<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Newsarde.it &#8211; Il quotidiano online</title>
	<atom:link href="https://www.newsarde.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.newsarde.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 03 Sep 2026 07:35:06 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>
	<item>
		<title>🆕 FINE VITA &#8211; DOPO LA SARDEGNA ANCHE IL VENETO LEGIFERA A FAVORE</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-fine-vita-dopo-la-sardegna-anche-il-veneto-legifera-a-favore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 07:35:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20399</guid>

					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Dopo il sì del Veneto, quarta Regione italiana e prima di centrodestra a legiferare sul suicidio medicalmente assistito, il primo firmatario della legge sarda il Presidente del Gruppo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Dopo il sì del Veneto, quarta Regione italiana e prima di centrodestra a legiferare sul suicidio medicalmente assistito, il primo firmatario della legge sarda il Presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale, <strong>Roberto Deriu</strong>, fa un bilancio a un anno dall’approvazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La Consulta ci ha detto che i tempi certi richiedono una legge nazionale. Formalmente ha ragione. Sostanzialmente ha tolto la garanzia contro il calvario burocratico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2 settembre il Consiglio regionale del Veneto ha approvato, con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, la propria legge sul suicidio medicalmente assistito: quarta Regione italiana dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, e prima amministrata da una maggioranza di centrodestra a dotarsi di una norma sul tema. La Sardegna, su questo fronte, è stata tra le prime regioni a muoversi diventandone capofila.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ripercorriamone brevemente i passaggi: la legge sarda è stata approvata il 18 settembre 2025 ed è entrata in vigore il 25 settembre. Il 20 novembre 2025 il Consiglio dei ministri l’ha impugnata davanti alla Corte Costituzionale e il 24 luglio 2026 la Consulta ha depositato la sentenza n. 148: ha respinto le censure sull’impianto generale della legge, ma ha dichiarato illegittime alcune disposizioni specifiche, tra cui il termine di sette giorni per completare la procedura e l’articolo che affidava alle aziende sanitarie il supporto tecnico e farmacologico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per l’On. Roberto Deriu, presidente del gruppo del Partito Democratico nel Consiglio regionale della Sardegna e primo firmatario della legge sarda, è quindi l’occasione per un bilancio a distanza di quasi un anno dall’approvazione. Con lui abbiamo ripercorso ciò che è cambiato dopo la sentenza della Consulta, il nodo mai risolto della competenza tra Stato e Regioni, e le obiezioni di chi continua a opporsi alla legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di seguito la nostra intervista integrale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prima di rispondere punto per punto, Deriu ci ha voluto fare una premessa: &#8220;agonia&#8221;, che in greco significa lotta. Lotta per la vita? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>No. Lotta contro la morte. Una lotta che non può essere vinta. La nostra medicina non guarisce più, rinvia. Fa convivere il paziente con le sue malattie per un tempo più lungo possibile. Ha rinunciato all&#8217;illusione della guarigione per sposare la causa dell&#8217;allungamento della vita. È così che l&#8217;Europa ha battuto tutti i record. Ed è comprensibile che ci siano medici che oggi vedono il fallimento non nell&#8217;inguaribilità, ma nel fatto che quel percorso termini. Non è impazienza di terminare le cure. È l&#8217;opposto. È deontologia rigorosa, severa, assistita da tecnologie e protocolli sempre più avanzati. Se è un&#8217;ideologia, è l&#8217;ideologia dei medici. Di chi dedica la vita a salvarne altre. E allora la domanda che ho posto ai colleghi resta la stessa: perché sono i medici, le loro organizzazioni, i loro comitati scientifici ed etici, in Sardegna e qui dentro, a chiedere una regola sull&#8217;esito? Perché sanno quando la lotta, giammai priva di speranza fino all&#8217;ultimo, fino all&#8217;estremo, quando perduta irrimediabilmente, raggiunti i limiti provvisori ma reali della nostra scienza, non ha da trasformarsi in orribile, disumana, sacrilega tortura del corpo esausto del malato. Da qui rispondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bene, partiamo con il Veneto. Il Consiglio regionale ha appena approvato la propria legge sul fine vita, prima Regione di centrodestra a farlo. Che effetto le fa, da primo firmatario della legge sarda? E che cosa dice questo sullo stato del dibattito politico attuale sul tema? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi fa l&#8217;effetto di una conferma. E di una commozione civile. Il Veneto è la quarta Regione dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, e la prima amministrata dal centrodestra a dare il via libera. 32 voti favorevoli, 14 contrari, 5 astenuti, dopo una seduta fiume iniziata il primo settembre. Da primo firmatario della legge sarda dico: non è una vittoria di parte. È la dimostrazione che la Grundnorm di cui parlavo in Aula non ha colore. La Corte Costituzionale ha tracciato il limite oltre il quale la lotta contro la morte diventa calvario. Quel limite è la frontiera che l’umanità non può varcare che con la fede. Cosa dice dello stato del dibattito? Che la politica quando guarda i volti, sceglie. Zaia lo ha detto con onestà: non stiamo votando sul fine vita, stiamo facendo un atto di civiltà. Non stiamo introducendo un nuovo diritto, stiamo organizzando procedure nel perimetro della Consulta. Ecco: la coscienza dei consiglieri, anche combattuti tra direttive dall&#8217;alto e coscienza personale, ha prevalso. A Roma si discute di etichette, nei territori si risponde a domande reali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Con la sentenza 148 la Consulta ha respinto l’impugnativa sull’intera legge pur dichiarando comunque illegittimi l’articolo 2 comma 1 sui requisiti di accesso, i termini stringenti tra cui i 7 giorni per l&#8217;autosomministrazione previsti dall’articolo 4 e l’intero articolo 5 sul supporto delle aziende sanitarie.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È successo esattamente ciò che la Corte aveva già scritto per la Toscana nella 204 del 2025. La Corte ha detto: non è illegittima l&#8217;intera legge sarda sul fine vita. Perché la legge asserisce alla tutela della salute, materia concorrente, limitandosi a disciplinare l&#8217;attività delle aziende sanitarie locali. Ma poi ha censurato tre invasioni di competenze statali: Primo, l&#8217;art. 2 comma 1, che ammetteva alle prestazioni le persone in possesso dei requisiti indicati dalla giurisprudenza costituzionale. Per la Corte viola la competenza esclusiva statale in ordinamento civile e penale perché realizza una novazione dei principi ordinamentali, irrigidendoli, definendo nella legge regionale i contorni dell&#8217;esimente all&#8217;art. 580 c.p. . In breve: la Regione non può impossessarsi dei principi della Corte e cristallizzarli. Secondo, l&#8217;art. 4 sui termini stringenti per la verifica dei requisiti da parte della commissione multidisciplinare e del comitato etico territoriale. La Corte vi vede una violazione perché coinvolgono scelte che necessitano uniformità sul territorio nazionale e contrastano con la legge 219 del 2017 che valorizza l&#8217;alleanza terapeutica: va garantita la sollecita presa in carico, ma sempre consentiti tutti gli approfondimenti clinici che la commissione ritenga appropriati. Terzo, e qui dolgono le due amputazioni più concrete: l&#8217;art. 4 comma 10 che imponeva 7 giorni per l&#8217;esecuzione e l&#8217;art. 5, che prevedeva il supporto tecnico e farmacologico e l&#8217;assistenza medica per la preparazione all&#8217;autosomministrazione. Per la Corte la Regione non ha fissato dettagli, si è appropriata dei principi fondamentali, con vulnus alla riserva statale ex art. 117 terzo comma. Ha dichiarato incostituzionale anche il comma 12 che parlava di sospendere l&#8217;erogazione: nel suicidio assistito non<br />
