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	<title>Politica nazionale &#8211; Newsarde.it &#8211; Il quotidiano online</title>
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		<title>🆕 CASO RISERVISTI ISRAELE &#8211; FORZA ITALIA RISPONDE AL MOVIMENTO 5 STELLE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 18:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Sull&#8217;affaire dei riservisti israeliani in vacanza in un resort in Sardegna, il Gruppo Consiliare di Forza Italia Sardegna ha diffuso un comunicato stampa facendo quadrato attorno al segretario&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Sull&#8217;affaire dei riservisti israeliani in vacanza in un resort in Sardegna, il <strong>Gruppo Consiliare di Forza Italia Sardegna</strong> ha diffuso un comunicato stampa facendo quadrato attorno al segretario regionale, <strong>Pietro Pittalis,</strong> che aveva diffuso una nota in risposta alle dichiarazioni della segreteria del <strong>Movimento 5 Stelle</strong> che, per voce del coordinatore regionale, <strong>Alessandro Solinas,</strong> aveva espresso critiche e sollevato interrogativi a livello di Governo centrale: &#8220;È inaccettabile che gruppi di riservisti dell’esercito israeliano trascorrano le vacanze in Sardegna. Chi organizza questi soggiorni? E perché il Governo continua a non rispondere?&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La risposta di <strong>Forza Italia</strong> non si è fatta attendere, prima tramite il Deputato e segretario regionale <strong>Pietro Pittalis</strong> e, a seguire, con un comunicato stampa del <strong>Gruppo Consiliare. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<strong>Alessandra Todde</strong> va alla guerra contro i turisti e si unisce alla caccia agli ebrei &#8211; scrive Pittalis -. La Presidente, in un impeto di coraggio, indossa la kefiah e va alla guerra contro i turisti ebrei. Incapace di dare una sola risposta alle emergenze della Sardegna, collezionista di bocciature delle sue leggi strampalate, allarga i suoi orizzonti provando a cimentarsi in politica internazionale, unendosi alla caccia all&#8217;ebreo con le più tristi frange estremiste. Con sprezzo del ridicolo, lamenta che la Regione non sarebbe stata informata sull&#8217;arrivo in un resort isolano di un gruppo di famiglie israeliane.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Ricordo alla Presidente &#8211; prosegue Pittalis &#8211; che non occorre alcuna autorizzazione ne salvacondotto regionale, nessuna &#8220;comunicazione preventiva&#8221; da lei invocata per venire in vacanza in Sardegna. Salvo che Todde, per trovare una occupazione alla pletora di consulenti da lei assunti con il modico esborso di 23 milioni di euro, non intenda istituire una forza di polizia speciale per il controllo razziale alle frontiere sarde&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A <strong>Pietro Pittalis</strong> hanno fatto eco i <strong>Consiglieri regionali di Forza Italia. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Medio Oriente e Movimento 5 Stelle, più polemiche che soluzioni, il copione è sempre lo stesso. Come Gruppo Consiliare di Forza Italia respingiamo con fermezza le dichiarazioni del Coordinatore regionale del M5S sulla vicenda dei riservisti dell&#8217;esercito israeliano ospitati in strutture turistiche dell&#8217;isola. Ancora una volta si sceglie la via più comoda, ossia spostare il dibattito politico dal merito dei fatti alla loro caricatura polemica. E’ sempre più evidente che quando mancano argomenti solidi e una visione concreta per la Sardegna, si ricorre a etichette, indignazioni di circostanza e attacchi personali, nel tentativo di coprire il vuoto politico. Nessuno, tantomeno l’on. Pittalis, ha evocato discriminazioni o alimentato tensioni, ma ha invece posto un tema serio, che riguarda il linguaggio e la responsabilità istituzionale su questioni sensibili, che impongono equilibrio e attenzione. Tentare di trasformare tutto questo in una polemica costruita ad arte è un esercizio che dice molto più su chi lo pratica, che su chi la subisce.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Spiace notare la pochezza politica e l’elevata disinvoltura con cui il M5S evita il confronto nel merito, preferendo rifugiarsi in una narrazione utile solo a generare qualche titolo e a distrarre l’opinione pubblica, ma questa è una evidente scorciatoia fin troppo politica, con zero sostanza e tanto rumore -scrivono i Consiglieri regionali di Forza Italia- . Noi tutti, con l’on.le Pittalis, continueremo invece a mantenere un approccio serio e responsabile, riportando il confronto sui temi reali quali sviluppo, sicurezza, lavoro e futuro della nostra Regione, anche perché in Sardegna non abbiamo bisogno di polemiche costruite, ma di risposte concrete, e non accettiamo lezioni da chi non avendo soluzioni, prova a spostare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica cambiando argomento.