuniranno questa settimana per l’esame delle parti di competenza della manovra finanziaria 20025/2027. &#160; Oggi, martedì 18 marzo, si è riunita la Prima&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Tutte le commissioni permanenti si riuniranno questa settimana per l’esame delle parti di competenza della manovra finanziaria 20025/2027.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi, martedì 18 marzo, si è riunita la Prima Commissione “Autonomia” con l&#8217;audizione gli assessori agli Affari generali e del Personale, Maria Elena Motzo, e degli Enti Locali Francesco Spanedda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pomeriggio, alle 15.30, la Quarta e la Quinta. La Commissione “Governo del Territorio” sentirà gli assessori ai Lavori Pubblici, Antonio Piu, all’Ambiente, Rosanna Laconi, e all’Urbanistica, Francesco Spanedda, mentre il parlamentino delle “Attività Produttive” ha in programma l’audizione dell’assessore all’Industria Emanuele Cani.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì 19 marzo, alle 10, la Terza Commissione Bilancio inizierà il ciclo delle audizioni sulla Manovra con le parti sociali.</p>
<p>In mattinata saranno sentiti i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, di Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Copagri e della Lega Cooperative, Confcooperative, Unicoop. Agci,e Unci. Nel pomeriggio, dalle 15, le audizioni dei direttori generali del Banco di Sardegna, Banca di Cagliari, Banca di Arborea, Sfirs, Confidi e Fondazione Sardegna e dei rappresentanti di Confindustria, Confapi, Confartigianato, Cna, Federalberghi, Confesercenti, Confcommercio, Confprofessioni e Federterziario.</p>
<p>Le audizioni proseguiranno Giovedì 20 Marzo, alle 10, con i rettori dell’Università di Cagliari e Sassari e i rappresentanti di Uni Olbia, Uni Nuoro e Consorzio Uno, del Forum del Terzo Settore, Caritas, Fish e Fand Sardegna. Nel pomeriggio, dalle 15.00, i rappresentanti di Anci, Asel e Ali, gli amministratori straordinari delle Province e il sindaco della Città Metropolitana di Cagliari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sempre mercoledì si riuniranno anche la Seconda e Sesta Commissione.</p>
<p>Alle 9.00 è prevista l’audizione in Commissione Sanità dell’assessore Armando Bartolazzi e della Pubblica Istruzione Ilaria Portas. Quest’ultima sarà audita anche dalla Commissione Lavoro e Cultura” alle 10 insieme alla collega del Lavoro e Formazione professionale Desirè Manca. All’ordine del giorno della Seconda Commissione anche le audizioni del Comitato degli operatori di Sportello Linguistico e una delegazione di sindaci e direttori delle Scuole civiche di Musica della Sardegna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Seconda e la Sesta Commissione proseguiranno i lavori alle 12.30 in seduta congiunta per l’approvazione di una risoluzione sulle problematiche relative all’utilizzo della graduatoria per la stabilizzazione del personale precario del comparto sanità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI (CAL) &#8211; LUNEDI&#8217; 24 FEBBRAIO SI RINNOVANO I COMPONENTI</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/consiglio-autonomie-locali-cal-lunedi-24-febbraio-si-rinnovano-i-componenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Feb 2025 11:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; L’Assemblea dei Sindaci si riunirà lunedì 24 febbraio in Consiglio regionale, dalle 9 alle 13, per l’elezione dei componenti del Consiglio delle Autonomie Locali istituito con la legge&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> L’<strong>Assemblea dei Sindaci</strong> si riunirà <strong>lunedì 24 febbraio in Consiglio regionale</strong>, dalle 9 alle 13, per l’elezione dei componenti del <strong>Consiglio delle Autonomie Locali</strong> istituito con la legge regionale n. 1 del 2005.