c&#8217;è erogazione da sospendere, come nell&#8217;eutanasia attiva, ma assistenza a chi compie da sé l&#8217;atto finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come si concilia quindi l’idea di un servizio sanitario che resti al fianco della persona fino all’ultimo giorno fornendo garanzie come i tempi certi con le parti della legge che la Consulta ha cancellato? Cosa viene garantito oggi, nella pratica, ad un paziente sardo, in assenza di quei termini e di quel supporto tecnico-farmacologico? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non si concilia. Si zoppica. E lo dico con rispetto per la Consulta. Noi avevamo scritto una legge per dare tempi certi all&#8217;agonia, non per burocratizzarla. Volevamo dire: la sanità sarda, con il suo personale numeroso e capillarmente distribuito, con attrezzature d&#8217;avanguardia, con risorse tanto cospicue da non poter essere nemmeno pienamente sotto controllo contabile di quest&#8217;Assemblea, non si ferma un passo prima della fine. Non lascia il cittadino solo nel momento in cui la lotta è perduta. La Corte ci dice: i tempi certi richiedono uniformità nazionale. Formalmente ha ragione. Sostanzialmente, togliendo i 7 giorni, ha tolto la garanzia contro il calvario burocratico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Allora cosa resta garantito oggi, in pratica, in Sardegna? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Resta l&#8217;impianto. Resta la legittimità di una procedura regionale. Resta la commissione multidisciplinare, il parere del comitato etico, il diritto ad essere curati efficacemente anche con cure palliative efficaci, come ricorda la sentenza stessa. Resta che i requisiti sono quelli viventi della giurisprudenza costituzionale, non irrigiditi in legge regionale, ma da accertare caso per caso. Cosa non è più garantito per legge regionale? Due cose decisive: il termine entro cui avere risposta, e il supporto tecnico-farmacologico delle ASL. Il che significa che diciamo al paziente: hai il diritto, riconosciuto dalla Corte fin dal 2019, ma per il farmaco e per il come, la Regione non può più dirtelo con norma. È demandato alla coscienza del medico, alla prassi, a una delibera di Giunta che non invada i principi statali. È un vuoto che la politica sarda deve colmare con atti attuativi rispettosi della 148, in attesa che Roma faccia il suo dovere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sono passati sette anni dalla sentenza 242 del 2019 (caso Cappato) e il Parlamento non ha ancora legiferato. C’è chi parla apertamente di un &#8220;legislatore riluttante&#8221;, condizionato dal peso dell&#8217;etica cattolica in Parlamento, nonostante sondaggi che indicherebbero una maggioranza favorevole anche tra elettori di centrodestra. Perché, secondo lei, un tema che riguarda diritti fondamentali resta bloccato a Roma mentre le Regioni si muovono una dopo l’altra? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché a Roma vige quella che voi chiamate, con pudore, riluttanza. Io la chiamo omissione colpevole di un dovere giurato. La Corte, rielaborando i principi della Costituzione in armonia con le Carte dei diritti, ha fornito al legislatore la nozione di quel limite, quella Grundnorm. Ha detto: oltre qui, proseguire senza speranza e attraverso insostenibili sofferenze non è più tutela della salute. Il Parlamento non legifera perché confonde ancora la frettolosa teologia &#8211; Dio dà la vita e Dio la toglie &#8211; con la deontologia medica. Teme il peso dell&#8217;etica cattolica tradotta in disciplina di gruppo, teme i sondaggi che pure dicono che una maggioranza, anche di elettori di centrodestra, è favorevole. Le Regioni si muovono perché hanno la competenza concreta. Noi apriamo gli ospedali la mattina. Vediamo l&#8217;agonia. Possiamo trascurare i nostri doveri o adempierli: noi abbiamo scelto di adempierli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>In questo quadro non rischiamo un’Italia a “geometria variabile” sul fine vita, dove il diritto dipende dal luogo di residenza? C’è chi sostiene che questo sia in tensione con il principio per cui i livelli essenziali delle prestazioni sanitarie devono restare uniformi su tutto il territorio nazionale, come ha ribadito anche la Consulta. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, rischiamo la geometria variabile. Ma la causa non sono le leggi regionali. È l&#8217;assenza di quella nazionale. La Corte, sia nella 204 toscana sia nella 148 sarda, ha detto una cosa chiarissima: l&#8217;esercizio della competenza concorrente in tutela della salute non è precluso dal fatto che lo Stato non abbia ancora legiferato, perché i principi fondamentali sono già desumibili dalla legislazione vigente letta alla luce delle sentenze. Noi non creiamo un diritto veneto o sardo a morire. Il diritto è già stato riconosciuto dalla Consulta per tutti gli italiani. Noi organizziamo il servizio che lo rende esigibile, perché altrimenti quel diritto dipende dal CAP, dal tribunale, dal viaggio in Svizzera. È in tensione con i LEA? Al contrario. È proprio perché i livelli essenziali devono restare uniformi che serve una legge nazionale. Le leggi regionali sono un supplizio necessario, non un capriccio federalista. Chiedono, con la loro esistenza, di essere superate da una cornice nazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi si oppone alla legge fa spesso leva sul cosiddetto &#8220;argomento del piano inclinato&#8221;: l&#8217;idea che riconoscere il diritto a morire in casi estremi porti inevitabilmente ad allargarne l&#8217;accesso in modo incontrollato. Al di là delle etichette ideologiche, cosa risponde nel merito? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È l&#8217;argomento di chi non ha argomenti sul caso concreto. Si dice: se riconosci il diritto in casi estremi, poi allargherai in modo incontrollato. È una profezia che si autoalimenta della paura. Nel merito: dove sono i dati? In Toscana, in Sardegna, in Emilia-Romagna le procedure sono rigorosissime. Commissione con palliativista, psichiatra, psicologo, medico legale, anestesista. Parere etico. Verifica di patologia irreversibile, dipendenza da sostegni vitali, sofferenza intollerabile soggettivamente accertata. Alleanza terapeutica ex legge 219. Il piano inclinato non esiste quando c&#8217;è il piano della legge. E la nostra legge aveva messo un parapetto: tempi certi, ma anche approfondimenti doverosi. La Corte, togliendo i termini, ci ha detto: attenzione a non comprimere l&#8217;approfondimento. Ha ragione. Ma questo conferma che il sistema è prudente, non scivoloso. Non è un pendio. È un confine tracciato con il bisturi. E se è un&#8217;ideologia, ripeto, è l&#8217;ideologia di chi ha dedicato la vita a salvare vite e sa quando smettere di torturare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un recente saggio di Fornero, Rimoli e D’Andrea (Diritto di vivere e di morire: una rivoluzione copernicana, Utet) sostiene che il diritto di morire non sia l’opposto del diritto alla vita, ma la sua naturale estensione — una vera “rivoluzione copernicana” nel modo di pensare il rapporto tra i due. È una lettura che condivide, o è una questione di organizzazione dei servizi? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Condivido fino in fondo la lettura filosofica. E aggiungo: è anche questione di organizzazione dei servizi, le due cose non si escludono. La rivoluzione copernicana è spostare il centro: non la vita come mero fatto biologico da prolungare indefinitamente, ma la persona come titolare di dignità che decide sul senso della propria agonia. Il<br />
