SASSARI > Da ieri, giovedì 6 agosto, l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” è guidata dal commissario ministeriale. Con un decreto firmato direttamente dal Ministro dell’Università e Ricerca, la Senatrice Anna Maria Bernini, è stato nominato Francesco Ginesu (nel riquadro della foto), sassarese, imprenditore e già componente del CDA della prestigiosa istituzione culturale di via Duca degli Abruzzi.
La decisione della Bernini di rimuovere il Direttore, Daniele Dore e con lui l’intero Consiglio accademico, non arriva come un fulmine a ciel sereno, ma è il risultato di mesi di incertezza amministrativa e tensioni con il MUR che, prima di arrivare alla decisione, ha redatto una lunga e dettagliata istruttoria dove vengono rilevate “gravi e persistenti violazioni di legge con conseguente impossibilità di assicurare un regolare funzionamento degli organi e dei servizi”.
Tra le molteplici ragioni del commissariamento riportate nelle sei cartelle del decreto, spiccano la mancata nomina del presidente dell’Accademia che sarebbe dovuta avvenire tramite la designazione di una terna di candidati, così come disposto dalla normativa vigente. Indicazione, peraltro, reiterata più volte da Roma e sempre disattesa.
A questo si sono aggiunte le dimissioni di quattro componenti il Consiglio accademico, che di fatto hanno prodotto l’impossibilità di procedere alla costituzione degli organi societari. Ma non solo. Nel decreto della Bernini la decisione di commissariare l’istituzione fa riferimento all’operato del direttore, del consiglio accademico, la gestione amministrativa dell’istituzione e il funzionamento dei servizi connessi alla didattica. Il decreto di rimozione e nomina prevede inoltre la sospensione delle indennità riconosciute sino a ieri al direttore e ai componenti del consiglio accademico.
Francesco Ginesu eserciterà le funzioni attribuite al presidente, al direttore e al consiglio accademico. Convocherà il CDA, adottando tutti gli atti necessari a ripristinare il regolare funzionamento dell’istituzione. La sua nomina decorre dalla data del decreto – 6 agosto 2026 – e rimarrà in vigore fino alla nomina del nuovo direttore, del nuovo presidente e del Consiglio accademico.