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 GIACOMO MATTEOTTI &#8211; LA CAMERA DEI DEPUTATI INTITOLA SCRANNO AL SOCIALISTA ASSASSINATO</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-giacomo-matteotti-la-camera-dei-deputati-intitola-scranno-al-socialista-assassinato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 16:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62; Mercoledì 27 maggio, alla Camera dei Deputati, è stato intitolato un seggio e una targa in onore di Giacomo Matteotti, proprio sullo scranno dal quale pronunciò il suo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &gt;</strong> Mercoledì 27 maggio, alla Camera dei Deputati, è stato intitolato un seggio e una targa in onore di <strong>Giacomo Matteotti</strong>, proprio sullo scranno dal quale pronunciò il suo storico e fatale discorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>102 anni sono trascorsi da quel <strong>30 maggio del 1924, </strong>giorno in cui il grande deputato Socialista si alzò in piedi sul seggio con l’intenzione di chiedere l’annullamento dei risultati delle elezioni avvenute il 6 aprile dello stesso anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La denuncia era chiara e profondamente documentata. Con i dati alla mano, tra le urla rabbiose della maggioranza, Matteotti segnala le illegalità, le violenze e gli assassinii che hanno portato alla vittoria del “Listone” fascista. Egli racconta come in varie regioni agli elettori sia stato vietato l’ingresso alle urne, oppure del rapimento e dell’uccisione, poco prima del voto, del candidato socialista <strong>Antonio Piccinini</strong> in Reggio Emilia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo scopo è dimostrare l’illegittimità del governo mussoliniano, rivendicando il principio della sovranità popolare: il suo successo non è dovuto al reale consenso degli italiani, ma al timore e alla prepotenza perpetuate dai militanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al termine del suo fatidico intervento, quasi come una nefasta premonizione, rivolgendosi ai colleghi deputati,<strong> Matteotti</strong> pronunciò la fatidica frase, quasi un epitaffio: “Io il mio discorso l&#8217;ho fatto, ora voi preparate il discorso funebre per me”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E così fu. Pochi giorni dopo, infatti, il <strong>10 giugno 1924</strong>, una squadra della <strong>“Ceka fascista”</strong> lo attende all’interno di una Lancia Kappa nera sul Lungotevere Arnaldo da Brescia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La polizia segreta, strumento illegale manovrato dai collaboratori di <strong>Mussolini</strong>, guidata da <strong>Amerigo Dumini</strong>, lo rapisce e lo uccide brutalmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il suo corpo verrà rinvenuto solo due mesi dopo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giorno dopo, l&#8217;11 giugno, Matteotti si sarebbe dovuto rivolgere nuovamente alla Camera per rendere pubblico uno scandalo finanziario dovuto a delle concessioni petrolifere della compagnia americana <strong>Sinclair Oil </strong>che, come fu acclarato, risultò in stretti legami affaristici con i vertici del regime fascista e con diversi membri della famiglia reale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Più di un secolo è trascorso da quei tragici fatti e Montecitorio ha deciso di omaggiare il politico e l&#8217;uomo che ha rappresentato, e rappresenta tutt&#8217;oggi, l’emblema della difesa della democrazia.</p>