diritto di morire non è l&#8217;opposto del diritto di vivere. Ne è il compimento, quando vivere è diventato solo sopravvivere a sofferenze che la persona reputa intollerabili. Ma una rivoluzione copernicana senza ingranaggi resta un libro. Noi, legislatori regionali speciali, dobbiamo tradurlo in corsie, in commissioni, in farmaci disponibili, in tempi che non siano una seconda condanna. Ecco perché la nostra legge voleva essere organizzazione: dare alla rivoluzione un ambulatorio, un protocollo, un volto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ci sono iniziative in cantiere, magari insieme ai gruppi PD delle altre Regioni che hanno legiferato, per fare pressione sul Parlamento? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì. Non ci siamo mai fermati. Con i colleghi PD e con le associazioni, a partire dall&#8217;Associazione Luca Coscioni che ha raccolto le 9000 firme in Veneto, stiamo costruendo una conferenza permanente delle Regioni che hanno legiferato. Toscana, Sardegna, Emilia-Romagna e ora Veneto. L&#8217;obiettivo è un documento comune da portare in Parlamento: chiediamo che la legge nazionale recepisca le sentenze 242, 204 e 148, garantisca tempi certi compatibili con l&#8217;alleanza terapeutica e reintroduca, a livello statale, quel supporto tecnico-farmacologico che a noi è stato censurato per competenza. Non è pressione ideologica. È leale collaborazione. Diciamo a Roma: noi abbiamo fatto il lavoro sporco, abbiamo dato una regola all&#8217;agonia con le nostre risorse. Ora tocca a voi renderla uguale da Bolzano a Cagliari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>C’è una storia, un volto, una richiesta arrivata in questi mesi che le ha fatto capire più di ogni sentenza il senso di questa battaglia? Se può raccontarla, anche senza nomi. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sì, una lettera arrivata in Commissione, scritta a mano dalla moglie di un uomo malato. Non chiedeva pietà. Chiedeva coerenza. Scriveva: mio marito ha lottato contro la morte per tre anni, ogni giorno. Ora la lotta è perduta, lo sappiamo tutti, lo sanno i suoi medici che vengono a casa con dedizione. Perché lo Stato mi dice che ha diritto, ma la sua ASL non può aiutarlo? Ho capito in quella lettera più che in ogni sentenza il senso di questa battaglia. Quell&#8217;uomo non voleva morire. Voleva smettere di essere torturato. Voleva che la sua agonia, che era stata lotta vera, non finisse come tortura sacrilega. Ecco perché ho presentato quella legge. Perché un&#8217;organizzazione sanitaria forte di tutto, ma priva di una regola chiara e precisa sull&#8217;esito di tutti i suoi sforzi, sull&#8217;agonia, non è forte. È incompleta e infedele ai suoi compiti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>© New Sarde – Riproduzione riservata</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 AMBIENTE &#8211; &#8220;Posidonia ad un bivio, più tutela nelle spiagge e maggiori risorse ai comuni&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-ambiente-posidonia-ad-un-bivio-piu-tutela-nelle-spiagge-e-maggiori-risorse-ai-comuni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 06:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20392</guid>

					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; “Siamo ormai arrivati ad un bivio. La posidonia spiaggiata nelle coste sarde è una risorsa o un deterrente per il turismo?” &#160; Se lo chiede la consigliera regionale&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> “Siamo ormai arrivati ad un bivio. La posidonia spiaggiata nelle coste sarde è una risorsa o un deterrente per il turismo?”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se lo chiede la consigliera regionale di Fratelli d’italia, <strong>Francesca Masala,</strong> che ha sottoscritto un Ordine del giorno in Consiglio regionale per chiedere alla Regione ulteriori 5 milioni di euro per il 2026 da destinare ai Comuni costieri per la gestione della Posidonia spiaggiata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La Posidonia è una risorsa fondamentale per il nostro mare e protegge le coste dall’erosione. Ma durante la stagione balneare la sua gestione comporta costi importanti per i Comuni, soprattutto per quelli più piccoli &#8211; scrive in un comunicato stampa Masala -. Per questo chiediamo risorse certe e procedure più rapide, premiando le amministrazioni che adottano sistemi sostenibili: recupero della sabbia, separazione di plastiche e rifiuti e riposizionamento della Posidonia quando possibile”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;La posidonia non può essere tolta liberamente dalla spiaggia perché i suoi accumuli formano una barriera naturale che protegge la costa dall’erosione preservando la tutela dell’ecosistema marino e dunale. Chiediamo un modello regionale di gestione capace di coniugare tutela ambientale, fruibilità delle spiagge e valorizzazione turistica dei nostri territori. Infine, proponiamo di modificare la normativa regionale affinché, quando sussistano le condizioni, la Posidonia spiaggiata possa essere utilizzata anche per finalità agricole”, continua l&#8217;esponente meloniana</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Proteggere l’ambiente e sostenere i Comuni non sono obiettivi contrapposti. Occorre trovare un equilibrio che tuteli il nostro patrimonio naturale e, allo stesso tempo, aiuti concretamente chi ogni giorno deve gestirlo” conclude Francesca Masala.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 DERMATITE BOVINA &#8211; Focolaio blocca movimentazione dei capi nella Sardegna sudorientale</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-dermatite-bovina-focolaio-blocca-movimentazione-dei-capi-nella-sardegna-sudorientale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2026 05:48:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Economia Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20389</guid>

