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	<title>Musica e Spettacolo &#8211; Newsarde.it &#8211; Il quotidiano online</title>
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		<title>🆕 BITTI &#8211; &#8220;SOS SINNOS&#8221; DI MICHELANGELO PIRA SABATO 23 MAGGIO ALLE 20.30</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/%f0%9f%86%95-bitti-sos-sinnos-di-michelangelo-pira-in-scena-sabato-23-maggio-alle-20-30/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 14:27:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[BITTI &#62; Sabato 23 maggio, alle ore 20.30, in piazzetta Giovanni Pittalis, andrà in scena “Sos Sinnos”, trasposizione musico-teatrale in prosa dell&#8217;omonimo saggio, opera dell’antropologo e scrittore bittese, Michelangelo Pira.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt;</strong> Sabato 23 maggio, alle ore 20.30, in <strong>piazzetta Giovanni Pittalis</strong>, andrà in scena <strong>“Sos Sinnos”,</strong> trasposizione musico-teatrale in prosa dell&#8217;omonimo saggio, opera dell’antropologo e scrittore bittese, <strong>Michelangelo Pira.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di e con <strong>Giovanni Carroni, &#8220;Sos Sinnos&#8221;</strong> è una produzione <strong>Bocheteatro </strong>con la partecipazione straordinaria dei <strong>&#8220;Tenores di Bitti Mialinu Pira&#8221;, </strong>ensamble canoro-musicale ed etnomusicologico intitolato all&#8217;indimenticato pensatore e composto da <strong>Omar Bandinu</strong> (bassu), <strong>Marco Serra</strong> (contra), <strong>Arcangelo Pittudu</strong> (oche e mesu oche), <strong>Bachisio Pira</strong> (oche e mesu oche).</p>
<p>Le parole e le profonde riflessioni di Pira saranno oltremodo corroborate e acquisiranno ulteriore &#8220;vita scenica&#8221; grazie alle musiche originali, eseguite dal vivo, del mandoloncellista <strong>Mauro Mibelli.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pubblicato postumo nel 1983 a tre anni dalla morte dell&#8217;autore, intellettuale che ha lasciato un grande vuoto nella cultura isolana, <strong>&#8220;Sos Sinnos&#8221; </strong>di <strong>Michelangelo Pira</strong> rimane ancora oggi il tentativo documentato più importante di utilizzo della lingua sarda &#8211; nella variante bittese &#8211; per un’opera di respiro mondiale, che facesse propri gli esiti più importanti della letteratura e delle scienze umane del ‘900.</p>
<p>Un progetto che esprime la volontà e la consapevolezza di rivendicare un’identità, di non disperdere una memoria dei valori e dei luoghi e di recuperare il senso di appartenenza ad una comunità; in altre parole, un&#8217;opera che dischiude un mondo nel quale ciascuno di noi può ritrovarsi e riconoscersi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;evento è promosso dal <strong>Comune di Bitti</strong> con il patrocinio della <strong>Riserva della Biosfera MaB Unesco di Tepilora, Rio Posada e Montalbo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molto suggestiva, peraltro, la location; uno spazio scenico urbano, ricavato all&#8217;interno del centro storico nell’area museale del paese.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BITTI &#8211; San Giorgio Martire, celebrazioni sino a sabato 25 aprile</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/bitti-san-giorgio-martire-celebrazioni-sino-a-sabato-25-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 12:25:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
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					<description><![CDATA[BITTI &#62; Grazie all&#8217;encomiabile lavoro svolto dal comitato organizzatore, composto dalle leve 2001/1991, dal 23 al 25 aprile si tengono a Bitti i festeggiamenti in onore del patrono, San Giorgio&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt;</strong> Grazie all&#8217;encomiabile lavoro svolto dal comitato organizzatore, composto dalle <strong>leve 2001/1991</strong>, dal <strong>23 al 25 aprile</strong> si tengono a <strong>Bitti</strong> i festeggiamenti in onore del patrono, <strong>San Giorgio Martire</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le celebrazioni sono iniziate ieri con la Santa Messa in cattedrale e la solenne processione con il simulacro del Santo attraverso le vie del paese accompagnato dai cavalieri e i gruppi in abito tradizionale e la serata folk in piazza Giorgio Asproni.</p>
<p>Vi hanno partecipato i gruppi folk <strong>&#8220;Sa Bitha&#8221;</strong> e <strong>&#8220;Minifolk Sa Bitha&#8221;</strong> di Bitti, <strong>&#8220;Santa Sabina&#8221;</strong> di Pattada, <strong>&#8220;Gruppo folk Olbiese&#8221;</strong> di Olbia, <strong>&#8220;Monte Alva&#8221;</strong> di Nulvi, i gruppi a Tenore <strong>&#8220;Romanzesu&#8221;</strong> di Bitti, <strong>&#8220;Su Rimediu&#8221;</strong> di Orosei e<strong> &#8220;Su Contrattu de Antoni Maria Cubadda&#8221;</strong> di Seneghe e l&#8217;ensemble <strong>&#8220;Ballade, Ballade Bois&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel pomeriggio di oggi, <strong>venerdì 24 aprile</strong>, in Piazza Asproni alle 16.30 giochi e intrattenimento per i bambini.</p>