<p>Un&#8217;iniziativa del presidente della Camera, <strong>Lorenzo Fontana</strong>, che riecheggia come esortazione alla salvaguardia della libertà contro ogni forma di dispotismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A conclusione della cerimonia di intitolazione dello scranno, la Camera ha osservato un minuto di silenzio, seguito dall’applauso dei Deputati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Purtroppo la partecipazione dei deputati non è stata unanime. Diverse, infatti, le assenze, in particolare nei banchi della maggioranza di Governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fatto ingiustificabile, considerato che anche la Presidente del Consiglio, <strong>Giorgia Meloni</strong>, in passato ha più volte celebrato la memoria di <strong>Giacomo Matteotti.</strong> “Fu ucciso dallo squadrismo fascista &#8211; aveva dichiarato &#8211; e il suo omicidio ci ricorda che la democrazia è tale soltanto se si fonda sul rispetto dell&#8217;altro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In segno di rispetto, e in memoria del supremo sacrifico, il seggio parlamentare occupato da Giacomo Matteotti non verrà più assegnato ad alcun deputato.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 EURODOSSIER &#8211; FONDI STRUTTURALI, IL PD PRESENTA L&#8217;ANALISI TECNICA DEL QUADRO EUROPEO</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-eurodossier-fondi-strutturali-il-pd-presenta-lanalisi-tecnica-del-quadro-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 13:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Il Gruppo Consiliare del Partito Democratico ha presentato ieri a Cagliari l&#8217;&#8220;Eurodossier Sardegna 2026&#8221;: un&#8217;analisi tecnica approfondita del quadro europeo che definirà le principali opportunità — e i&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<p dir="auto"><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Il <strong>Gruppo Consiliare del Partito Democratico</strong> ha presentato ieri a Cagliari l&#8217;<strong>&#8220;Eurodossier Sardegna 2026&#8221;</strong>: un&#8217;analisi tecnica approfondita del quadro europeo che definirà le principali opportunità — e i principali rischi — per la Sardegna nel prossimo settennato dei Fondi strutturali.</p>
<p dir="auto">
<p dir="auto">Questo documento, frutto di mesi di lavoro e di confronto diretto con esponenti del <strong>Parlamento Europeo</strong>, fotografa una finestra di tempo stretta e decisiva: il ciclo 2028–2034 si decide nei prossimi mesi, mentre a Bruxelles sono aperti i negoziati sul nuovo <strong>Quadro Finanziario Pluriennale. </strong></p>
<p dir="auto">
<p dir="auto">Il dossier individua tre rischi strutturali concreti per la Sardegna nel negoziato in corso:</p>
<p dir="auto">
<p dir="auto">* La proposta di single fund, che accorperebbe<strong> FESR, FSE+, JTF e FEAMPA</strong> in un unico strumento gestito prevalentemente a livello nazionale, togliendo alle Regioni la titolarità diretta della programmazione;</p>
<p dir="auto">
<p dir="auto">* Il performance-based delivery, che lega l&#8217;erogazione dei fondi a target standardizzati che penalizzano strutturalmente i territori con costi unitari più alti — come ogni isola a bassa densità;</p>
<p dir="auto">
<p dir="auto">* La riduzione del ruolo delle Regioni attraverso i nuovi National and Regional Partnership Plans, che rischiano di ridurre la Sardegna a una componente della ripartizione interna italiana anziché a un soggetto protagonista del negoziato europeo.</p>
<p dir="auto">
<p dir="auto">A fronte di questi rischi, il Gruppo PD propone otto linee d&#8217;azione concrete: dalla clausola insulare operativa nei regolamenti post-2027, alla difesa della regia regionale sui fondi, fino a un portafoglio di progetti strategici già pronti — dall&#8217;<strong>Einstein Telescope</strong> ai porti verdi, dalla continuità territoriale alla riconversione del <strong>Sulcis. </strong></p>
<p dir="auto">
<p dir="auto">La Sardegna non è solo una regione che chiede compensazione per la sua insularità. È una piattaforma mediterranea con un ruolo da giocare nell&#8217;Europa che verrà: energetica, marittima, scientifica, digitale. Ogni ciclo di programmazione affrontato senza una strategia unitaria è un&#8217;occasione persa — in termini di risorse, di investimenti e di futuro per chi vive in quest&#8217;isola.</p>
<p dir="auto">
<p dir="auto">&#8220;Il Gruppo PD è pronto a fare la sua parte &#8211; hanno dichiarato i componenti del Gruppo consiliare -. Ora tutto il Consiglio Regionale si assuma la responsabilità di costruire insieme questa strategia: c&#8217;è in gioco lo sviluppo della Sardegna per i prossimi sette anni.&#8221;</p>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 CARO CARBURANTE &#8211; TRASPORTI, DAL SENATO PRIME MISURE A FAVORE DI SARDEGNA E SICILIA</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-caro-carburante-trasporti-dal-senato-prime-misure-a-favore-di-sardegna-e-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 08:59:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62; Arriva una buona notizia sui provvedimenti che il Parlamento si appresta a varare per affrontare l&#8217;emergenza sui rincari dei carburanti, in particolare per Sardegna e Sicilia. &#160; Al&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span dir="auto"><strong>ROMA &gt;</strong> Arriva una buona notizia sui provvedimenti che il Parlamento si appresta a varare per affrontare l&#8217;emergenza sui rincari dei carburanti, in particolare per Sardegna e Sicilia.