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’assemblea eleggerà <strong>28 componenti</strong> che si aggiungeranno agli <strong>8 componenti di diritto</strong> (i sindaci dei comuni capoluogo di Provincia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Consiglio delle Autonomie Locali resterà in carica tre anni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Inammissibile il referendum sull’autonomia differenziata: la Corte costituzionale boccia il quesito</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/inammissibile-il-referendum-sullautonomia-differenziata-la-corte-costituzionale-boccia-il-quesito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 22:27:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito referendario che mirava ad abolire la legge sull’autonomia differenziata. &#160; Di conseguenza, il referendum non si terrà. Secondo il comunicato ufficiale della&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito referendario che mirava ad abolire la legge sull’autonomia differenziata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di conseguenza, il referendum non si terrà. Secondo il comunicato ufficiale della Corte, «l’oggetto e la finalità del quesito non risultano chiari». Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro il 10 febbraio.</p>
<p>Questa decisione era particolarmente attesa, sia perché il referendum era stato richiesto dalle opposizioni, sia per le implicazioni politiche legate a una legge non sostenuta in modo uniforme dal governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La norma, voluta dal ministro degli Affari regionali Roberto Calderoli (Lega), stabilisce le modalità con cui le regioni possono chiedere e negoziare la gestione autonoma di alcune materie attualmente di competenza statale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, la legge non prevede un trasferimento immediato di competenze, limitandosi a definire il percorso per farne richiesta e negoziarne i dettagli.</p>
<p>A novembre 2024, la Corte costituzionale aveva già dichiarato in parte illegittima questa legge, sollevando dubbi sulla necessità di un referendum per una normativa che, con ogni probabilità, dovrà essere modificata prima di entrare effettivamente in vigore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La decisione della Corte costituzionale è significativa anche perché contraddice un recente parere della Corte di Cassazione, che aveva giudicato valido il quesito referendario nonostante il precedente pronunciamento della stessa Corte costituzionale. Una divergenza di questo tipo è piuttosto rara.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal punto di vista politico, il referendum avrebbe presentato rischi per entrambe le parti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il governo, durante la campagna referendaria, sarebbe stato sottoposto a critiche su un tema fortemente divisivo. L’opposizione, invece, avrebbe affrontare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum per abolire la legge sull’autonomia differenziata, giudicando «non chiari» oggetto e finalità del quesito. La sentenza con le motivazioni sarà depositata entro il 10 febbraio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La decisione, in controtendenza rispetto al recente parere della Corte di Cassazione, è significativa sia per i suoi risvolti giuridici che politici, considerando le divisioni nel governo e le difficoltà per l’opposizione nel mobilitare gli elettori.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sardegna; Caso Todde: Gli Avvocati Contestano la Decadenza e Difendono la Legittimità della Presidenza Regionale</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/sardegna-caso-todde-gli-avvocati-contestano-la-decadenza-e-difendono-la-legittimita-della-presidenza-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 13:20:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[“Fermo e manifesto dissenso&#8221;, è quello che esprimono gli avvocati del pool legale della presidente della Regione Alessandra Todde, che si sta occupando di predisporre i ricorsi all&#8217;ordinanza-ingiunzione di decadenza&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Fermo e manifesto dissenso&#8221;, è quello che esprimono gli avvocati del pool legale della presidente della Regione Alessandra Todde, che si sta occupando di predisporre i ricorsi all&#8217;ordinanza-ingiunzione di decadenza emanata dal Collegio elettorale regionale di garanzia il 20 dicembre scorso e notificata ufficialmente il 3 gennaio scorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In attesa di presentare ricorso -atteso per la settimana prossima &#8211; agli avvocati Benedetto e Stefano Ballero, Giuseppe Macciotta e Priamo Siotto non sono piaciute &#8220;le affermazioni della presidente del collegio di garanzia elettorale, dottoressa Gemma Cucca, contenute nella memoria del 12 novembre 2024, in ordine alla supposta sussistenza di &#8216;uno schema intermedio tra i veri finanziatori&#8217; e la presidente Todde, concetto ribadito nella successiva ordinanza del 20 dicembre con l&#8217;uso della meno equivoca e ancor più grave e inaccettabile espressione &#8216;schermo&#8217;.<br />