<p>In serata, alle 22, l&#8217;atteso concerto della band di pop neomelodico <strong>&#8220;I Cugini di Campagna&#8221;</strong> (nella foto) e a seguire<strong> &#8220;Voglio tornare negli anni &#8217;90&#8221;</strong> con <strong>Paps.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domani, <strong>sabato 25</strong>, alle ore 20 nel salone parrocchiale di corso Vittorio Veneto, la cena comunitaria a base dei piatti tradizionali bittesi, &#8220;sambenes e cordas&#8221; e &#8220;erveche in capotto chin patata&#8221;.</p>
<p>Ad allietare la serata la band etno-folk<strong>  &#8220;A bratzo tentos&#8221;</strong>. In conclusione l&#8217;estrazione dei biglietti vincenti la lotteria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quelle in onore di <strong>San Giorgio Martire</strong> sono celebrazioni tra le più importanti per il paese di Bitti, insieme a quelle dedicate alla Madonna del Miracolo, ultima settimana di settembre, e la novena per la Madonna dell&#8217;Annunziata, a cavallo tra la seconda e terza domenica di maggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il culto per il &#8220;Santo guerriero&#8221; è estremamente diffuso in Italia, essendo il patrono di più di cento città e comuni.</p>
<p>La sua fama si estende anche nel resto del mondo: risulta, infatti, patrono di Nazioni come l&#8217;<strong>Inghilterra, Portogallo, Lituania, Montenegro, Georgia</strong> ed <strong>Etiopia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nome è di origine greca e significa <strong>“agricoltore”.</strong> Protettore dei cavalieri, degli scout, dei soldati, invocato contro i serpenti velenosi, la peste e la lebbra, <strong>San Giorgio</strong> è diventato il simbolo della fede che trionfa sul male. Viene omaggiato perfino dai <strong>musulmani</strong>, che gli diedero l’appellativo di <strong>“profeta”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Intorno alla sua figura prosperano miti e leggende, come il celebre racconto dello scontro con il drago.</p>
<p>Si narra che tale creatura vivesse in uno stagno presso la città di <strong>Selem,</strong> in Libia. Per placarlo gli abitanti gli offrivano in sacrifico una pecora e un giovane estratto a sorte. Un giorno fu sorteggiata la figlia del re, prontamente salvata da <strong>San Giorgio</strong> che trafisse il drago con la sua lancia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Discostandoci dalla fantasia, la sua storia vera è comunque contraddistinta da un’ammirevole audacia.</p>
<p>Nato in <strong>Cappadocia</strong> intorno al 280 da una famiglia cristiana, si trasferì in <strong>Palestina</strong> dove si arruolò nell’esercito di <strong>Diocleziano</strong>. Quando, nel 303, l’imperatore emanò l’editto di persecuzione contro i cristiani,<strong> Giorgio</strong> decise di donare tutti i suoi beni ai poveri e professò pubblicamente la sua fede in <strong>Cristo</strong>.</p>
<p>Per questo motivo venne torturato e infine martirizzato tramite decapitazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con i crociati la sua figura da martire venne convertita in quella di &#8220;Santo guerriero&#8221;, e l’uccisione del drago si trasformò nella sconfitta dell’<strong>Islam</strong>.</p>
<p>Grazie ai <strong>Normanni</strong> il suo culto si radicò fortemente in <strong>Inghilterra</strong> dove, nel 1348,<strong> re Edoardo III</strong> istituì l’<strong>Ordine dei Cavalieri di San Giorgio.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CINEMA &#8211; Carbonia, il 2 e 3 maggio alla Fabbrica del cinema &#8220;E se ora, lontano &#8211; Un&#8217;altra voce esiste&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/musica-e-spettacolo/cinema-carbonia-il-2-e-3-maggio-alla-fabbrica-del-cinema-e-se-ora-lontano-unaltra-voce-esiste/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:17:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Cagliari]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[CARBONIA &#62; Prosegue con successo il tour nazionale del regista cinematografico sardo Massimo Selis (nel riquadro della foto) che, sabato 2 alle 19 e domenica 3 maggio alle 19.30 alla&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CARBONIA &gt;</strong> Prosegue con successo il tour nazionale del regista cinematografico sardo <strong>Massimo Selis</strong> (nel riquadro della foto) che, sabato 2 alle 19 e domenica 3 maggio alle 19.30 alla <strong>Fabbrica del Cinema di Carbonia</strong>, presenterà il suo ultimo film &#8220;E se ora, lontano &#8211; Un&#8217;altra voce esiste&#8221;.</p>
<p>Durante l&#8217;evento gli autori presenteranno l’idea che ha ispirato il film e dialogheranno con il pubblico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>10 giorni, 10 notti, 11 giovani, un’antica pieve sconsacrata, un progetto da realizzare: una radio libera per far conoscere la loro voce, una voce come non l’avete mai sentita.</p>