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto"> Al Senato sono stati approvati due ordini del giorno, presentati congiuntamente da Giuseppe Meloni e Antonio Nicita (entrambi PD), che danno il </span><span dir="auto">primo sì ai ristori per gli extracosti Ets e s</span><span dir="auto">alvare i trasporti delle isole dal caro carburante.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">L&#8217;aula di palazzo Madama li ha approvati nel corso dell&#8217;esame del decreto fiscale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Come spiegato in una nota del gruppo Dem, il primo odg «impegna il Governo ad adottare un meccanismo automatico di salvaguardia energetica per le isole maggiori in caso di crisi di approvvigionamento petrolifero», così da garantire che a Sardegna e Sicilia (dove viene raffinato più del 50% del carburante utilizzato in Italia) «venga destinata una quota prioritariamente per i porti e agli aeroporti delle due regioni» così da diminuire l&#8217;incidenza dei costi relativamente al fabbisogno per il trasposto marittimo e aereo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Il secondo odg incide nel sistema Ets (le tasse a compensazione delle emissioni nocive), fattore che determina gli aumenti sul costo dei biglietti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Su questo il Governo si è impegnato a istituire, per il triennio dal 2026 al 2028, «un credito d&#8217;imposta pari al 100% dei maggiori costi Ets sostenuti per il trasporto via mare di merci e passeggeri da e per Sicilia e Sardegna», così da «compensare integralmente questi extracosti, evitando che la transizione produce nuove disuguaglianze territoriali». </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span dir="auto">Sul caro carburanti i due Senatori Dem avevano già presentato alcuni emendamenti al decreto carburanti per attenuare gli effetti dei rincari, tra cui uno per dimezzare le accise su Sardegna e Sicilia, ma erano stati respinti. </span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 GRADIMENTO GOVERNATORI &#8211; CALO DI 4 PUNTI PER ALESSANDRA TODDE AL 33%</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-gradimento-governatori-calo-di-4-punti-per-alessandra-todde-al-33/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 11:04:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Secondo il sondaggio SWG, pubblicato dall&#8217;ANSA, la Presidente Alessandra Todde, è in calo di 4 punti nella classifica di gradimento dei Governatori delle Regioni, attestandosi nelle ultime posizioni&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Secondo il sondaggio SWG, pubblicato dall&#8217;ANSA, la Presidente <strong>Alessandra Todde,</strong> è in calo di 4 punti nella classifica di gradimento dei Governatori delle Regioni, attestandosi nelle ultime posizioni con il 33% di popolarità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Viceversa, sono due governatori del nord a guidare la classifica di gradimento dei presidenti di Regione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al primo posto e in crescita di un punto rispetto al 2025, <strong>Massimiliano Fedriga</strong> (Friuli Venezia Giulia) con il 65%. Lo segue al secondo posto <strong>Alberto Stefani</strong> (Veneto) al 58%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei primi cinque posti tre presidenti delle regioni del sud. Al terzo posto il presidente della Calabria, <strong>Roberto Occhiuto</strong> con il 53% (+1 sul 2025), quarto <strong>Antonio Decaro </strong>in Puglia al 51% e quinto <strong>Roberto Fico</strong> in Campania al 47%.</p>