					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Nonostante la campagna di vaccinazione contro la Dermatite nodulare contagiosa dei bovini stia procedendo con buoni risultati in gran parte della Sardegna, un pezzo importante del territorio regionale,&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400"><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Nonostante la campagna di vaccinazione contro la Dermatite nodulare contagiosa dei bovini stia procedendo con buoni risultati in gran parte della Sardegna, un pezzo importante del territorio regionale, tra centro e aree sudorientali dell’Isola, continua a pagare il blocco alla movimentazione dei bovini per due focolai: uno ancora classificato attivo a Escalaplano e uno chiuso, ma ancora reggimentato dai dettami di biosicurezza imposti dall’UE, a Samugheo. Mentre nel secondo caso i capi della mandria contagiata sono stati abbattuti, nel primo focolaio l’allevatore ha fatto ricorso contro il depopolamento dei bovini presenti nella sua azienda. Nel merito è atteso il pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale (Tar) che potrebbe già esprimere un primo parere, forse, a inizio autunno. E se il quadro epidemiologico pare ben governato dai servizi veterinari, quello economico e finanziario di centinaia di aziende zootecniche è invece investito da uno stop alla movimentazione e alla vendita dei bovini, che grava ogni settimana di più sui bilanci aziendali e sulla possibilità poi di riuscire a vendere gli animali, qualora i blocchi venissero allentati nel prossimo futuro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400">“I tempi di valutazione e di intervento del Tar sono compatibili con quelli dell’economia agricola di un pezzo importante del comparto zootecnico isolano?”. La domanda arriva dal presidente di <strong>Confagricoltura </strong>Sardegna<strong>, Stefano Taras</strong>, che in queste settimane ha raccolto, insieme ai vertici territoriali dell’organizzazione agricola, le preoccupazioni di tanti allevatori che stanno affrontando un quadro finanziario davvero emergenziale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400">“I nostri associati – ha proseguito Taras – in attesa del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale, che è bene faccia le proprie valutazioni tenendo anche conto di tante famiglie che sono in estrema difficoltà, stanno affrontando da mesi un’impennata dei prezzi di carburanti, mangimi e prodotti agro sanitari, con costi di gestione aziendale sempre più alti che si sommano al mancato reddito atteso dalla vendita dei vitelli destinati, soprattutto, verso i centri di ingrasso della penisola. Tenere infatti gli animali in azienda vuol dire aumentare i costi di mantenimento, tra foraggi e mangimi, e rischiare di avere animali che, raggiunto un certo peso, perdono l’interesse di mercato e si svalutano enormemente”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400">In questa situazione di profonda incertezza “Confagricoltura Sardegna si appella alla sensibilità e all’attenzione del mondo politico e giudiziario, affinché vengano assicurati tempi celeri e risposte certe rispetto a un ricorso che sta tenendo col fiato in sospeso centinaia di allevatori che tra qualche settimana dovranno rimettere in moto i trattori per la lavorazione delle terre in vista della nuova stagione agricola. Una stagione che in tanti dovranno affrontare senza le necessarie risorse finanziarie per assicurare un reddito all’azienda e buone condizioni di mantenimento delle mandrie. E proprio da parte della Regione ci attendiamo un impegno rapido e una vicinanza che tenga conto della straordinaria collaborazione dimostrata dai nostri allevatori nelle azioni di contrasto e contenimento della malattia”, ha concluso Taras.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 BITTI &#8211; AL VIA UN &#8220;AUTUNNO IN BARBAGIA&#8221; DAL SAPORE SQUISITAMENTE ESTIVO</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/%f0%9f%86%95-bitti-al-via-un-autunno-in-barbagia-dal-sapore-squisitamente-estivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20384</guid>

					<description><![CDATA[BITTI &#62; La Sardegna apre la “porta” della 25esima edizione di “Autunno in Barbagia”. Sarà il paese di Bitti a inaugurare il famoso circuito turistico-culturale che unisce il meglio delle&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt;</strong> La Sardegna apre la “porta” della 25esima edizione di “Autunno in Barbagia”. Sarà il paese di Bitti a inaugurare il famoso circuito turistico-culturale che unisce il meglio delle tradizioni, artigianato ed enogastronomia nel cuore dell’Isola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nelle strutture ricettive si registra il tutto esaurito già da diversi giorni e, tranne casi eccezionali, è praticamente impossibile trovare posto per soggiornare nei giorni clou della manifestazione. Anche i siti ufficiali, da Booking a Trivago, non hanno disponibilità per tutta la prima settimana di settembre. Il meteo, dopo la soffocante canicola dei giorni scorsi, prevede giornate ideali per il proseguo delle ferie o per estemporanee gite fuori porta durante il fine settimana, con temperature finalmente rientrate nella norma, ampio soleggiamento e scarsa possibilità di pioggia. Un ottimismo nel comparto dell’industria delle vacanze che trova conforto nei numeri trapelati in questi giorni dagli istituti di rilevazione. Ci aspetta, infatti, un mese di settembre da record, per la prima volta nella storia proteso a superare, con le prenotazioni, le presenze di agosto dopo aver già infranto quelle di giugno e luglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli ingredienti per un’edizione di “Autunno in Barbagia” da record ci sono tutti; si punta a superare il già importante traguardo delle 500 mila presenze delle precedenti. Oltre ad aver contribuito significativamente alla destagionalizzazione dei flussi, da diversi decenni “Autunno in Barbagia” ha il grande merito di aver messo in vetrina le peculiarità dei centri dell’interno della Sardegna. La decisone, anche quest’anno, di confermare Bitti per l’inaugurazione del circuito è dettata dal potenziale che il “Paese dei Tenores” offre ai visitatori, un ventaglio di offerte di ampio respiro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si va dalle eccellenze ambientali come il parco di Tepilora, straordinario polmone verde e certificato dall’Unesco “Area MaB”, Man and Biosphere, perfetto connubio tra uomo e natura. Nell’archeologia Bitti annovera il sito di “Romanzesu”, risalente all’età del bronzo, XIII° secolo avanti Cristo, situato nell’altopiano a pochi minuti dal centro abitato. Anche il sistema museale è di tutto rispetto, con l’agglomerato architettonico che insiste interamente nel cuore del centro storico del paese. Sono presenti il MMT, museo multimediale del canto a tenore, unico format di questo tipo in tutta la Sardegna e quello della civiltà contadina e pastorale. Di assoluto rilievo, inoltre, le numerose chiese presenti nel centro urbano e nell’immediata periferia del paese. Luoghi sacri, questi ultimi, che conservano ancora intatte le antiche tradizioni legate ai riti del mondo delle campagne.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Gli appuntamenti e location da visitare nella due giorni, sabato 5 e domenica 6 settembre, sono tanti, spalmati e diversificati così da essere usufruiti senza dover rinunciare a nessuna delle offerte” &#8211; hanno dichiarato <strong>Christian Farina</strong> e <strong>Mario Sanna</strong>, rispettivamente Assessore del Turismo e Consigliere delegato per le politiche culturali -. Il nostro è un programma che i visitatori potranno consultare nel dettagliato opuscolo che sarà distribuito negli info point, con le precise indicazioni di luoghi di interesse, delle mostre, dei numerosi appuntamenti folcloristici, culturali e di spettacolo. Infine, ma non per ultimo, quello delle cortes e dei punti ristoro, dove degustare le straordinarie eccellenze enogastronomiche del nostro accogliente paese.”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 BOSA &#8211; Nella &#8220;Città dei Colori&#8221; arriva un settembre con un ricco cartellone di eventi</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/%f0%9f%86%95-bosa-nella-citta-dei-colori-arriva-un-settembre-con-un-ricco-cartellone-di-eventi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 10:42:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Musica e Spettacolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20377</guid>