<p>Un racconto poetico e spiazzante narrato attraverso due sguardi, quello dell’autore e quello dei ragazzi stessi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;E se ora, lontano &#8211; Un’altra voce esiste&#8221;, il documentario creativo diretto da <strong>Massimo Selis</strong>, autore del soggetto e della sceneggiatura con <strong>Belinda Bruni</strong>, e realizzato dalla casa di produzione sarda <strong>Phausania Film</strong> con il patrocinio del <strong>Comune di Perugia</strong>, vuole dare e restituire voce ai giovani. Una voce potente e commovente che troppo spesso resta muta o non ascoltata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I giovani protagonisti esprimono le loro originali visioni sul mondo: la politica come impegno dal basso che chiama in causa ciascuno di noi; la riscoperta di un’appartenenza comunitaria dove il destino del singolo è parte di un destino più grande; la consapevolezza di una tecnologia sempre più invasiva che altera anche la percezione della propria identità; il bisogno di relazioni autentiche, vere, da costruire fuori dal virtuale; la ricerca spirituale vissuta in un mondo sempre più materialista e votato all’apparenza e molti altri temi che stanno loro a cuore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ambientato nel cuore dell’<strong>Umbria</strong> sulle colline sopra il <strong>lago Trasimeno</strong>, in un paesaggio quasi non toccato dall’uomo. Un’eco del <strong>Decameron di Boccaccio</strong> ci raggiunge entrando in ascolto di questi ventenni che si ritrovano, condividono tempo e storie, imparano a vivere insieme; sullo sfondo un mondo complesso e in decadenza, ma proprio per questo vissuto come opportunità di cambiamento. Le loro parole hanno un potere creativo, sono premessa all’azione. La fotografia di <strong>Dario Di Viesto</strong> e dello stesso <strong>Massimo Selis</strong> lascia parlare la natura e l’antica pieve, che diviene quasi il dodicesimo personaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il film racconta due sguardi, con due stili di regia e di montaggio. La macchina da presa compone quadri fissi dove il montaggio è quasi assente e il tempo si dilata, l’iPhone entra nelle scene, passa di mano in mano tra i protagonisti e restituisce un tempo frammentato, dinamico. Il risultato è un’opera che oltrepassa i limiti del documentario, che mescola osservazione e narrazione, creando quasi un genere a sé. La colonna sonora originale, firmata da <strong>Fabio Di Viesto</strong>, “accompagna e mette in rilievo la dimensione poetica del film. Entra nei momenti in cui le parole si fermano, tra le immagini e i silenzi, in una zona più emotiva e interiore, che le parole da sole non raggiungono”, come lui stesso descrive il lavoro creativo che ha portato alla realizzazione della musica. Ma c’è anche un’altra musica nel film! Quella composta e interpretata dagli stessi protagonisti all’interno delle scene, che accompagna il loro incontrarsi, confrontarsi, raccontarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La visione del film offre allo spettatore un’esperienza immersiva in cui il tempo si modifica. Il tempo di Khronos divoratore, della nostra quotidianità, si interrompe e lascia la scena al tempo di Kairòs, un tempo dilatato, umano in cui ogni momento è denso, pieno. Quasi un manifesto estetico-filosofico che, senza aggredire, mette a nudo la vorticosità della nostra vita e suggerisce che un’altra visione è possibile. Il finale è costruito come una lettera allo spettatore. Una lettera che invita a portare nella nostra realtà l’atmosfera di quei giorni alla pieve. Perché l’ascolto, la lentezza, la profondità delle domande, la vivace creatività, non devono restare come una “pausa” dal mondo, ma al contrario devono entrarci per donargli una nuova forma. Perché la bellezza è un “oltre” che si concretizza qui, ora.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il film si apre con questo “cartello” che è come una chiave per entrare nel suo mondo. Un’indicazione, una bussola da portare con sé anche dopo:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>&#8220;Come tragedie o fiabe possiamo raccontare le storie. </strong></em></p>
<p><em><strong>Noi raccontiamo qui il finale di una fiaba. </strong></em></p>
<p><em><strong>La foresta è già stata attraversata. </strong></em></p>
<p><em><strong>Le prove sono state superate. </strong></em></p>
<p><em><strong>Raccontiamo di una sosta di pace, dove gli alti alberi, come guardiani, sorvegliano i preparativi al nuovo viaggio&#8221;.</strong></em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BITTI &#8211; Stasera all&#8217;Ariston il docufilm &#8220;Ammentos dae su Monte&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/bitti-stasera-allariston-il-docufilm-ammentos-dae-su-monte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2026 16:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[BITTI &#62; Sarà presentato stasera, sabato 7 marzo alle ore 20 nel Cinema Ariston di Bitti, il docufilm in sardo “Ammentos dae su Monte” del fotografo naturalista nuorese Domenico Ruiu.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a"><strong>BITTI &gt;</strong> Sarà presentato stasera, sabato 7 marzo alle ore 20 nel Cinema Ariston di Bitti, il docufilm in sardo <strong>“Ammentos dae su Monte”</strong> del fotografo naturalista nuorese <strong>Domenico Ruiu. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">L&#8217;appuntamento, promosso dall’<strong>Amministrazione comunale di Bitti,</strong> vedrà l&#8217;autore dialogare con il pubblico e, in collegamento video da Cagliari, con il cantautore <strong>Piero Marras,</strong> autore delle musiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a"><strong>“Ammentos dae su Monte”</strong> è un viaggio lungo i sentieri della memoria, un racconto di ciò che significa per i nuoresi l’area del <strong>Monte Ortobene,</strong> che l&#8217;autore ha curato nei dettagli grazie alla sua conoscenza dei territori e dell’anima più sensibile e riservata della sua città.