Per loro si tratta di &#8220;un&#8217;intrinseca alterazione della realtà che le connota&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Per assoluta trasparenza, infatti &#8211; scrivono in una nota per la stampa -, la presidente Todde sia nell&#8217;iniziale dichiarazione, sia nei chiarimenti forniti all&#8217;inizio dello scorso dicembre, dopo aver precisato di non aver personalmente ricevuto alcun contributo e di non aver sostenuto alcuna spesa, ha prodotto, sebbene non necessario, l&#8217;integrale rendicontazione delle spese e dei contributi riferiti al &#8216;Comitato elettorale Cinque stelle per l&#8217;elezione della presidente&#8217;, con ciò smentendo in radice la distorta ricostruzione data dal collegio con il voto finale a strettissima maggioranza in ordine a una presunta volontà di occultare la provenienza dei finanziamenti, peraltro, in alcun modo ricevuti&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non solo, &#8220;lo stesso collegio ha del resto riconosciuto espressamente che i dati contabili riferiti dalla presidente Todde risultavano del tutto coincidenti con quelli già rendicontati alla Corte di conti dal Comitato elettorale Cinque Stelle&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I legali sono fermi su un punto: &#8220;Al collegio era radicalmente preclusa la possibilità di pronunciare la decadenza della presidente della Regione, prerogativa di esclusiva competenza del Consiglio regionale&#8221;. Decadenza che in ogni caso è &#8220;espressamente esclusa nel caso di specie: risultano inconfigurabili, infatti, entrambe le fattispecie tassativamente previste dalla legge come causa di possibile decadenza&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Nessun dubbio può pertanto sussistere &#8211; evidenziano i legali &#8211; in ordine alla piena legittimazione della presidente Alessandra Todde, della sua Giunta e del Consiglio regionale, all&#8217;esercizio delle rispettive funzioni e si confida che l&#8217;autorità giudiziaria saprà tempestivamente rimuovere ogni dubbio a riguardo, stante la manifesta illegittimità del provvedimento censurato&#8221;, concludono.</p>
<p>(ANSA)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il santo più “green”? Giovanni Battista, naturalmente. (36)</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/giovanni-battista-santo-green/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 19:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà perché si nutriva di miele e locuste, come ci dicono gli evangelisti Matteo e Marco, o anche perché prediligeva le metafore agricole come questa: “Fate un frutto degno della conversione” (Mt 3,8). Sarà perché <strong>c’è un’erba che porta popolarmente il suo nome</strong>, così come le lumachine bianche che a giugno spuntano a grappoli sopra gli asfodeli sono dette <em>Sitzigorreddus de Santuanni</em>.</p>
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<p>Sarà perché in Sardegna è il patrono dei pastori o dei contadini. O sarà perché viene talvolta <strong>chiamato San Giovanni dei Fiori</strong>, come testimonia la chiesa di <em>Santu Giuann’e Froris</em> a Oristano o come indica il comparaggio di san Giovanni chiamato anche “<em>goppai e gommai de is froris</em>” (compare e comare dei fiori).</p>
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<p>Fatto sta che esiste <strong>uno stretto legame tra san Giovanni Battista e il mondo vegetale</strong>, non solo quando la Sardegna festeggia la sua nascita il 24 giugno, ma anche quando ricorda il suo martirio il 29 agosto.</p>
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<p>Lo dimostra innanzitutto l’iperico, o erba di San Giovanni (<em>S&#8217;erba de santu Giuanni</em>, o <em>Guanne</em> o <em>Juanne</em>, a seconda delle zone), <strong>pianta medicinale che fiorisce</strong> <strong>da giugno ad agosto</strong>, aprendo e chiudendo le due feste del santo all’inizio e alla fine dell’estate.</p>
