NEWSARDE.IT Il quotidiano online della Sardegna

Logo Newsarde
Home Politica πŸ†• FINE VITA – DERIU (PD): “La Consulta conferma l’impianto della nostra legge 26/2025”

πŸ†• FINE VITA – DERIU (PD): “La Consulta conferma l’impianto della nostra legge 26/2025”

βœ… "La Corte Costituzionale ha ripreso il nostro ragionamento sull'agonia"

CONDIVIDI

Di Redazione

CAGLIARI > Pur dichiarando inammissibili alcune disposizioni per violazione delle competenze dello Stato, la Consulta salva la legge sarda sul fine vita. Come giΓ  avvenuto per la Regione Toscana, la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 148 depositata ieri, ha quindi respinto le censure statali sull’intera legge regionale 18 settembre 2025 n. 26.Β 

 

La Corte ha ritenuto, infatti, che “l’esercizio della competenza concorrente nella materia della tutela della salute non possa ritenersi precluso dalla circostanza che lo Stato non abbia ancora provveduto all’approvazione di una legge che disciplini in modo organico, nell’intero territorio nazionale, l’accesso alla procedura medicalizzata di assistenza al suicidio. Infatti, nei limiti sopra precisati, i principi fondamentali della materia sono giΓ  desumibili dalla legislazione vigente.”

 

Sulla pronuncia della Consulta Γ¨ intervenuto, con un comunicato stampa, il Capogruppo e Consigliere regionale del Partito Democratico della Sardegna, Roberto Deriu, primo firmatario della proposta di legge regionale “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”, riproponendo i temi esposti nell’intervento durante i lavori e il dibattito in Aula del 16 settembre 2025.

 

“La proposta, da me presentata in qualitΓ  di presidente del gruppo PD e successivamente integrata dal lavoro istruttorio della Commissione SanitΓ  presieduta da Carla Fundoni – dichiara Roberto Deriu – disciplina procedure e tempi certi per l’attuazione in Sardegna della sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019. La Corte, con le sentenze n. 135/2024 e n. 66/2025, non ha smontato la 242, l’ha resa operativa. E lo ha fatto riprendendo il ragionamento che avevamo portato in Consiglio”.

 

“Il cuore di quel ragionamento Γ¨ nella definizione di agonia, che rimanda all’etimo greco, lotta contro la morte, descrivendo una medicina contemporanea che ha come missione rinviare la morte il piΓΉ a lungo possibile, fino a vivere come fallimento il suo esito naturale. È esattamente quello che oggi dice la Corte – prosegue Deriu -. La Consulta ha chiarito che sarebbe paradossale costringere un paziente ad accettare un trattamento di sostegno vitale solo per poterlo interrompere subito dopo. E ha confermato che il requisito sussiste anche quando c’Γ¨ indicazione medica alla sua attivazione”.

 

Relativamente alla competenza regionale, Deriu sosteneva che una Regione che organizza la sanitΓ  non puΓ² consegnare ai cittadini ospedali e tecnologie d’avanguardia “priva di una regola chiara e precisa sull’esito di tutti i suoi sforzi: sull’agonia”.

 

“Anche su questo la Corte ci ha dato ragione – ha aggiunto l’esponente Dem -. Ha rinnovato l’appello al legislatore inteso in senso generico, senza specificare se statale o regionale, a dare attuazione alla 242. L’assenza di una legge nazionale non sospende il nostro dovere costituzionale, anzi crea disparitΓ  tra Regioni che dobbiamo colmare. La nostra proposta 59/A, approvata come L.R. 26/2025 nel testo integrato dalla Commissione presieduta da Carla Fundoni, garantisce tempi certi per le valutazioni cliniche, il coinvolgimento del Servizio Sanitario Nazionale e l’accesso effettivo alle cure palliative come pre-requisito della scelta. L’agonia Γ¨ lotta giammai priva di speranza, fino all’ultimo, fino all’estremo – conclude Roberto Deriu -. Ma quando Γ¨ perduta irrimediabilmente, non ha da trasformarsi in orribile, disumana, sacrilega tortura del corpo esausto del malato”.

CONDIVIDI

Cerca

Articoli recenti