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">Un&#8217;opera cinematografica che si snoda lungo una serie di testimonianze che accompagnano lo spettatore in questa esplorazione storica, culturale e ambientale di un mondo che è stato e che ancora oggi continua a fare da collante per un’intera comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">Il progetto è stato realizzato grazie al contributo dell’<strong>Istituto Etnografico della Sardegna</strong> e della <strong>Fondazione di Sardegna.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">L&#8217;ingresso alla proiezione è libero e gratuito.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CINEMA – “Storia di un riscatto” di Stefano Odoardi candidato al Globo d’Oro</title>
		<link>https://www.newsarde.it/musica-e-spettacolo/cinema-storia-di-un-riscatto-di-stefano-odoardi-candidato-al-globo-doro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2026 09:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62; Il nuovo film diretto da Stefano Odoardi, “Storia di un Riscatto”, concorre al prestigioso Globo d’Oro, riconoscimento assegnato fin dal 1959 dalla Associazione della Stampa Estera in Italia al miglior lungometraggio italiano e alle&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &gt; </strong>Il nuovo film diretto da Stefano Odoardi, <strong>“Storia di un Riscatto”</strong>, concorre al prestigioso Globo d’Oro, riconoscimento assegnato fin dal 1959 dalla Associazione della Stampa Estera in Italia al miglior lungometraggio italiano e alle eccellenze del nostro cinema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il film è stato presentato nei giorni scorsi a Roma presso la sede della Stampa Estera a Palazzo Grazioli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“Storia di un riscatto”</strong> è la trasposizione cinematografica del sequestro di Giuseppe Vinci, il più lungo nella storia dei rapimenti a scopo di estorsione in Sardegna. L’imprenditore di Macomer, appartenente ad una famiglia di proprietari di supermercati, venne rapito il 9 dicembre 1994, un’odissea durata 310 giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per 10 mesi Vinci rimarrà relegato in un cubicolo con solo un materasso, un secchio per i bisogni e una candela, sfamato dai suoi quattro carcerieri, che dicono di volerlo custodire “come un soprammobile” ma lo trattano più o meno come un animale. Durante il rapimento Vinci è ferito, ammanettato, incatenato, costretto a convivere con le pulci e ad indossare un cappuccio ogni volta che i rapitori entrano nel cubicolo e ad ascoltare pessima musica ad alto volume per non sentire i rumori intorno a lui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="corpo">Per 310 giorni il padre e la moglie venezuelana Sharon lotteranno per riportare Giuseppe a casa: il padre, cercando di mettere insieme il denaro del riscatto mentre lo Stato impone il blocco sui suoi beni, Sharon organizzando marce e proteste che terranno accesi i riflettori dei mass media e coinvolgeranno la comunità sarda nella più grande mobilitazione popolare per fare terra bruciata attorno ai rapitori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="corpo">Scritto, diretto, montato e scenografato da <strong>Stefano Odoardi</strong>,  il film sembra quasi un mix fra fiction e documentario, anche perché il vero Giuseppe Vinci interpreta sia se stesso oggi, alla ricerca di risposte fra le pagine del quotidiano che ha raccontato il rapimento per quasi un anno, sia suo padre Lucio nelle scene ambientate durante quel periodo drammatico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><u></u><u></u><strong>“Storia di un Riscatto”</strong> è un’opera intensa e profondamente umana che affronta il tema della rinascita personale e della possibilità di ricominciare anche dopo le cadute più difficili. Attraverso uno sguardo sensibile e autentico, il film racconta un percorso di trasformazione interiore, mettendo al centro il valore della dignità, della memoria e della speranza. La regia di Odoardi si distingue per uno stile essenziale e coinvolgente, capace di restituire con forza emotiva la complessità dei personaggi e delle loro scelte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><u></u><u></u>La candidatura al Globo d’Oro rappresenta un importante riconoscimento per il film e per il lavoro di tutto il cast e della produzione, confermando l’attenzione della critica internazionale verso un cinema italiano capace di raccontare storie universali con sensibilità e coraggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><u></u><u></u>La serata di presentazione sarà un momento di incontro con la stampa e con il pubblico, un’occasione per approfondire i contenuti dell’opera e celebrare questo significativo traguardo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MODA &#8211; IVAN DELOGU SENES, da Bitti al successo nella Londra della moda mondiale</title>
