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	<title>Newsarde.it &#8211; Il quotidiano online</title>
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		<title>BITTI &#8211; A CHIARA CALVISI il &#8220;Premio tesi di laurea&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/bitti-a-chiara-calvisi-il-premio-tesi-di-laurea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[BITTI &#62; Con la tesi “Territorio e Resilienza: interventi di mitigazione contro il rischio idrogeologico per il caso di Bitti”,  Chiara Calvisi, di Bitti, si è aggiudicata il &#8220;Premio tesi di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt; </strong>Con la tesi “Territorio e Resilienza: interventi di mitigazione contro il rischio idrogeologico per il caso di Bitti”,  <strong>Chiara Calvisi,</strong> di Bitti, si è aggiudicata il &#8220;Premio tesi di laurea&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Laurea magistrale in Progettazione delle Aree verdi e del Paesaggio, conseguita nel 2024 presso il Dipartimento di Architettura e design dell’Università di Genova, <strong>Chiara Calvisi</strong> ha ricevuto il riconoscimento pensato dal Comune di Bitti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;evento è promosso in collaborazione con la Biblioteca Comunale, dove <strong>venerdì 17 aprile alle ore 18</strong> si svolgerà la cerimonia di premiazione e la presentazione pubblica dello studio vincitore del bando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre alla tesista interverranno la sua relatrice universitaria, la prof.ssa <strong>Ilda Vagge,</strong> docente di Botanica e Ecologia presso l&#8217;Università di Genova e Milano, e la prof.ssa <strong>Francesca Mazzino, </strong>già ordinario di Architettura del paesaggio presso Università di Genova, nonché vicepresidente della Società Scientifica Italiana di Architettura del paesaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il bando <strong>“Premio tesi di laurea”, </strong>destinato ai neolaureati che avessero realizzato un elaborato finale dedicato alla storia di Bitti, al suo territorio, ai personaggi e alle tradizioni, dall’anno accademico 2022/23 fino al 30 ottobre 2025, è finanziato dal Dipartimento delle Politiche giovanili e Servizio civile universale, con i fondi del bando Giovani in Biblioteca, attraverso il più ampio progetto “Trese, giovani per la musica, lo studio e la natura”, che il Comune e la Biblioteca hanno curato in fase di progettazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partners del progetto, Scuola civica di Musica Mea, Parco Tepilora Bitti e Ceas Bitti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>DERMATITE BOVINA &#8211; Confagricoltura: &#8220;Forte preoccupazione per nuovo focolaio a Muravera&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/dermatite-bovina-confagricoltura-forte-preoccupazione-per-nuovo-focolaio-a-muravera/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 08:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Economia Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Prime reazioni alla notizia di nuovi casi di dermatite bovina in Sardegna, a distanza di un anno dai primi casi che avevano creato non pochi problemi al comparto.&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Prime reazioni alla notizia di nuovi casi di dermatite bovina in Sardegna, a distanza di un anno dai primi casi che avevano creato non pochi problemi al comparto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Esprimiamo forte preoccupazione per l’individuazione di un nuovo focolaio di dermatite nodulare contagiosa all’interno di un’azienda di bovini in territorio di Muravera&#8221; &#8211; si legge in un comunicato stampa diffuso da <strong>Confagricoltura .</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Confidiamo in un intervento proficuo della Regione e dei suoi Servizi veterinari, affinché siano assicurate tutte le misure di biosicurezza necessarie per evitare, ai nostri allevatori, di dover rivivere le condizioni di estrema emergenza affrontate dal giugno 2025 fino a pochi mesi fa”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A dichiararlo,<strong> Stefano Taras</strong>, presidente di Confagricoltura Sardegna.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BUDDUSO&#8217; &#8211; Nasce &#8220;Bene Comune&#8221;, lista civica per il cambiamento</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/budduso-nasce-bene-comune-lista-civica-per-il-cambiamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 05:48:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Olbia Tempio]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;BUDDUSO&#8217; ha bisogno di energia, visione e coraggio. Da questa convinzione nasce &#8220;BENE COMUNE – BUDDUSÒ&#8221; la lista civica che si presenta ai cittadini con un obiettivo chiaro: costruire una&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<strong>BUDDUSO&#8217;</strong> ha bisogno di energia, visione e coraggio. Da questa convinzione nasce &#8220;<strong>BENE COMUNE – BUDDUSÒ&#8221;</strong> la lista civica che si presenta ai cittadini con un obiettivo chiaro: costruire una nuova stagione di crescita, fiducia e opportunità per il paese.