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🆕 CAGLIARI – Studenti senza casa: pochi posti Ersu e affitti sempre più cari

✅ Fino a 500 euro per una stanza, mentre il canone medio in città assorbe oltre un terzo dello stipendio di una famiglia

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Di Alessandro Mocci

CAGLIARI > Per chi si iscrive all’università a Cagliari, trovare una stanza a un prezzo sostenibile è diventata uno dei primi veri esami dell’anno accademico. Gli studenti fuori sede sono oggi stretti tra un mercato degli affitti privati sempre più caro e un’offerta pubblica che si è progressivamente ridotta, complice anche la crescita degli affitti brevi turistici, che ha sottratto al mercato residenziale stabile buona parte del patrimonio immobiliare del centro città.

 

Il dato più netto riguarda l’edilizia universitaria pubblica. Nel 2015 l’ERSU garantiva a Cagliari circa 800 posti letto; oggi effettivi sono 478, a fronte di circa 13.800 studenti fuori sede iscritti nell’ateneo atenei cittadini. A pesare è la chiusura per lavori – integrale o parziale – di quelle che sono le principali case dello studente – via Trentino e via Roma – mentre le residenze di via Biasi e via Businco restano aperte tra ristrutturazioni e chiusure parziali periodiche. La struttura più recente, il Campus di viale La Plaia, ha aggiunto 238 posti letto, ma da sola non basta a colmare il vuoto lasciato dalle altre: il secondo blocco della struttura, necessario a raddoppiarne la capacità, non ha ancora una data di cantiere definita. Positivo però è il passo in avanti che si sta facendo con le case di via Sassari e via Montesanto che evidenziano l’impegno dell’Ente nel breve e nel lungo periodo, che porterà a raggiungere a piena capacità i 1700 posti letto.

 

Sul mercato privato, la pressione degli affitti turistici brevi — gestiti soprattutto tramite piattaforme come Airbnb e Booking — ha reso il centro storico di Cagliari progressivamente proibitivo per chi cerca una sistemazione stabile: una stanza singola in zone come Castello, Marina o Stampace può arrivare a 500-600 euro al mese. Chi cerca prezzi più accessibili si sposta verso quartieri come San Benedetto e Is Mirrionis, dove gli affitti restano comunque intorno ai 350-400 euro — quasi il doppio rispetto a pochi anni fa. A Sassari il fenomeno è meno marcato ma segue la stessa direzione: i quartieri più richiesti dagli studenti, come San Giuseppe e il centro storico, sono sempre più cari, mentre altrove i prezzi restano più contenuti.

 

 

Il canone assorbe oltre un terzo dello stipendio

 

I numeri sul rapporto tra affitti e redditi confermano la gravità del fenomeno. Secondo i dati più recenti, il canone medio a Cagliari è cresciuto del 31% in sei anni, e oggi il suo impatto sullo stipendio medio netto cittadino si attesta al 38,1%: quasi due terzi dello stipendio restano per tutte le altre spese, dalle utenze ai trasporti alla spesa quotidiana. Gli economisti considerano sostenibile un affitto che non superi il 30% del reddito netto: Cagliari, in altre parole, è già ampiamente sopra la soglia di sicurezza. È un tema che riguarda l’intera economia cittadina, non solo chi cerca casa: quando gran parte dello stipendio finisce nell’affitto, si riduce a cascata anche la capacità di spesa in consumi locali, dalla ristorazione alla cultura.

 

Sul fronte degli aiuti economici per gli studenti, l’ERSU eroga delle borse di studio molto alte, che nei casi di maggiore bisogno possono sfiorare i 9mila euro, oltre al contributo fitto-casa per chi non rientra nella borsa: la Regione lo ha aggiornato di recente, portando il tetto massimo da 2.500 a 3mila euro annui. Restano però strumenti che intervengono sul reddito degli studenti, non sull’offerta di alloggi: senza un ampliamento reale dei posti pubblici e un argine alla conversione degli immobili verso gli affitti brevi, il divario tra domanda e offerta difficilmente si ridurrà nel breve periodo.

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