		<link>https://www.newsarde.it/musica-e-spettacolo/moda-ivan-delogu-senes-da-bitti-al-successo-nella-londra-della-moda-mondiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 14:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[LONDRA &#62; &#8220;Essere sardo, e soprattutto barbaricino, per me non è mai stato solo un dato geografico. È una stratificazione emotiva, culturale, quasi corporea. Crescere in Barbagia significa interiorizzare un&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LONDRA &gt; &#8220;</strong>Essere sardo, e soprattutto barbaricino, per me non è mai stato solo un dato geografico. È una stratificazione emotiva, culturale, quasi corporea. Crescere in Barbagia significa interiorizzare un senso profondo di appartenenza, ma anche di complessità: è una terra che non si lascia semplificare.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così <strong>Ivan Delogu Senes</strong>, di Bitti, che da Londra sta scalando il successo con le sue creazioni che ricordano il profondo legame con le sue origini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Approda nella capitale inglese nel 2016 e due anni dopo, nel 2018, viene ammesso al corso di <strong>Moda Donna</strong> alla <strong>Central Saint Martins</strong>, una delle scuole di arte e design più importanti al mondo.</p>
<p>La Central Saint Martins fa parte della <strong>University of the Arts London</strong> (Università delle Arti di Londra) ed è considerata un punto di riferimento internazionale per la moda, perché molti stilisti di fama globale si sono formati in questa accademia. Nel 2023 vi consegue la sua prima laurea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante gli studi viene notato dai &#8220;cacciatori di teste&#8221; della <strong>LVMH</strong>, il più grande gruppo del lusso al mondo, proprietario di oltre 75 marchi, tra cui <strong>Louis Vuitton</strong>, che decidono di sponsorizzare il suo percorso, sostenendolo economicamente e supportando il suo sviluppo creativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Già con la prima collezione riceve un premio come miglior creativo supportato da <strong>L’Oréal</strong>, riconoscimento  che gli permette di partecipare a <strong>ITS &#8211; International Talent Support,</strong> concorso internazionale dedicato ai nuovi talenti della moda.</p>
<p>Anche in questa occasione ottiene diversi premi e un riconoscimento a livello internazionale, presentando infine i suoi lavori a <strong>Trafalgar Square </strong>e a<strong> New York.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante il percorso di studi per la specialistica, sempre alla Central Saint Martins, viene selezionato da <strong>Andrew Bolton</strong>, curatore del dipartimento moda del <strong>Metropolitan Museum of Art di New York</strong> e figura di riferimento a livello mondiale.</p>
<p>Bolton lo sceglie come borsista per ricevere la borsa di studio della <strong>Sarabande Foundation</strong>, creata per sostenere giovani creativi e che finanzierà il suo proseguo degli studi supportando inoltre la realizzazione delle nuove collezioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di recente Ivan Delogu Senes ha presentato la sua seconda collezione alla <strong>&#8220;Settimana della moda di Londra&#8221;</strong>. Lo abbiamo sentito al telefono, sempre da Londra, dove è al lavoro per la preparazione del suo prossimo impegno, <strong>&#8220;La settimana della moda di Milano&#8221;</strong>, dove debutterà lunedì 2 marzo.</p>
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<p><strong>Ivan, la tua prospettiva creativa è certamente &#8220;cucita a filo doppio&#8221; con la Sardegna&#8230; </strong></p>
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<p>&#8220;Essere sardo, e soprattutto barbaricino, per me non è mai stato solo un dato geografico. È una stratificazione emotiva, culturale, quasi corporea. Crescere in Barbagia significa interiorizzare un senso profondo di appartenenza, ma anche di complessità: è una terra che non si lascia semplificare. Il confronto con Londra è stato fondamentale perché mi ha dato distanza e prospettiva, permettendomi di guardare le mie origini con maggiore lucidità. Vivere in contesti così veloci e performativi mi ha fatto capire quanto la mia terra funzioni secondo un altro tempo, più lento e profondo. Essere sardo significa portare con sé una certa durezza e severità, ma anche una grande capacità di resistenza e cura.&#8221;</p>
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<p><strong>Vista dalle sponde del Tamigi ti appare diversa, o meglio, riesci a coglierne l&#8217;essenza più profonda</strong></p>
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<p>&#8220;La Barbagia è una terra che non si offre subito. È aspra, silenziosa, estremamente chiusa, ma anche generosa con chi sa ascoltare. Culturalmente è un luogo dove la memoria e il rito hanno ancora un peso reale. Emotivamente è una terra che ti mette alla prova, che non concede scorciatoie. Non è decorativa: è essenziale. Ed è proprio questa essenzialità a renderla così potente. È stato soprattutto grazie a Londra che ho iniziato a guardare la Sardegna non come una periferia, ma come il centro del mio pensiero creativo.&#8221;</p>
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<p><strong>Ecco, parliamo del &#8220;self-concept&#8221; che ha influenzato gli esordi e guida oggi le tue creazioni</strong></p>