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<p>Infatti, da un lato, nella notte tra il 23 e il 24 giugno, l’iperico viene raccolto insieme ad altre erbe officinali per preparare la cosiddetta <strong>acqua di San Giovanni dalle virtù benefiche</strong>, mentre dall’altro lato si può notare che il significato dell’iperico diventa pienamente chiaro alla luce del 29 agosto, giorno dedicato al martirio del santo, per via di una serie di interessanti simbolismi che collegano la missione del Battista a questa pianta.</p>
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<p>Del resto l’acqua di san Giovanni, sebbene sia frequentemente associata alle ancestrali feste pagane del solstizio d’estate, alla rugiada degli dei o all’acqua magica delle streghe, è <strong>una tradizione presente anche nella Chiesa ortodossa</strong>. Qui, come in Sardegna, il 23 giugno i fedeli immergono nell’acqua un mix di erbe officinali da lasciare all’aperto tutta la notte in modo da raccogliere anche la rugiada dell’alba.</p>
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<p>Poi, nella mattina del 24, il sacerdote ortodosso effettua <strong>il rituale di santificazione di quest’acqua</strong> (ossia la piccola consacrazione, detta <em>Maloe</em>, in quanto la grande – <em>Velikoe</em> &#8211; può essere fatta solo nella festa liturgica del Battesimo del Signore), acqua che può essere utilizzata a casa per la salute dell’anima e del corpo, visto che ai benefici spirituali si aggiungono quelli fitoterapici. Allo stesso modo, fino a poco più di un secolo fa, in diverse zone della Sardegna l’acqua di san Giovanni preparata a casa veniva benedetta dal sacerdote<strong>.</strong></p>
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<p>È lecito supporre che questa tradizione sia stata importata in Sardegna dai cristiani bizantini, insieme al culto dei santi orientali &#8211; da san Costantino a santa Greca, da san Basilio a santa Sofia, fino alla Madonna d’Itria (<em>Odigitria</em>) &#8211; incluso san Giovanni Battista: la sua Natività è una <strong>delle più antiche feste dell’Oriente cristiano</strong> ed è venerato pure dai musulmani come <em>Yaḥyā ibn Zakarīyā</em> (Giovanni figlio di Zaccaria) per il fatto di essere un profeta e un uomo di grande statura spirituale e morale, e inoltre è citato anche dallo storico ebreo Flavio Giuseppe nelle sue <em>Antichità Giudaiche</em>, in cui parla della prigionia e del martirio del Battista avvenuti nel 29 d.C. nella fortezza di Macheronte del re Erode, sulla riva orientale del Mar Morto.</p>
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<p>Ma perché<strong> i cristiani hanno unito l’acqua, i fiori e le erbe</strong> nella festa di giugno di san Giovanni Battista? Certamente la raccolta delle piante spontanee esiste fin dalla notte dei tempi e proprio il solstizio di giugno è il momento ideale per raccogliere le erbe officinali perché sono al picco del loro periodo balsamico. Tuttavia questo non è ancora riconducibile al Battista, se non per la data della sua Natività, che la tradizione cristiana – poi confermata dai calcoli basati sui rotoli giudaici di Qumran – ha fissato intorno al 24 giugno (data da cui è derivato il giorno di nascita di Cristo poichè tra i due, secondo i Vangeli, intercorrono 6 mesi, con buona pace di chi si ostina a vedere le due natività come due esempi di “<em>cancel culture</em>” pagana).</p>
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<p>Sicuramente <strong>l’acqua è l’elemento chiave del Battista, visto che il suo nome significa letteralmente “il Battezzatore”</strong>, e inoltre l’utilizzo dell’acqua santa nella Chiesa ortodossa nasce proprio dal fatto che Giovanni ha battezzato Gesù nel Giordano: grazie a questo evento, secondo l’interpretazione degli Ortodossi, Cristo ha santificato tutte le acque del mondo quando si è immerso e perciò la benedizione liturgica di questo elemento è un modo per rinnovare la divina consacrazione che ha reso l’acqua un mistico strumento di Vita nuova.</p>
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<p>Per quanto riguarda <strong>la ricetta delle erbe officinali</strong>, viene facile pensare al monachesimo e al suo ruolo nello sviluppo dell’erboristeria. Infatti, a partire dal VI secolo e fino all’XI secolo, furono numerosi in Sardegna i monaci orientali chiamati Basiliani che avevano preso il loro nome da san Basilio (329-378), fondatore a Cesarea del primo grande ospedale con sezioni separate per le singole malattie e per le diverse cure che erano soprattutto erboristiche.</p>