<p>Al sesto posto si collocano a pari merito <strong>Michele De Pascale</strong> (Emilia-Romagna) e <strong>Stefania Proietti</strong> (Umbria), entrambi al 45%, anche se la governatrice umbra registra il calo più marcato (8 punti in meno rispetto al 2025).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A metà classifica troviamo <strong>Eugenio Giani</strong> (Toscana) al 42% (-5), <strong>Alberto Cirio</strong> (Piemonte) al 40% (-2), <strong>Marco Bucci</strong> (Liguria) e <strong>Francesco Acquaroli</strong> (Marche) al 37%, con il presidente marchigiano stabile rispetto allo scorso anno e Attilio Fontana (Lombardia) al 35% (stabile rispetto alla precedente rilevazione).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella parte bassa <strong>Marco Marsilio</strong> (Abruzzo), <strong>Alessandra Todde</strong> (Sardegna) e <strong>Vito Bardi</strong> (Basilicata), tutti al 33% di gradimento e in calo rispettivamente di 2, 4 e 6 punti percentuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chiudono la graduatoria <strong>Francesco Rocca</strong> (Lazio) al 29% (-2) e <strong>Renato Schifani</strong> (Sicilia) che, come l&#8217;anno scorso, riceve un poco lusinghiero 25%.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PETROLIO &#8211; La famiglia di ENRICO MATTEI diffida GIORGIA MELONI dall&#8217;uso del nome per il Piano</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/petrolio-la-famiglia-di-enrico-mattei-diffida-giorgia-meloni-dalluso-del-nome-per-il-piano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 15:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62; Lo scorso 27 marzo Giorgia Meloni ha trovato sull&#8217;indirizzo di posta elettronica della presidenza del Consiglio una mail, inviata via pec: &#8220;Diffida all&#8217;utilizzo del nome di Enrico Mattei&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &gt;</strong> Lo scorso 27 marzo <strong>Giorgia Meloni</strong> ha trovato sull&#8217;indirizzo di posta elettronica della presidenza del Consiglio una mail, inviata via pec: <strong>&#8220;Diffida all&#8217;utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto &#8220;Piano Mattei&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La diffida è firmata da <strong>Pietro Mattei, </strong>uno dei nipoti ed eredi del fondatore dell&#8217;Eni, morto nel 1962 in un incidente aereo incastonato nella storia come uno dei grandi misteri d&#8217;Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come anticipato da <strong>La Stampa</strong>, nella lettera in dirizzata alla Presidente del Consiglio, <strong>Giorgia Meloni</strong>, si parla anche di <strong>&#8220;</strong>beni che i nipoti reclamano da Eni: oggetti, lettere, e diversi quadri del primo Novecento, soprattutto due nature morte del pittore <strong>Giorgio Morandi,</strong> appartenute all&#8217;industriale, noto mecenate e collezionista di artisti italiani&#8221;.</p>
<p id="ob">
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<p>&#8220;<strong>Pietro Mattei</strong> ha deciso di diffidare <strong>Giorgia Meloni</strong> dall&#8217;uso del cognome di famiglia dopo tre anni di governo e due dall&#8217;avvio del Piano strategico di partenariato con i Paesi africani intitolato al fondatore dell&#8217;Eni &#8211; si legge sul quotidiano torinese -, proprio in virtù del rapporto che aveva saputo coltivare con queste nazioni&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vale la pena ricordare di cosa si parla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Enrico Mattei </strong>fonda l&#8217;<strong>ENI &#8211; Ente Nazionale Idrocarburi</strong> nel 1953 e lancia la sfida alle &#8220;<strong>Sette Sorelle&#8221;</strong>, le principali compagnie petrolifere americane e inglesi che nel dopoguerra hanno il monopolio mondiale del greggio. Firma accordi con l&#8217;Urss e propone ai Paesi produttori del mondo arabo e all&#8217;Iran di rompere questo cartello, con una più equa distribuzione dei profitti e in forza di una relazione «paritetica». In cambio Eni diventa un gigante e l&#8217;Italia conquista una politica energetica più autonoma&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;L&#8217;esatto contrario di quello che sta facendo Meloni &#8211; ha spiegato <strong>Pietro Mattei</strong> -. All&#8217;inizio ho detto &#8220;vediamo che fanno&#8221;. Ma adesso trovo veramente inaccettabile le politiche del governo. Sull&#8217;immigrazione, sui costi dell&#8217;energia, sui rapporti con gli Stati Uniti. Mattei aveva sfidato gli americani, non era il loro servo. E secondo alcune tesi potrebbe essere stato ucciso proprio per questo. Meloni invece non compra gas dai russi perché deve comprarlo da Washington e assiste inerme a un genocidio in Palestina. Se lo immagina Mattei di fronte a questo?&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella lettera l&#8217;operato di <strong>Giorgia Meloni</strong> è definito<strong> &#8220;in totale antitesi&#8221; con le gesta di Mattei</strong>, e l&#8217;uso del suo nome &#8216;finalizzato a scopi di propaganda&#8217; che rischiano di &#8216;distorcere&#8217; figura ed eredità politica del fondatore. Invece di perseguire &#8216;la sovranità energetica nazionale&#8217; il governo mostra &#8216;una marcata subordinazione agli interessi degli USA&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;<strong>Giorgia Meloni</strong> dice di essersi ispirata all&#8217;industriale marchigiano quando nel Piano parla proprio di &#8216;rapporto paritetico e non predatorio&#8217; con l&#8217;Africa, ma non è così &#8211; incalza Pietro Mattei -. Basta vedere come tratta i migranti&#8217; perché &#8211; si legge sempre nella diffida &#8211; Mattei selezionava i giovani locali, li formava nelle scuole dell&#8217;Eni e li rimandava nei loro Paesi.</p>