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<p>&#8220;Il mio lavoro nasce dalla trasformazione dell’abbigliamento femminile sardo nel secondo dopoguerra, quando i costumi tradizionali, ricchi di ornamenti, vennero progressivamente sostituiti da forme più sobrie e funzionali. Questo passaggio non ha cancellato l’identità culturale, ma l’ha riconfigurata. La modestia si è affermata come una strategia di mediazione tra lavoro e rispettabilità, tra spiritualità e vita quotidiana, dando origine a corpi che appaiono controllati, appesantiti e resistenti. Questi indumenti costituiscono il fondamento concettuale della mia ricerca.&#8221;</p>
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<p><strong>Una consapevolezza artistica che affonda le radici in un caleidoscopio artistico spazio-temporale e culturale molto ampio&#8230;</strong></p>
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<p>&#8220;La spiritualità rappresenta un asse portante della mia pratica. La cultura sarda è attraversata da un sistema di credenze stratificato, in cui il cattolicesimo rituale convive con residui pagani radicati nella civiltà nuragica, antica civiltà pre-romana della Sardegna. Questa compresenza non si manifesta come conflitto, ma come una continua sovrapposizione di simboli, gesti e pratiche incarnate. Processioni religiose, rituali del lutto, voti e riti domestici convivono con una concezione arcaica del corpo come ciclico, legato alla terra e profondamente connesso ai ritmi naturali e alla materia. In questo contesto, l’abito supera la funzione rappresentativa, cioè non serve solo a mostrare qualcosa, ma diventa un dispositivo di protezione, contenimento e sacralizzazione del corpo.</p>
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<p><strong>Puoi descriverci la fase ispirativa che porta alla creazione vera e propria dei tuoi abiti&#8230; </strong></p>
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<p>&#8220;Le forme avvolgenti, i mantelli, le stratificazioni e le superfici dense presenti nella collezione richiamano sia i paramenti liturgici cristiani, gli abiti sacri utilizzati durante le celebrazioni religiose, sia strutture arcaiche di difesa e salvaguardia. Coprire il corpo non significa cancellarlo, ma renderlo inviolabile. L’atto del vestirsi diventa così un gesto rituale attraverso il quale il corpo femminile viene sottratto allo sguardo maschile e ricollocato in una dimensione simbolica, collettiva e spirituale. La collezione, intitolata <em><strong>Il peso della luna,</strong> </em>nasce da questo immaginario spirituale stratificato. La luna non possiede un peso misurabile, eppure esercita una forza costante e invisibile, capace di muovere le maree, regolare i cicli e influenzare i corpi.&#8221;</p>
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<p><strong>Le maree, la luna, la donna&#8230;, il femminino come parte fondante dell&#8217;arte di Ivan Delogu Senes</strong></p>
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<p>&#8220;Questa gravità simbolica diventa una metafora della condizione delle donne sarde: una presenza che agisce per influenza più che per imposizione, attraverso rituali silenziosi, gesti ripetuti e la trasmissione della memoria.&#8221;</p>
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<p><strong>Anche le materie prime e i tessuti che utilizzi riconducono alla madre terra, e anche di più&#8230;</strong></p>
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<p>&#8220;La sperimentazione tessile è centrale nella mia pratica. Lavoro con ricamo, plissettatura a mano e tecniche di intreccio della pelle, costruendo superfici che evocano un senso rituale e di eredità. Utilizzo lana grezza proveniente direttamente dagli allevamenti della mia famiglia, insieme a scialli e gonne recuperati da donne del mio paese. La sostenibilità è intesa come un gesto di cura e memoria condivisa, non come un elemento da spettacolarizzare all’interno della collezione. Un elemento distintivo del mio stile è il mio textile a mosaico, deliberatamente ispirato alle tende a piastrina usate in estate nei bar e nei mercati in Sardegna. In questa collezione l’ho reinterpretato utilizzando scarti di pelle e cuoio, trasformando un oggetto quotidiano in una superficie tessile concettuale.&#8221;</p>
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<p><strong>La tua tavolozza preferita&#8230;</strong></p>
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<p>&#8220;La palette è lunare e tonale: nero profondo, blu notte, écru, avorio e sfumature di marrone e terra fredda, così da lasciare spazio alla forma scultorea e alla profondità dei materiali.&#8221;</p>
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<p><strong>Le tue creazioni sono un veicolo sofisticato, raffinato, per far sognare, a chi le osserva, ad un&#8217;Isola fuori dagli schemi precostituiti del main stream&#8230;</strong></p>
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<p>&#8220;La Sardegna nell’immaginario collettivo è spesso citata per il folklore. La maggior parte degli stilisti e dei creativi che si ispirano all’isola parla di questo aspetto. Io sentivo la necessità di trovare qualcosa che mi distinguesse. La mia estetica è un dialogo personale tra me e la mia terra. Non voglio continuare a propagare un’immagine folkloristica dell’isola, che a volte ritengo una scorciatoia narrativa. Il mio approccio si basa piuttosto su una Sardinian consciousness, cioè una coscienza sarda, una consapevolezza profonda, critica e contemporanea della mia identità culturale.&#8221;</p>