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<p>Se poi si considera che, nell’Oriente cristiano, <strong>san Giovanni Battista è ritenuto il prototipo e il modello del monaco</strong> per la sua vita ascetica, si capisce ancora meglio perchè l’acqua di fiori e piante officinali porti il suo nome: un monaco <em>ante litteram</em>, per di più battezzatore, esprime due volte la valenza di un’acqua vivificante fonte “terapeutica” di rinascita.</p>
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<p>Oltre a ciò si può ricordare che nella Chiesa antica<strong> i nuovi battezzati venivano chiamati neofiti (cioè nuove piante)</strong>, forse perché Cristo è detto “germoglio di Iesse”, e il loro battesimo avveniva per immersione: due dati che possono ricollegarsi simbolicamente alla ricetta dell’acqua di san Giovanni.</p>
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<p>Tuttavia la relazione botanica più fortemente simbolica – e perfino mistica &#8211; è quella tra san Giovanni e l’erba omonima, il cui nome scientifico è <em>Hypericum perforatum</em>. Il primo motivo, oltre al suo tempo di raccolta a ridosso della festa del santo, <strong>è il pigmento oleoso color porpora contenuto nei suoi fiori</strong> che tinge le dita di un liquido rosso scuro: il cosiddetto “sangue di san Giovanni”, oggi chiamato ipericina, che nella sensibilità religiosa popolare è stato associato al sangue versato dal Battista. Egli infatti morì decapitato per ordine di Erode Antipa, su richiesta di Salomè e per volere della madre Erodiade, cognata e concubina del re, accusata pubblicamente dal santo.</p>
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<p>Il secondo motivo riguarda le foglie dell’iperico che, viste in controluce, appaiono tutte bucate (da qui l’aggettivo “<em>perforatum</em>”): si tratta in realtà di <strong>ghiandoline traslucide che sembrano forellini</strong>, ma questa caratteristica ha ispirato il soprannome di “pianta della flagellazione”. Una definizione che, a ben vedere, si riallaccia a un’antica tradizione popolare: quella relativa a Erodiade che, piena di odio per il Battista, avrebbe infierito dopo la decapitazione sulla lingua del profeta perforandola con una spilla, come a voler trafiggere la verità.</p>
<p>Un secondo significato, poi, può rimandare al corpo flagellato di Cristo e quindi, in controluce, a san Giovanni il Precursore che ha preceduto Gesù nel martirio.</p>
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<p>A tutto ciò si aggiunge un altro appellativo dato all’<em> Hypericum perforatum</em>, quello di <strong>“Scaccia diavoli”</strong>. Una definizione riconducibile di nuovo al battesimo di Gesù per mano di Giovanni, poiché gli Ortodossi hanno contemplato in questo evento un’anticipazione simbolica della discesa agli inferi di Gesù – professata anche nel Credo cattolico –per liberare l’umanità dal giogo del diavolo, e inoltre il sacramento del Battesimo è considerato il primo, naturale esorcismo. Ma c’è dell’altro.</p>
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<p>Per la Chiesa ortodossa, San Giovanni ha predicato la conversione non solo sulla terra, ma anche nell’ade. <strong>Dopo la sua decapitazione, San Giovanni scese agli inferi</strong> – rivelandosi il Precursore di Cristo anche in questo &#8211; dove tutta l’umanità defunta era tenuta prigioniera, e qui predicò a tutte le generazioni, da Adamo ed Eva in poi, della futura discesa salvifica di Cristo, che sarebbe avvenuta tre anni dopo, con la morte per crocifissione, prima di risorgere.</p>
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<p>Questi simbolismi confluiscono pure nel nome <em>Hypericum</em>, la cui etimologia è fatta comunemente risalire al greco <strong>“sopra l’icona”</strong> – da<em> hyper</em> (sopra) ed <em>eiko</em>n (immagine, icona) &#8211; poiché si ricollega all’antica consuetudine di mettere questa erba sopra le immagini sacre, oppure può anche semplicemente voler dire “<strong>al di sopra</strong>”.</p>
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<p><strong>Due significati</strong> che sono stati messi in relazione con la definizione di scaccia diavoli: nel primo caso perché il fatto di appendere l’iperico sopra le immagini era considerata una protezione dal nemico numero uno di Cristo, nel secondo caso perché secondo Dioscoride (I sec. d.C.) “al di sopra” indicava una superiorità sul male.</p>