					<description><![CDATA[BOSA &#62; Le note di “Impressioni di settembre”, leggendario brano della Premiata Forneria Marconi, uno dei vertici compositivi del “progressive” italiano, risuoneranno la sera di venerdì 4 a Bosa durante&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BOSA &gt;</strong> Le note di <strong>“Impressioni di settembre”</strong>, leggendario brano della <strong>Premiata Forneria Marconi</strong>, uno dei vertici compositivi del “progressive” italiano, risuoneranno la sera di venerdì 4 a Bosa durante <strong>“50 Anni di Storia del Rock”</strong>, il concerto della band <strong>“I Nottambuli” </strong>(nella foto), inserito nel ricco calendario di eventi culturali e di spettacolo che l’amministrazione comunale ha messo in campo per le ultime settimane di questa lunga estate calda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Considerato il trend positivo delle prenotazioni non è da escludere che la cittadina sulle rive del Temo stabilisca il nuovo record di presenze, con importanti numeri di turisti che, optando per uno dei periodi più belli dell’anno, hanno deciso di trascorrere le vacanze in quello che è unanimemente considerato uno dei borghi più autentici della Sardegna. Sia per trascorrere le ferie prolungate sia per il classico fine settimana fuori porta, attirati proprio da appuntamenti di particolare interesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ne è convinto, oltremodo, l’Assessore comunale del Turismo, Spettacolo, Sport e Politiche giovanili, <strong>Marco Naitana </strong>(nel riquadro della foto) parlando di “Bosa che conferma la sua vocazione di città turistica anche nel mese di settembre, con un programma ricco di appuntamenti che accompagneranno il centro costiero oltre il cuore dell’estate. <strong>Musica, cultura, arte, sport e spettacolo</strong> animeranno il centro storico e <strong>Bosa Marina</strong> con la tradizionale regata e i luoghi più suggestivi del territorio. In quest’ottica un ruolo particolare lo svolgerà la festività di <strong>Regnos Altos</strong>, uno degli appuntamenti più sentiti e identitari della nostra comunità che, attraverso i suoi antichi riti, unisce tradizione, devozione, cultura e momenti di festa, coinvolgendo cittadini e visitatori. È attraverso manifestazioni come questa che Bosa riesce a raccontare la propria identità – ha aggiunto Naitana &#8211; e, allo stesso tempo, a proporsi come destinazione turistica anche a settembre. L’obiettivo è prolungare la stagione -conclude l’assessore -, sostenere le attività locali e continuare a offrire una Bosa viva e attrattiva durante tutto l’anno.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’appuntamento di <strong>venerdì 4 settembre alle 21.30 in piazza IV novembre</strong>, vedrà la band de “<strong>I Nottambuli”</strong> accompagnare il pubblico in un immaginifico viaggio attraverso canzoni entrate a pieno titolo nell’immaginario collettivo, caratterizzando un‘epoca d’oro della musica popolare. Dal blues di <strong>Pino Daniele</strong> al prog della <strong>PFM</strong> e <strong>New Trolls</strong>, dai grandi della canzone d’autore come <strong>Dalla, Battisti, De Andrè</strong>, quella sarda con <strong>Marras</strong> e i <strong>Bertas</strong>. In scaletta anche brani di loro composizione con l’utilizzo delle voci del <strong>“canto a tenore”</strong>, passando per arrangiamenti moderni dei classici dei <strong>Beatles, Pink Floyd, Eagles e Creedence Clearwater Revival</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Non possiamo dimenticarci, inoltre, di omaggiare e ricordare un gigante come <strong>Francesco Guccin</strong>i – dice <strong>Paqujto Farina</strong>, frontman della band di Bitti -. Ad un mese dalla scomparsa la sua visionaria<strong> “Noi non ci saremo”</strong> risuonerà potente nell’etere di questa meravigliosa <strong>“Città dei Colori”.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 CAGLIARI &#8211; Studenti senza casa: pochi posti Ersu e affitti sempre più cari</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-cagliari-studenti-senza-casa-pochi-posti-ersu-e-affitti-sempre-piu-cari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 10:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20373</guid>

					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Per chi si iscrive all&#8217;università a Cagliari, trovare una stanza a un prezzo sostenibile è diventata uno dei primi veri esami dell&#8217;anno accademico. Gli studenti fuori sede sono&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt; </strong>Per chi si iscrive all&#8217;università a Cagliari, trovare una stanza a un prezzo sostenibile è diventata uno dei primi veri esami dell&#8217;anno accademico. Gli studenti fuori sede sono oggi stretti tra un mercato degli affitti privati sempre più caro e un&#8217;offerta pubblica che si è progressivamente ridotta, complice anche la crescita degli affitti brevi turistici, che ha sottratto al mercato residenziale stabile buona parte del patrimonio immobiliare del centro città.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dato più netto riguarda l&#8217;edilizia universitaria pubblica. Nel 2015 l&#8217;ERSU garantiva a Cagliari circa 800 posti letto; oggi effettivi sono 478, a fronte di circa 13.800 studenti fuori sede iscritti nell’ateneo atenei cittadini. A pesare è la chiusura per lavori – integrale o parziale &#8211; di quelle che sono le principali case dello studente &#8211; via Trentino e via Roma &#8211; mentre le residenze di via Biasi e via Businco restano aperte tra ristrutturazioni e chiusure parziali periodiche. La struttura più recente, il Campus di viale La Plaia, ha aggiunto 238 posti letto, ma da sola non basta a colmare il vuoto lasciato dalle altre: il secondo blocco della struttura, necessario a raddoppiarne la capacità, non ha ancora una data di cantiere definita. Positivo però è il passo in avanti che si sta facendo con le case di via Sassari e via Montesanto che evidenziano l’impegno dell’Ente nel breve e nel lungo periodo, che porterà a raggiungere a piena capacità i 1700 posti letto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sul mercato privato, la pressione degli affitti turistici brevi — gestiti soprattutto tramite piattaforme come Airbnb e Booking — ha reso il centro storico di Cagliari progressivamente proibitivo per chi cerca una sistemazione stabile: una stanza singola in zone come Castello, Marina o Stampace può arrivare a 500-600 euro al mese. Chi cerca prezzi più accessibili si sposta verso quartieri come San Benedetto e Is Mirrionis, dove gli affitti restano comunque intorno ai 350-400 euro — quasi il doppio rispetto a pochi anni fa. A Sassari il fenomeno è meno marcato ma segue la stessa direzione: i quartieri più richiesti dagli studenti, come San Giuseppe e il centro storico, sono sempre più cari, mentre altrove i prezzi restano più contenuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il canone assorbe oltre un terzo dello stipendio</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I numeri sul rapporto tra affitti e redditi confermano la gravità del fenomeno. Secondo i dati più recenti, il canone medio a Cagliari è cresciuto del 31% in sei anni, e oggi il suo impatto sullo stipendio medio netto cittadino si attesta al 38,1%: quasi due terzi dello stipendio restano per tutte le altre spese, dalle utenze ai trasporti alla spesa quotidiana. Gli economisti considerano sostenibile un affitto che non superi il 30% del reddito