<p>Un approccio lontano dall&#8217;attuale utilizzo del tema migratorio per fini politici&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nipote di Mattei è pronto a fare tutto quello che serve se il nome dello zio continuerà a essere legato al programma gestito da una struttura di coordinamento a Palazzo Chigi guidata da <strong>Fabrizio Saggio</strong>, il consigliere diplomatico di <strong>Giorgia Meloni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Faremo causa, civile e penale. Stanno vendendo una scatola vuota&#8221;, ha concluso <strong>Pietro Mattei</strong>.</p>
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		<title>EINSTEIN TELESCOPE &#8211; La Sardegna ha presentato la candidatura al Parlamento Europeo</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/einstein-telescope-la-sardegna-ha-presentato-la-candidatura-al-parlamento-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 11:27:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[BRUXELLES &#62;  La candidatura italiana a ospitare Einstein Telescope (ET) è stata al centro di una conferenza di presentazione a Bruxelles nell&#8217;edificio Altiero Spinelli, nella sede del Parlamento Europeo. &#160;&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>BRUXELLES &gt; </b> La candidatura italiana a ospitare Einstein Telescope (ET) è stata al centro di una conferenza di presentazione a Bruxelles nell&#8217;edificio Altiero Spinelli, nella sede del Parlamento Europeo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;evento, promosso dalla Regione Sardegna in collaborazione con il Ministero dell&#8217;Università e della Ricerca (MUR), l&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e il Parlamento Europeo, ha avuto l&#8217;obiettivo di portare il progetto Einstein Telescope e la proposta italiana all&#8217;attenzione della massima istituzione europea, in una fase ormai cruciale nel percorso che porterà alla scelta del sito o dei siti che ospiteranno il futuro esperimento, attesa nel 2027. ET è considerato un progetto di punta a livello internazionale: nel 2021 è stato incluso nella Roadmap di ESFRI (European Strategy Forum on Research Insfrastructures), l’organismo europeo che indica su quali infrastrutture scientifiche è decisivo investire in Europa, grazie a una proposta a guida italiana, supportata da Belgio, Paesi Bassi, Polonia e Spagna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella prima parte della conferenza che si è tenuta ieri sera, moderata dalla giornalista <strong>Lavinia Spingardi</strong>, sono intervenuti il rappresentante aggiunto permanente dell&#8217;Italia presso l&#8217;Unione Europea, <strong>Marco Canaparo</strong>, l&#8217;ambasciatrice italiana in Belgio, <strong>Federica Favi,</strong> il parlamentare europeo, <strong>Gaetano Pedullà</strong>, il presidente dell&#8217;INFN, <strong>Antonio Zoccoli</strong> (in rappresentanza anche del Ministro dell&#8217;Università e della Ricerca), la presidente della Regione Sardegna, <strong>Alessandra Todde</strong>, e il Ministro della Scienza dello Stato libero di Sassonia, <strong>Sebastian Gemkov.</strong> La presenza dei rappresentanti delle due regioni, entrambe candidate a ospitare ET rispettivamente nelle aree di Sos Enattos, nel Nuorese, e in Lusazia, conferma il forte spirito di collaborazione tra Sardegna e Sassonia, sancito dalla firma di una dichiarazione di intenti per consolidare la cooperazione scientifica, lo scorso 12 gennaio a Roma, e rafforzato da un recente incontro operativo a Dresda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Sono la Presidente della Regione Autonoma di Sardegna, mi sento profondamente sarda, italiana ed europea”, ha esordito la presidente Todde, sottolineando la natura continentale del progetto. “Quello che stiamo facendo &#8211; ha continuato &#8211; parla non solo di scienza e ricerca, ma anche del mondo economico e sociale europeo. Dobbiamo promuovere la cooperazione e il