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<p>Tuttavia si può notare che questi due significati sono anche riconducibili alla descrizione evangelica del Battista, del quale Gesù dice “<em>fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista</em>” (Mt 11,1), tanto che la Chiesa ortodossa lo glorifica cantando: “<strong><em>Tu che sei al di sopra di tutti i profeti e degli Apostoli del Signore</em></strong><em> … hai manifestato chiaramente il compimento della legge e l&#8217;inizio della nuova grazia</em>” perché era “grande davanti al Signore (Lc 1,15).</p>
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<p>Anche <strong>l’iconografia ortodossa del Battista</strong> rimanda a questa idea: infatti Giovanni viene spesso raffigurato con le ali come un angelo, perché egli è definito nei vangeli “il messaggero” (il significato greco del termine angelo) che prepara la via al Signore (Mc 1,2; Lc 7,27).</p>
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<p><strong>C’è così bisogno di rifarsi alla</strong> <strong>simbologia non cristiana</strong>? O lo facciamo perché abbiamo perso il significato delle nostre radici? Sembrerebbe, invece, che la tradizione cristiana popolare antica conoscesse meglio di noi le Sacre Scritture e l’agiografia in onore dei Santi.</p>
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<p>Immagine: San Giovanni Battista, chiesa di <em>Santu Giuann’e Froris</em>, Oristano, in fonte web: comune.oristano.it</p>
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		<title>NOTIZIE DAL MONDO (11)</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/notizie-dal-mondo-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 06:18:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[FRANCIA, FUTURO INSTABILE DOPO ELEZIONI   L’esito delle elezioni in Francia sorprende tutti. Nonostante infatti il tentativo di portare le fazioni politiche più all’estremo del panorama politico francese verso il&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>FRANCIA, FUTURO INSTABILE DOPO ELEZIONI</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>L’esito delle elezioni in Francia sorprende tutti. Nonostante infatti il tentativo di portare le fazioni politiche più all’estremo del panorama politico francese verso il centro, Macron non è riuscito come voleva in questo obiettivo. La situazione di forte instabilità governativa che ora segnerà la Francia, già presente nella società ma ora portato in luce sullo scenario istituzionale, rappresenta allo stesso tempo una profonda crisi esistenziale interna all’Esagono. Non più capace come prima di concretizzare la sua influenza anzitutto sul continente europeo, Parigi oggi vorrebbe diventare un paese normale, mettere da parte la classica grandeur di stampo principalmente gollista, tanto da portare il fronte repubblicano a non sostenere Macron stesso, chiudersi all’immigrazione, essendo ormai un paese molto anziano, pertanto meno incline a sostenere gli sforzi necessari ad assimilare gli stranieri, nel suo caso provenienti principalmente dalle ex colonie africane, che ora si trovano estranei al contesto sociale e politico francese: problema principale per Parigi, che teme cosí l’insorgere sempre piú di fratture anarchiche che potrebbero minare la stabilità della repubblica.</p>
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<p><em>UE, ORBAN VOLA DA XI</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Dopo aver incontrato il presidente ucraino Zelensky e il presidente russo Putin, Viktor Orban, primo ministro ungherese a dal 1° luglio 2024 presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea, è volato in Cina per dialogare con Xi Jinping, per comprendere cioè se ci sono ad oggi possibilità concrete di un cessate il fuoco in Ucraina, a ben vedere ritenendo Pechino un soggetto fondamentale capace di dirimere le ostilità tra russi e ucraini. Difficile che questi ultimi viaggi rappresentino vere occasioni dal punto di vista diplomatico. Ciononostante al centro dei colloqui tra i due leader sarebbero stati affrontati anche argomenti riguardanti le frizioni tra Ue e Cina sul commercio, da sempre mal sopportate, la cosa è nota, dal ministro magiaro, favorevole ad un incremento delle relazioni economiche con Pechino, che però potrebbero attirare gli strali di Washington, tappa del prossimo viaggio di Orban, il quale ha richiesto un colloquio con Biden e, forse, con il tanto apprezzato candidato ed ex presidente Donald Trump.</p>