netto: Cagliari, in altre parole, è già ampiamente sopra la soglia di sicurezza. È un tema che riguarda l&#8217;intera economia cittadina, non solo chi cerca casa: quando gran parte dello stipendio finisce nell&#8217;affitto, si riduce a cascata anche la capacità di spesa in consumi locali, dalla ristorazione alla cultura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sul fronte degli aiuti economici per gli studenti, l&#8217;ERSU eroga delle borse di studio molto alte, che nei casi di maggiore bisogno possono sfiorare i 9mila euro, oltre al contributo fitto-casa per chi non rientra nella borsa: la Regione lo ha aggiornato di recente, portando il tetto massimo da 2.500 a 3mila euro annui. Restano però strumenti che intervengono sul reddito degli studenti, non sull&#8217;offerta di alloggi: senza un ampliamento reale dei posti pubblici e un argine alla conversione degli immobili verso gli affitti brevi, il divario tra domanda e offerta difficilmente si ridurrà nel breve periodo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 SPOPOLAMENTO &#8211; Regione: &#8220;Nell&#8217;ultima manovra messe in campo le prime risposte strutturali&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-spopolamento-regione-nellultima-manovra-messe-in-campo-le-prime-risposte-strutturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 09:52:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20369</guid>

					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Finita la pausa estiva il dibattito politico riprende da uno dei temi più gravosi e di maggior interesse: spopolamento e &#8220;inverno demografico&#8221;. &#160; È il Gruppo consiliare del&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Finita la pausa estiva il dibattito politico riprende da uno dei temi più gravosi e di maggior interesse: spopolamento e &#8220;inverno demografico&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È il <strong>Gruppo consiliare del Partito Democratico</strong> ad intervenire, con un comunicato stampa in lettura dei dati relativi alla popolazione dei comuni sardi. Numeri che fotografano un’isola divisa: crescono la Gallura e la cintura di Cagliari, mentre Nuoro, Iglesias e Carbonia hanno perso in tredici anni circa un abitante su dieci e anche i capoluoghi maggiori arretrano. A pagare di più sono i giovani: due terzi dei residenti persi dalla Sardegna in dieci anni hanno meno di venticinque anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Il Gruppo PD in Consiglio regionale ricorda che le prime risposte strutturali sono state approvate con la manovra di agosto e portano la firma del programma «0-24»: la gratuità totale degli asili nido dal 2027/28 (40 milioni), l’abbattimento delle tasse universitarie (39 milioni nel triennio) e oltre 81 milioni per borse di studio e alloggi degli ERSU di Cagliari e Sassari. Un percorso &#8211; ricorda il Capogruppo in Consiglio regionale, <strong>Roberto Deriu</strong> &#8211; di istruzione gratuita dal nido alla laurea, per trattenere i giovani sardi e attrarre chi sceglie l’isola per studiare. Per le zone interne la candidatura di Sos Enattos all’<strong>Einstein Telescope</strong>, con 1,3 miliardi già impegnati da Stato e Regione, il cantiere del laboratorio ET-SUnLab avviato e gli incentivi alle imprese già aperti, è la leva per portare nel Nuorese lavoro qualificato e futuro. Lo spopolamento &#8211; si legge nella nota stampa -si combatte con scelte concrete: un percorso gratuito dal nido alla laurea e investimenti veri nel cuore dell’isola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Con la manovra di agosto le risorse ci sono; ora la priorità è attuarle in fretta &#8211; conclude <strong>Roberto Deriu</strong> -, perché ogni anno perso si misura persone che decidono di vivere fuori dall’Isola e in famiglie che non hanno gli strumenti e le risorse per crescere.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E l’uomo creò l’algoritmo.</title>
		<link>https://www.newsarde.it/cultura-sardegna/e-luomo-creo-lalgoritmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20364</guid>

					<description><![CDATA[Dopo Leone Magno che ferma le invasioni barbariche armato soltanto di parole e autorità morale, dopo Leone III che ridimensiona l’assolutismo dell’Impero Romano favorendo con Carlo Magno la prima forma&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo Leone Magno che ferma le invasioni barbariche armato soltanto di parole e autorità morale, dopo Leone III che ridimensiona l’assolutismo dell’Impero Romano favorendo con Carlo Magno la prima forma storica e culturale di unità europea, dopo Leone XIII che introduce la svolta della Dottrina Sociale durante la Rivoluzione Industriale, ecco Leone XIV che mette l’accento sulla questione profondamente umana dell’Intelligenza Artificiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La tecnologia, infatti, sta correndo più veloce della nostra capacità di comprenderne l&#8217;impatto sulla mente e sulle relazioni umane, sul lavoro e la conoscenza, sull’economia e la democrazia sociale. Da qui la necessità sempre più stringente che lo sviluppo tecnologico rimanga al servizio della persona, e non il contrario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il fine è garantire che vengano rispettati i principi universali di giustizia, equità, responsabilità, consapevolezza, sicurezza e trasparenza, attraverso standard globali da fissare già nella progettazione algoritmica, insieme a quadri normativi, meccanismi di controllo e verifiche periodiche della IA ovunque operi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono concetti che, da maggio a oggi, hanno avuto una notevole accelerazione, come se fosse avvenuta una reazione a catena innescata dall’enciclica papale. Non più un approccio puramente tecnico e giuridico, ma uno fondato sull’etica, l’umanesimo e la centralità della persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cronologia parla da sé. Il 25 maggio 2026 Leone XIV presenta l’enciclica “<em>Magnifica humanitas</em>” in cui il tema dell’Intelligenza Artificiale viene riletto alla luce dei valori umani più profondi. Il documento sottolinea, ad esempio, che “<em>l’uso dell’IA non è mai un fatto puramente tecnico: quando entra in processi che incidono sulla vita delle persone, essa tocca diritti, opportunità, reputazione, libertà</em>” (MH 102).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In quest’ottica “<em>chiedere prudenza, verifiche rigorose, e talvolta anche un rallentamento nell&#8217;adozione dell&#8217;IA non significa essere contro il progresso, ma esercitare una cura responsabile verso la famiglia umana. Questa esigenza è ancora più urgente perché esiste spesso uno squilibrio tra la velocità dello sviluppo tecnologico e il ritmo con cui maturano consapevolezza, norme, controlli e istituzioni capaci di governarne gli effetti</em>&#8221; (MH 106). È evidente che non si tratta di un rifiuto della tecnica, ma di un invito a sincronizzare due velocità che oggi corrono su binari diversi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poche settimane dopo, il 4 giugno, una delle aziende leader del settore, Anthropic, pubblica il manifesto “<em>When AI builds itself</em>” in cui lancia un appello alle altre big tech per una pausa coordinata e verificabile nello sviluppo dell’IA. Il testo è anche una sorta di autodenuncia, perché l’azienda rivela che oltre l’80% della propria Intelligenza Artificiale ha iniziato a scrivere e ottimizzare il proprio codice da sola, mettendo a rischio la necessità del controllo umano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il