dialogo e l’Einstein Telescope, motivo per cui tutti siamo qui oggi, è lo strumento che ci permette di farlo”. E a tal proposito la presidente ha ricordato l’accordo di cooperazione sottoscritto a gennaio con la Sassonia: due regioni europee geograficamente molto lontane tra loro, ma unite verso un obiettivo comune. “Siamo qui oggi, tutti insieme, per ribadire il percorso che abbiamo intrapreso e per dire, in questo contesto, quanto intendiamo fare insieme per superare questa sfida e rendere le nostre regioni luoghi di riferimento per la ricerca, l&#8217;innovazione e lo sviluppo tecnologico”, ha concluso la presidente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La presentazione del progetto Einstein Telescope a Bruxelles, nella sede del Parlamento Europeo, è un’occasione preziosa per sottolinearne il carattere fortemente internazionale”, ha dichiarato il presidente dell’INFN, Antonio Zoccoli. “ET è un’impresa molto importante sia dal punto di vista socio-economico, sia da quello scientifico e tecnologico. La sua realizzazione deve essere sostenuta da un insieme coeso di Paesi europei: solo così potremo trasformare in realtà questa grande infrastruttura di ricerca e spostare in avanti le frontiere della conoscenza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A seguire, dopo una presentazione scientifica di <strong>Marica Branchesi,</strong> docente al Gran Sasso Science Institute e membro del comitato tecnico-scientifico istituito dal MUR a sostegno della candidatura italiana, l&#8217;evento è proseguito con una tavola rotonda dedicata all&#8217;approfondimento delle sfide e opportunità aperte dal progetto Einstein Telescope in termini di innovazione tecnologica, partnership industriali, politiche pubbliche, risultati scientifici e impatti territoriali. Alla discussione hanno partecipato rappresentanti del comitato del Parlamento Europeo su industria, ricerca ed energia (ITRE), dell&#8217;interguppo parlamentare &#8220;Sky and Space&#8221; e del Comitato economico e sociale europeo (EESC).</p>
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		<title>SANTANCHÈ &#8211; La Ministra del Turismo non raccoglie l&#8217;invito della Meloni a lasciare</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/santanche-la-ministra-del-turismo-non-raccoglie-linvito-della-meloni-a-lasciare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 10:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62; Non raccoglie l&#8217;invito della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ieri ne aveva chiesto pubblicamente le dimissioni, dopo quelle formalizzate dal Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro e della&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &gt;</strong> Non raccoglie l&#8217;invito della Presidente del Consiglio, <strong>Giorgia Meloni</strong>, che ieri ne aveva chiesto pubblicamente le dimissioni, dopo quelle formalizzate dal Sottosegretario alla Giustizia, <strong>Andrea Delmastro</strong> e della Capo di Gabinetto del Guardasigilli, <strong>Giusi Bartolozzi.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Daniela Santanchè</strong> è arrivata al Ministero con mezz&#8217;ora di ritardo sull&#8217;agenda. Ad attenderla uno stuolo di giornalisti incalzanti, ai quali non ha però voluto rispondere alle domande.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel mentre il &#8220;Corriere della Sera&#8221; ha diffuso una news dove la responsabile del dicastero al Turismo ha dichiarato che non rassegnerà le dimissioni. &#8220;Anzi &#8211; ha detto &#8211; sono pronta a presentarmi al prossimo Consiglio dei Ministri&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="text">Gli ambienti vicini alla Ministra, che è sotto processo a Milano per presunto falso in bilancio e indagata per un&#8217;ipotesi di bancarotta, assicurano che &#8220;non ci sarebbero problemi&#8221;. Ma appare quasi una mossa utile solo a guadagnare tempo in attesa di un chiarimento con la Presidente del Consiglio prima che la situazione, all&#8217;interno della Maggioranza, precipiti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="text">Stamani, infatti, alla Camera è stata formalmente depositata la mozione di sfiducia verso la Ministra, mossa che apre l&#8217;iter verso un dibattito parlamentare sul quale è davvero difficile fare qualsiasi pronostico. </span></p>