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<p><strong>Come catalogheresti &#8211; se questo concetto in parte restrittivo può rientrare nel il tuo percorso artistico &#8211;  le aspirazioni, l&#8217;ideale di arte all&#8217;interno della tua formazione in una prospettiva indirizzata agli anni a venire&#8230; </strong></p>
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<p>&#8220;Prima di essere designer, mi considero un individuo che vuole costruire un proprio linguaggio personale. Tra i miei riferimenti costanti ci sono Costantino Nivola, con la sua ricerca sulla materia e sul segno; l’arte serigrafica (tecnica di stampa artistica su tessuto o carta) di Edina Altara; e la scultura di Francesco Ciusa, capace di trasformare il dolore e la memoria in forma plastica. Il mio lavoro nasce esattamente in questo spazio tra memoria e trasformazione, rigore e appartenenza.&#8221;</p>
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<p><strong>© New Sarde &#8211; Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>BITTI &#8211; Carnevale 2026, sabato 14 febbraio la sfilata per le vie del centro</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/bitti-carnevale-2026-sabato-14-febbraio-la-sfilata-per-le-vie-del-centro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 17:02:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt;</strong> Si svolgerà sabato 14 febbraio la sfilata allegorica che aprirà il <strong>Carnevale bittese 2026.</strong> Promossa dall&#8217;Assessorato comunale al Turismo, guidato da <strong>Christian Farina </strong>(nel riquadro della foto) la manifestazione prenderà il via da Piazza San Giovanni (Pratza &#8216;e Cocconeddu) dove alle ore 14 si raduneranno i partecipanti.</p>
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<p>A una settimana dall&#8217;evento fervono i preparativi per l’allestimento dei carri.</p>
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<p>Il festoso e colorato corteo, aperto dai gruppi formati dai più piccoli, attraverserà le vie del paese per dirigersi verso <strong>Piazza Giorgio Asproni,</strong> dove è previsto l’arrivo e dove i partecipanti daranno vita al carosello finale.</p>
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<p>&#8220;Come è prassi da noi in <strong>Barbagia,</strong> la manifestazione proseguirà anche dopo la sfilata allegorica con balli in maschera, animazione e tanta musica &#8211; ha dichiarato l&#8217;Assessore Christian Farina &#8211; degustando inoltre la cena che verrà offerta a tutto il paese&#8221;.</p>
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<p>In data <strong>17 febbraio 2026</strong>, invece, si festeggerà il <strong>Martedì Grasso. </strong>A partire dalle ore 15 in piazza Asproni, pentolaccia, attività di animazione e “uvusones” per tutti.</p>
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		<title>BITTI &#8211; &#8220;Carnevale parrocchiale dei ragazzi&#8221; all&#8217;Ariston il 15 e 22 febbraio</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/bitti-carnevale-parrocchiale-dei-ragazzi-allariston-il-15-e-22-febbraio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 15:49:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
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					<description><![CDATA[BITTI &#62; Le prove con i provetti musicisti dell&#8217;orchestra, la rinomata &#8220;Probania Band&#8221; (nella foto), i promotori e organizzatori dell&#8217;associazione &#8220;Akimus&#8221;, sono iniziate da pochi giorni, ma dai primi feedback&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt;</strong> Le prove con i provetti musicisti dell&#8217;orchestra, la rinomata <strong>&#8220;Probania Band&#8221; </strong>(nella foto), i promotori e organizzatori dell&#8217;associazione <strong>&#8220;Akimus&#8221;</strong>, sono iniziate da pochi giorni, ma dai primi feedback si capisce subito che anche l&#8217;edizione 2026 del &#8220;Carnevale parrocchiale dei ragazzi&#8221;, (la 58esima) rispetterà tutti i canoni che, dal lontano 1968, ne hanno fatto un irrinunciabile appuntamento del <strong>&#8220;Karrasecare vitzikesu&#8221;.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da oltre mezzo secolo l&#8217;evento carnevalesco, un esilarante <strong><em>&#8220;pastiche&#8221;</em> </strong>tra musica, teatro e puro avanspettacolo, ritorna puntualmente e quest&#8217;anno registra anche un significativo aumento degli iscritti alla gara canora (circa 10 bambini in più rispetto all&#8217;edizione 2025).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È una manifestazione che più nazionalpopolare non si può, una parodia del festival di Sanremo; rimane sempre alto, infatti, l&#8217;indice di gradimento del pubblico, variegatamente composto da bambini, ragazzi e adulti.</p>