parallelismo con l’enciclica salta agli occhi, tanto più che il Papa aveva evidenziato la non padronanza di questi sistemi ricordando che “<em>tutti noi, compresi coloro che li progettano, conosciamo poco del loro effettivo funzionamento” [&#8230;] gli sviluppatori non ne progettano direttamente ogni dettaglio, bensì creano un’architettura sulla quale l’IA “cresce”. (…) Si manifesta pertanto l’urgenza di un duplice impegno: da un lato, un approfondimento della ricerca scientifica, dall’altro, un esercizio di discernimento morale e spirituale</em>”. (MH 98)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa posizione trova un’ulteriore sponda il 28-29 luglio, nella lettera “<em>Pacing the Frontier</em>” firmata da oltre 1.200 dipendenti delle principali aziende di IA, i quali chiedono strumenti di verifica che permettano, se necessario, di rallentare l&#8217;automazione della ricerca prima che la competizione commerciale spinga al rilascio di sistemi fuori controllo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 6 luglio, a Ginevra, si aggiunge al coro la voce dell’ONU, che apre il primo “Global Dialogue on AI Governance”, riunendo tutti i 193 Stati membri. Il segretario generale António Guterres pronuncia parole che chiudono idealmente il cerchio: “<em>Più l’IA avanza senza regole condivise, meno voce in capitolo avranno governi e cittadini sul risultato. Il nostro messaggio ai governi è semplice: non aspettate&#8230; la scienza è già qui. Non possiamo più dire che non sapevamo cosa stavamo facendo</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guterres chiede regole vincolanti sui sistemi d&#8217;arma autonomi letali e propone un patto internazionale per la sicurezza dei minori nell’IA. Nasce anche l’ipotesi di un’agenzia internazionale di ispezione algoritmica, sul modello dell’AIEA per il nucleare, pensata per impedire la corsa cieca all’IA, che pare riunire da un lato il sollecito del Papa a normare sul piano globale (MH 71-72), dall&#8217;altro la proposta di Anthropic di un monitoraggio internazionale e verificabile della potenza di calcolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il segretario generale delle Nazioni Unite fornisce anche i dati di un altro problema dell’IA: la concentrazione delle capacità di calcolo nelle mani di un numero ristretto di aziende e Paesi.</p>
<p>In base al rapporto ONU, gli Stati Uniti e la Cina dispongono da soli di circa il 90% di tale capacità (circa tre quarti i primi, intorno al 15% la seconda) e i modelli di IA più avanzati vengono sviluppati da aziende con sede in queste due nazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I Paesi in via di sviluppo, invece, non hanno le competenze, le infrastrutture e i finanziamenti necessari per progettare o verificare i sistemi di IA che utilizzano: un divario che rischia di ampliare ulteriormente le disuguaglianze globali e di creare una forma di sudditanza tecnologica.</p>
<p>Già a maggio Leone XIV aveva insistito sulla necessità che le conoscenze e le tecnologie non siano beni “<em>concentrati nelle mani di pochi, senza adeguate forme di condivisione e di accesso</em>”, alimentando “<em>il divario tra inclusi ed esclusi</em>” dalla rivoluzione digitale (MH 67).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal dialogo di Ginevra emergono dunque orientamenti che riecheggiano le preoccupazioni espresse nell’enciclica papale: “<em>l’IA tende ad accrescere soprattutto il potere di chi dispone già di risorse economiche, competenze e accesso ai dati [&#8230;] piccoli gruppi molto influenti possono orientare informazione e consumi, condizionare processi democratici</em>”, ragione per cui “<em>la proprietà dei dati non può essere affidata solo a privati, ma va regolamentata [&#8230;] nella logica della condivisione</em>.” (MH 108).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Ginevra l’ONU discute anche della necessità di impedire che l’IA riduca la persona a mero dato statistico, orientamento che dialoga nuovamente con la preoccupazione del Papa sul fatto che “<em>la pressione di nuove ideologie e di determinati interessi molto potenti</em>” può ridurre la persona a “<em>risorsa da usare e sfruttare</em>” il cui valore dipende unicamente da “<em>ciò che realizza o produce</em>” (MH 51). È anche, aggiungeva il Papa, “<em>un volto inedito</em>” di “<em>colonialismo ai nostri giorni</em>”, che “<em>si appropria dei dati, trasformando le vite personali in informazioni sfruttabili</em>” (MH 178).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre a ciò, Guterres evidenzia la minaccia che i contenuti generati dall’IA rappresentano per l&#8217;integrità delle informazioni e la fiducia nei fatti.</p>
<p>Allo stesso modo, l’enciclica papale dedica ampio spazio alla verità come bene comune e al corretto utilizzo di “<em>strumenti che potrebbero favorire il confronto e la partecipazione</em>” e invece sono spesso “<em>impiegati per costruire narrazioni distorte e confondere i confini tra vero e falso, mescolando dati e opinioni</em>. <em>La disinformazione non nasce con l’IA, ma trova oggi in essa un moltiplicatore potente</em>” (MH 132). Il Papa sollecita misure concrete quali trasparenza nelle logiche di selezione dei contenuti, tutela dei dati personali, giornalismo serio, un uso “<em>corretto e critico</em>” dell&#8217;IA (MH 136-137). Richieste che risuonano nelle stesse linee guida discusse a Ginevra sulla trasparenza algoritmica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 2 agosto entra in vigore la fase attuativa più stringente dell’EU AI Act, il Regolamento Europeo sull’Intelligenza Artificiale, con l’applicazione di nuove regole in materia di trasparenza (inclusi marcatori leggibili dalle macchine per riconoscere i testi generati da IA), oltre a norme relative alle pratiche vietate e al controllo dei modelli di IA più avanzati che possono comportare rischi sistemici. Per le big tech che trasgrediscono sono previste multe fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato. La responsabilità di far rispettare gli obblighi è condivisa tra l’AI Office centrale, le autorità nazionali competenti e gli stessi Stati membri, supportati da un Gruppo Scientifico formato da esperti indipendenti di Intelligenza Artificiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello che si sta delineando non è più solo un percorso tecnologico, informatico ed economico, ma multidisciplinare: dal diritto alla politica, dalla filosofia all’etica, la ricerca e lo sviluppo si aprono a tutto ciò che può ricondurre l’Intelligenza Artificiale a un cammino profondamente umano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Forse non è un caso che il documento più avanzato sul rapporto tra IA e potere sia stato prodotto da un’istituzione millenaria come la Chiesa: un soggetto capace di guardare oltre il ciclo elettorale, oltre il trimestre finanziario, oltre il singolo Stato nazionale, parlando a miliardi di persone, su tutti i continenti, in tutte le lingue. Era già successo nel 1891 con l’enciclica papale <em>Rerum Novarum</em> sulla rivoluzione industriale. Ma oggi assistiamo a una diffusione ancora più globale di un testo del magistero della Chiesa. Perchè la <em>Magnifica Humanitas</em>, oltre a non esser rimasta confinata agli ambienti religiosi, è diventata oggetto di dibattito pubblico, presenza fissa nella classifica dei libri più venduti dell’estate e stimolo alla riflessione culturale mondiale, intercettando una domanda che riguarda l’intera umanità: quale futuro stiamo costruendo con l’Intelligenza Artificiale?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine: Futuristic Adam, in fonte web: The European files.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 CALANGIANUS &#8211; Rissa nel centro per minori, presentata interrogazione al Ministro dell&#8217;Interno</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-calangianus-rissa-nel-centro-per-minori-presentata-interrogazione-al-ministro-dellinterno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 06:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Olbia Tempio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20358</guid>