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<p><em>GIAPPONE-FILIPPINE, COOPERAZIONE MILITARE ANTICINESE</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Si è dato il via all’accordo di cooperazione militare tra Giappone e Filippine, in base al quale Tokyo e Manila permettono che le proprie forze militari vengano dispiegate quando necessario sui rispettivi territori (dunque letruppe giapponesi in territorio filippino e viceversa); il testo è stato siglato dal presidente Ferdinand Marcos Jr., dal segretario alla Difesa filippino Gilberto Teodoro e dal ministro degli Esteri giapponese Yoko Kamikawa. Giappone e Filippine sono oggi due fondamentali alleati degli Usa, chiaramente in funzione di contenimento marittimo anticinese, in modo tale da dissuadere Pechino dal compiere azioni militari contro Taiwan o in generale che possano avvantaggiare la Repubblica popolare nell’accrescere la sua influenza nel Pacifico a danno degli americani. Non è tra l’altro la prima volta che il Giappone firma accordi militari di questo tipo: perfettamente cosciente di come Washington intende bloccare la Cina, sfrutta la sua importanza storica nella regione ed il fatto di essere uno dei principali satelliti americano per acquisire maggior credito da riscattare nel futuro, molto probabilmente nel settore degli armamenti, al centro non a caso di precedenti intese firmate con l’Australia nel 2022 e con il Regno Unito nel 2023.</p>
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<p><em>RUSSIA, INCONTRO MODI-PUTIN</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Il primo ministro dell&#8217;India Narenda Modi si è recato in Russia per incontrare il presidente Vladimir Putin nella località Novo-Ogaryovo, nei pressi di Mosca. I due hanno discusso privatamente per poi ufficializzare il contenutodell’incontro stesso successivamente e in forma istituzionale, ovvero a Mosca. Al centro la situazione in Ucraina e più in generale quella globale, ma soprattutto i rapporti tra i due paesi. Sia la Russia che l’India vantano una lunga tradizione storica di contrappeso ai paesi occidentali, in modo particolare Delhi, che peró non vuole rinunciare del tutto alle sue relazioni con gli Stati Uniti in chiave anticinese, suo nemico esistenziale. Pertanto quest’incontro è servito specialmente a Modi per comprendere fino a dove il paese che rappresenta può spingersi: il ministro degli esteri indiano infatti ha ricordato l’importanza degli scambi bilaterali tra Delhi e Mosca, aumentati tra il 2023 e il 2024 fino a quasi 65 miliardi di dollari, incremento verificatosi anzitutto nel settore energetico, ormai grande fonte di preoccupazione per gli Stati Uniti, temendo che cosí Mosca possa trovare numerosi stratagemmi per svincolarsi dalle sanzioni occidentali e irrobustire la sua industria di materie prime e armamenti, tutto a vantaggio sia suo che di Pechino.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>D.L. 15 SALVAGUARDIA PAESAGGIO E AMBIENTE &#8211; Presentati 4 emendamenti</title>
		<link>https://www.newsarde.it/senza-categoria/d-l-15-salvaguardia-paesaggio-e-ambiente-presentati-4-emendamenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2024 15:24:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Sono quattro gli emendamenti al D.L. n.15 &#8220;Misure urgenti per la salvaguardia del paesaggio, dei beni paesaggistici e ambientali&#8221; presentati alla scadenza del termine fissato per oggi, giovedì&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI</strong> &gt; Sono quattro gli emendamenti al D.L. n.15 &#8220;Misure urgenti per la salvaguardia del paesaggio, dei beni paesaggistici e ambientali&#8221; presentati alla scadenza del termine fissato per oggi, giovedì 13 giugno, alle 14.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Uno è stato presentato dalla Giunta regionale, due dal consigliere del Gruppo Misto, <strong>Piero Maieli</strong> e uno dal Gruppo FdI, primo firmatario <strong>Emanuele Cera</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le proposte di modifica saranno esaminate martedì prossimo, 18 giugno, a partire dalle 10.30, dalle Commissioni V e IV riunite in seduta congiunta .</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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