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		<title>🟢🟢 REFERENDUM &#8211; Netta affermazione dei NO con il 53,74%, i favorevoli alla riforma al 46,26%</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%9f%a2%f0%9f%9f%a2-referendum-netta-affermazione-dei-no-con-il-5374-i-favorevoli-alla-riforma-al-4626/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 17:37:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62; Un risultato dal sapore molto politico, vista la grande affluenza alle urne che ha sfiorato il 60% degli aventi diritto, in linea con competizioni squisitamente politiche più che&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &gt;</strong> Un risultato dal sapore molto politico, vista la grande affluenza alle urne che ha sfiorato il 60% degli aventi diritto, in linea con competizioni squisitamente politiche più che referendarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando mancano poche decine di sezioni da scrutinare, 61.411 su 61.533 i NO superano i SI di oltre <strong>2 milioni di voti,</strong> per la precisione <strong>14.427.706</strong> contro <strong>12.420.437</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In percentuale i contrari alla riforma proposta dal Governo Meloni hanno prevalso con il <strong>53.74%</strong>, contro il <strong>46,26%</strong> dei favorevoli alla modifica dei 7 articoli della Costituzione in materia di riordino della Giustizia e della Magistratura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un verdetto che a livello di risultati regionali è stato uniforme in tutto il territorio nazionale, ad eccezione della Lombardia, Veneto e Friuli, dove ha prevalso il SI.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro dato omogeneo quello che vede i NO primeggiare di gran lunga in tutte le aree metropolitane, con i SI che invece riportano qualche punto in più nella provincia e nelle aree rurali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In <strong>Sardegna</strong>, con il <strong>59,45%</strong> contro il <strong>40,55%</strong>, il NO primeggia nettamente e a tutti i livelli; regionale, nelle provincie, nelle grandi città e nelle periferie.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>EOLICO OFFSHORE &#8211; DARIO GIAGONI (Lega): &#8220;Pieno sostegno alla linea della Premier&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/eolico-offshore-dario-giagoni-lega-pieno-sostegno-alla-linea-della-premier/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 08:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62;  &#8220;Condivido pienamente le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha posto con chiarezza il tema dell’eolico offshore e dei rischi legati a uno sviluppo non governato&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &gt;</strong>  &#8220;Condivido pienamente le dichiarazioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha posto con chiarezza il tema dell’eolico offshore e dei rischi legati a uno sviluppo non governato della transizione energetica.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo ha dichiarato, in una nota stampa, il parlamentare della Lega, <strong>Dario Giagoni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Le sue parole segnano un punto politico importante: non si può accettare che, dietro la bandiera della sostenibilità, si nascondano operazioni che rischiano di gravare sui cittadini e di compromettere territori di straordinario valore come la Sardegna. La transizione ecologica deve essere equilibrata, sostenibile e rispettosa delle comunità locali. In questo quadro -si legge nel comunicato stampa del Deputato &#8211; l’eolico offshore solleva oggi più dubbi che certezze: costi elevati, benefici incerti e un impatto potenzialmente significativo sul paesaggio e sull’economia turistica dell’isola&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Esistono però alternative concrete e più sostenibili per sviluppare un sistema energetico efficiente senza deturpare il nostro mare: penso al fotovoltaico su tetti e aree industriali già compromesse, al rafforzamento delle comunità energetiche locali, che permettono ai cittadini e alle imprese di produrre e condividere energia in modo efficiente e diffuso, nonché a investimenti in impianti a biomasse e in termovalorizzatori di ultima generazione, capaci di coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e gestione efficiente dei rifiuti. Da sardo, da deputato e da rappresentante di un intero popolo &#8211; ha concluso Giagoni &#8211; farò tutto ciò che è in mio potere affinché questa linea di tutela, equilibrio e rispetto dei territori sia portata avanti con coerenza, oggi e in futuro.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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