CAGLIARI > Si è tenuta questa mattina nella sala stampa del Consiglio regionale la conferenza stampa promossa dal gruppo del Partito Democratico per presentare la mozione che rivendica l’attivazione immediata delle procedure di perequazione infrastrutturale.
All’incontro con i giornalisti hanno preso parte l’On. Silvio Lai, segretario del Partito Democratico della Sardegna, l’On. Roberto Deriu, presidente del gruppo PD in Consiglio Regionale, il primo firmatario e coordinatore della conferenza stampa, On. Gianluigi Piano, e, in collegamento telematico da Bruxelles, l’Eurodeputato On. Giuseppe Lupo.
Al centro del documento vi è la formale richiesta al Governo della Repubblica per l’adozione di un piano straordinario di investimenti compresi tra i 18 e i 22 miliardi di euro per la rete ferroviaria sarda, finalizzato a colmare un gap storico e a garantire il diritto costituzionale alla mobilità in Sardegna.La mozione parte dall’applicazione dell’articolo 22 della legge 5 maggio 2009, n. 42, che introduce il principio della perequazione quale strumento strutturale di riequilibrio territoriale per le aree caratterizzate da gravi carenze nei trasporti. Mentre lo Stato ha già programmato e avviato significativi piani di ammodernamento in altre aree del Paese, la Sardegna risulta oggi completamente esclusa dai 25,3 miliardi di euro del PNRR destinati all’Alta Velocità e Alta Capacità ferroviaria. Una disparità inaccettabile che rischia di pesare ancora di più nella situazione dei trasporti dell’Isola.
“La rete ferroviaria sarda si estende per circa 600 km – ha spiegato l’On. Gianluigi Piano– ma è caratterizzata da una prevalenza di linee a binario unico, dall’assenza di linee ad Alta capacità e da tempi di percorrenza non competitivi superiori alle 3 ore e mezza tra i principali poli urbani. Nuoro rimane l’unico capoluogo di provincia privo di un collegamento alla rete statale RFI. Gli interventi attuali, pur importanti, sono orientati alla sola manutenzione e messa in sicurezza dell’esistente. Serve un salto di scala: la completa elettrificazione, il raddoppio dei binari sulle direttrici strategiche e la realizzazione di un asse ad alte prestazioni tra Cagliari, Sassari, Nuoro e Olbia. Non chiediamo misure compensative, ma la certezza di un percorso di convergenza misurabile.”
“La mozione che il Gruppo regionale del PD Sardegna ha depositato in queste ore in Consiglio Regionale – ha dichiarato l’On. Silvio Lai – è una mozione molto importante, ci sono delle occasioni straordinarie nei prossimi sei anni con la programmazione europea, con il nuovo programma per le isole e con la dotazione infrastrutturale che l’Europa dovrà dare ai diversi Stati. È il momento giusto per chiedere che la progettazione di massima e poi quella esecutiva delle ferrovie in Sardegna sia inserita nel fondo dedicato alla progettazione che RFI ha preso come impegno esistesse nel contratto di programma con il governo italiano. Scade il 31 dicembre 2026, si sta lavorando già su quello nuovo: occorre che la Giunta Regionale formalmente richieda l’inserimento della progettazione all’interno di questo fondo. Solo con una progettazione che quantifichi gli interventi e quindi li possa anche programmare nel corso di 10 o 12 anni, come è per interventi infrastrutturali di queste dimensioni, si potrà accedere ai fondi europei e non perdere l’occasione come è stato per il PNRR. Noi in Sardegna non abbiamo avuto nessuna risorsa sulle ferrovie perché in realtà sulle ferrovie dell’isola non c’era progettazione adeguata a poterla finanziare con interventi come quelli del PNRR.“
Nel corso della conferenza, l’Eurodeputato On. Giuseppe Lupo ha rimarcato altresì la dimensione sovranazionale della vertenza: “È evidente come la necessità di allineare le infrastrutture sarde agli standard europei di coesione territoriale sia un passaggio cruciale per il nostro paese, dobbiamo evitare che lo status di insularità si traduca in una marginalizzazione permanente anche all’interno dell’Unione stessa. Portiamo la battaglia per il riequilibrio infrastrutturale sardo direttamente nel cuore delle istituzioni europee e da Bruxelles sosterremo ogni azione volta a far valere i diritti dei cittadini e dei lavoratori sardi”. L’atto oltretutto impegna la Giunta Regionale a rivendicare formalmente l’attivazione delle procedure nazionali, a istituire una sede permanente di confronto e una cabina di regia istituzionale tra la Regione, RFI e ARST, oltre a riferire periodicamente al Consiglio regionale fornendo i dati aggiornati relativi alla quantificazione del divario rispetto alla media nazionale.
“La Sardegna ha il pieno diritto di essere inserita nella pipeline nazionale delle opere ferroviarie strategiche – dichiara l’On. Roberto Deriu – superando una condizione di emarginazione che non è più tollerabile. Fondiamo questa rivendicazione sui principi costituzionali di uguaglianza sostanziale e solidarietà nazionale, perché l’Isola non può continuare a essere destinataria esclusivamente di interventi marginali o manutentivi mentre il resto del Paese beneficia di investimenti straordinari finanziati dal bilancio dello Stato. Questa drammatica carenza nei collegamenti interni incide pesantemente sulla vita dei cittadini e, in particolare, sui lavoratori e sul diritto allo studio di migliaia di studenti che ogni giorno si muovono tra i principali poli urbani dell’isola. È necessario che il Governo si assuma la responsabilità politica di questa situazione certificando formalmente il deficit sardo in sede nazionale e stanziando le risorse statali necessarie per dare un futuro connesso, paritario e sostenibile alle comunità sarde.”