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<p>L&#8217;edizione 2026 si svolgerà domenica 15 e domenica 22 febbraio 2026 nel <strong>Cinema-Teatro Ariston</strong>, conservando sempre l&#8217;allestimento originario (guai a cambiarlo) curato dagli effervescenti sodali dell&#8217;associazione socio-culturale &#8220;Akimus&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante i due appuntamenti, patrocinati e sostenuti dall&#8217;amministrazione comunale, si alterneranno cantanti, presentatori, vallette, estemporanei attori teatrali. Obiettivo principale dei promotori rimane sempre quello di proporre un sano momento di condivisione, coinvolgendo dai più piccoli agli anziani, tutti accomunati dal canto, dalla musica, dal teatro e dal semplice e puro divertimento, fondato però su profondi valori sociali.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>NUORO &#8211; &#8220;EMINA&#8221;, L&#8217;OMAGGIO IN MUSICA ALLA DONNA SARDA E AL POETA MONTANARU</title>
		<link>https://www.newsarde.it/musica-e-spettacolo/nuoro-emina-lomaggio-in-musica-alla-donna-sarda-e-al-poeta-montanaru/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jan 2026 15:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[NUORO &#62; Sabato 10 gennaio, alle ore 20.30, il palco del Teatro San Giuseppe-Bocheteatro di Nuoro ospiterà “EMINA”, concerto per quintetto e voce narrante del gruppo &#8220;MOTUS&#8221;. &#160; Un progetto&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NUORO &gt;</strong> Sabato 10 gennaio, alle ore 20.30, il palco del <strong>Teatro San Giuseppe-Bocheteatro</strong> di Nuoro ospiterà <strong>“EMINA”</strong>, concerto per quintetto e voce narrante del<br />
gruppo &#8220;MOTUS&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un progetto ambizioso che trasforma i versi dei grandi poeti sardi in paesaggi sonori, dedicando questa tappa speciale alla celebrazione della donna sarda attraverso l’opera di <strong>Antioco Casula</strong>, universalmente noto come<strong> Montanaru. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“EMINA”</strong> non è solo un concerto, ma un atto d’amore per l’identità isolana e la sua lingua. I <strong>&#8220;MOTUS&#8221;</strong> traducono il linguaggio poetico di <strong>Montanaru</strong> (Desulo, 1878-1957) in composizioni originali, celebrando un autore che fece della lingua sarda una bandiera di libertà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La scelta del poeta desulese porta con sé un forte valore storico. <strong>Montanaru</strong> preferì infatti subire la censura del regime fascista piuttosto che rinunciare all&#8217;idioma natio, ritenuto l’unico strumento capace di raccontare l’anima profonda del suo popolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lo spettacolo ripercorre le figure femminili che popolano l’universo poetico di Casula: dalle fanciulle pure alle madri e spose integerrime, dalle tessitrici instancabili alle figure più ribelli e fiere. Sul palco prenderà vita il ritratto di una donna “forte come un leccio”, una guida sicura capace di illuminare la via come un faro nella notte, raccontata attraverso una fusione raffinata tra musica e parola narrata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;ensemble, noto per la sua capacità di far dialogare tradizione e contemporaneità, vedrà sul palco: • <strong>Annamaria Deiana</strong> (Voce); • <strong>Omar Bandinu</strong> (Piano); • <strong>Sebastiano Dessanay</strong> (Contrabbasso); • <strong>Carlo Sezzi</strong> (Batteria); • <strong>Fabio Coronas</strong> (Chitarra, fiati, percussioni, bandoneon); • <strong>Marco Santolisier</strong> (Voce narrante).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BITTI &#8211; LA &#8220;TOMBOLATA&#8221; DI AKIMUS PORTA I REGALI DELLA BEFANA</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/bitti-la-tombolata-di-akimus-porta-i-regali-della-befana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 09:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[BITTI &#62; La tradizione dell&#8217;Epifania, &#8220;che tutte le feste si porta via&#8221; è rispettata anche quest&#8217;anno nel centro barbaricino con la &#8220;Tombola della Befana&#8221;, in programma stasera, lunedì 5 gennaio&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt;</strong> La tradizione dell&#8217;Epifania, &#8220;che tutte le feste si porta via&#8221; è rispettata anche quest&#8217;anno nel centro barbaricino con la <strong>&#8220;Tombola della Befana&#8221;, </strong>in programma stasera, lunedì 5 gennaio alle 19.30 nei saloni della <strong>casa parrocchiale in Corso Vittorio Veneto.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Saranno i sodali dell&#8217;associazione socio-culturale <strong>&#8220;Akimus&#8221;,</strong> promotori dell&#8217;iniziativa con il patrocinio dell&#8217;amministrazione comunale, a dirigere l&#8217;estrazione dei numeri e, con le la raccolta delle offerte, a offrire gli attesi regali della &#8220;calza&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>&#8220;Tombola della Befana&#8221;</strong> rientra nelle manifestazioni del &#8220;Natale Bittese 2025&#8221;, un ricco calendario di manifestazioni che, grazie alla collaborazione con le varie realtà associative del paese, da metà dicembre ha allietato le festività di fine anno, all&#8217;interno del grande circuito &#8220;Natale nel cuore della Sardegna&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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