					<description><![CDATA[ROMA &#62; “Quanto accaduto nella notte tra l’11 e il 12 agosto presso la struttura per minori stranieri non accompagnati di Calangianus è un fatto grave che non può essere&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA</strong> &gt; “Quanto accaduto nella notte tra l’11 e il 12 agosto presso la struttura per minori stranieri non accompagnati di <strong>Calangianus</strong> è un fatto grave che non può essere ignorato.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A dichiararlo è <strong>Dario Giagoni</strong>, Deputato della Lega, che ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Interno, <strong>Matteo Piantedosi</strong>, per chiedere una verifica urgente sulle condizioni di sicurezza, gestione e vigilanza della struttura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Già nel 2018, dunque otto anni fa, quando denunciai le criticità legate a questa struttura, fui tacciato di razzismo. Non vi era alcuna discriminazione allora e non ve n’è oggi. Ho sempre chiesto, e continuo a chiedere, semplicemente sicurezza, legalità e tutela delle persone. La situazione, ormai, non riguarda soltanto <strong>Calangianus</strong>, ma anche i comuni e le comunità dei territori limitrofi, che possono subire le conseguenze di una situazione che appare sempre più difficile da gestire. La tutela dei minori, degli operatori e dei cittadini deve essere garantita allo stesso modo.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Con l’interrogazione chiedo al <strong>Ministro dell’Interno</strong> di verificare le condizioni della struttura e di assumere, d’intesa con il Prefetto di Sassari e le altre autorità competenti, ogni iniziativa necessaria per garantire ordine e sicurezza pubblica fin da subito, senza attendere il 31 dicembre. Su questa vicenda &#8211; conclude il parlamentare teresino &#8211; continuerò a fare la mia parte, insieme al Governo e alle istituzioni del territorio, perché vengano adottate tutte le misure necessarie. Essere in maggioranza significa anche questo: contribuire concretamente a risolvere i problemi dei cittadini e non voltarsi dall’altra parte.”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>🆕 SP 17 SARULE-BOLOTANA &#8211; &#8220;Polemica inutile e fuori tempo massimo&#8221; &#8211; La Provincia risponde alle accuse di Mario Bussa (Seniores Forza Italia)</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/%f0%9f%86%95-sp-17-sarule-bolotana-polemica-inutile-e-fuori-tempo-massimo-la-provincia-risponde-alle-accuse-di-mario-bussa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 06:10:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=20328</guid>

					<description><![CDATA[NUORO &#62; &#8220;Ad essere sinceri siamo sorpresi da quanto dichiarato da Mario Bussa, in qualità di portavoce dei Seniores di Forza Italia, che nei giorni scorsi, riferendosi alle condizioni in&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NUORO &gt;</strong> &#8220;Ad essere sinceri siamo sorpresi da quanto dichiarato da <strong>Mario Bussa</strong>, in qualità di portavoce dei <strong>Seniores di Forza Italia,</strong> che nei giorni scorsi, riferendosi alle condizioni in cui versa il tratto stradale che collega <strong>Sarule </strong>a <strong>Bolotana, la SP 17</strong>, ha accusato la Provincia e le istituzioni di abbandono&#8221; &#8211; si legge in una nota stampa diffusa da <strong>Alessandro Porcu</strong> e <strong>Franco Solinas,</strong> rispettivamente responsabili della <strong>Programmazione</strong> e dei <strong>Lavori Pubblici</strong> della <strong>Provincia di Nuoro. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Già nelle scorse settimane, infatti, come amministrazione provinciale abbiamo pubblicamente annunciato di aver aggiudicato i lavori di manutenzione straordinaria della viabilità nei territori del <strong>Marghine</strong> e della <strong>Barbagia &#8211; Mandrolisai</strong>, per un totale dei lavori che supera abbondantemente i <strong>6 milioni </strong>di euro, di cui, per l&#8217;appunto, oltre un milione è stato destinato proprio alla <strong>Sarule-Bolotana &#8211; </strong>sostengono i due esponenti dell&#8217;Ente guidato da<strong> Giuseppe Ciccolini -. </strong> Inoltre, abbiamo già dato indicazioni agli uffici di utilizzare, appena sarà possibile farlo, il ribasso d’asta per potenziare gli interventi proprio su quel tratto stradale, così da realizzare quanti più lavori possibili e mettere in sicurezza l’intera arteria. Per quanto legittime – ha dichiarato <strong>Alessandro Porcu</strong> &#8211; le dichiarazioni di <strong>Mario Bussa</strong>, rilasciate alla stampa casualmente a ridosso del nostro comunicato, sono, a mio avviso, pretestuose e cronologicamente collegate per palesare un interesse, tra l’altro mai mostrato prima. Le considero, pertanto, inutili e fuori tempo massimo.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il vicesindaco di Borore affonda la risposta ricordando la tempistica che ha caratterizzato le criticità della SP 17. “Sono 10 anni, infatti, che le strade del<strong> Marghine</strong> versano in queste condizioni e attendevano gli interventi da noi, oggi, programmati per migliorarne le condizioni di sicurezza e, quindi, di percorribilità. Abbiamo messo le risorse e ne metteremo ancora, a differenza di chi preferisce apparire senza aver mai avuto il coraggio di occuparsene mettendoci la faccia attraverso ruoli di responsabilità. Pertanto respingo energicamente al mittente questo &#8220;attacco&#8221;, che definisco, peraltro, “fuoco amico”, e spero sinceramente che non sia stato sollecitato da chi vuole sollevare critiche senza apparire. Alle parole preferisco i fatti &#8211; conclude <strong>Alessandro Porcu</strong> -; la politica del <strong>Marghine</strong> ha bisogno di concretezza e di risposte verso l&#8217;utenza, non di annunci utili solo per speculazioni politiche ormai obsolete e lontane dai veri interessi e bisogni dei cittadini.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sulla stessa lunghezza d’onda <strong>Franco Solinas, </strong>Consigliere provinciale con delega ai <strong>Lavori Pubblici</strong> nonché sindaco di Galtellì <strong>. </strong>“Sulla SP 17 previsti lavori in zona C, ed ancora sulla SP 21 verso Sedilo, SP 33 Borore–confine Sassari, SP 43 Macomer–Santu Lussurgiu, SP 44 Cantoniera Bara–confine Sassari, la Noragugume–Sedilo e la circonvallazione di Sindia. Interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della zona C per <strong>2 milioni e 200 mila </strong>euro. In questo finanziamento c’è un intervento strategico proprio sulla SP 17, nel tratto extraurbano Sarule–Bolotana–Campeda: gara completata e lavori che partiranno nelle prossime settimane. Il cambio di passo della Provincia, in particolare sulla viabilità, è sotto gli occhi di tutti &#8211; conclude Solinas -. Siamo molto attenti alle esigenze dei territori, conosciamo le principali criticità e per questo acceleriamo gli interventi”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