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così il comunicato stampa diffuso dalla prima lista che ha deciso di presentarsi ai cittadini per amministrare Buddusò nei prossimi 5 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Alla guida della squadra c’è <strong>Giovanni Antonio Satta </strong>(al centro della foto circondato dai candidati consiglieri), amministratore di esperienza e punto di riferimento per tanti cittadini, che ha scelto di rimettersi in gioco insieme a un gruppo compatto, determinato e profondamente legato alla comunità &#8211; si legge nella nota stampa -. Non si tratta di una semplice lista, ma di un vero e proprio patto tra generazioni.</p>
<p>Accanto alla guida sicura di <strong>Giovanni Antonio Satta</strong> si è voluto fortemente costruire una squadra che guardasse al futuro, inserendo numerosi nuovi candidati espressione del mondo del lavoro, dell’associazionismo e dell’impresa. Donne e uomini che hanno scelto di non restare a guardare, ma di mettersi in gioco in prima persona per il bene della comunità. Una scelta chiara, che punta a favorire un ricambio generazionale della classe dirigente politica e a costruire oggi le basi del futuro di Buddusò. Una squadra formata da dodici candidati — sei donne e sei uomini — che rappresentano competenze, energie nuove e un forte senso civico. Donne e uomini che hanno deciso di mettere a disposizione del paese il proprio tempo, la propria esperienza e la propria passione.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre a <strong>Giovanni Antonio Satta</strong> candidato alla carica di sindaco, la lista <strong>BENE COMUNE – BUDDUSÒ</strong> è composta da (in ordine alfabetico): <strong>Giovanni Bacciu, Lorena Bacciu, Samanta Biancu, Gianpaolo Cossu, Sabina Farris, Antonio Ferreri, Francesco Fumu, Salvatore Marrone, Pierpaolo Sanciu, Luisa Sanna, Loredana Satta e Stefania Satta.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Il nostro progetto nasce da un’idea semplice ma ambiziosa &#8211; scrivono -: rimettere al centro la comunità di Buddusò. Una politica fatta di presenza, ascolto e lavoro quotidiano, lontana dalle promesse facili e vicina ai bisogni reali delle persone. Le priorità sono chiare: migliorare il decoro e la sicurezza urbana, valorizzare i terreni e il patrimonio comunale, rafforzare le politiche sociali, sostenere la scuola e l’istruzione, difendere e promuovere la nostra identità culturale, migliorare la viabilità urbana e porre la massima attenzione a quella extraurbana.</p>
<p>In cima alla nostra agenda c&#8217;è l’impegno per creare nuove e concrete opportunità di lavoro, con un&#8217;attenzione particolare ai giovani e alle tante donne della nostra comunità. Siamo convinti che il lavoro sia l&#8217;unico vero antidoto allo spopolamento: vogliamo che nessuno sia più costretto a lasciare Buddusò per mancanza di prospettive. Restare deve diventare una scelta possibile e gratificante. Sarà fondamentale affrontare con determinazione anche le difficoltà economiche che pesano su famiglie e imprese, lavorando affinché il Comune possa contribuire ad alleggerire la pressione fiscale e sostenere concretamente la comunità.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra i temi più importanti elencati nel comunicato stampa di <strong>BENE COMUNE BUDDUSO&#8217;</strong> quello della sanità e della tutela della salute pubblica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;In questa direzione la presenza nella squadra del medico <strong>Salvatore Marrone</strong> rappresenta un segnale chiaro -prosegue il documento-: la salute dei cittadini deve tornare ad essere una priorità. Le sfide che attendono Buddusò sono tante, ma noi siamo pronti ad affrontarle con serietà, competenza e spirito di servizio. Vogliamo costruire una Buddusò più viva, più curata, più dinamica e più attrattiva, capace di offrire servizi efficienti alle famiglie e qualità della vita a tutta la comunità. Il nostro impegno nasce dall’ascolto dei cittadini e continuerà insieme ai cittadini. Perché amministrare significa assumersi responsabilità, ma soprattutto lavorare ogni giorno per il bene comune.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Il futuro di Buddusò si costruisce insieme, e adesso è il momento di farlo&#8221; &#8211; concludono i componenti di <strong>BENE COMUNE.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BITTI &#8211; &#8220;FORESTE APERTE 2026&#8221;, successo della quinta edizione della manifestazione</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/bitti-foreste-aperte-2026-successo-della-quinta-edizione-della-manifestazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Ambiente Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[BITTI &#62; Domenica 12 aprile, si è tenuta a Bitti, nel parco di Tepilora, la seconda tappa della quinta edizione di Foreste aperte. Tra i boschi di Crastazza, località a&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt;</strong> Domenica 12 aprile, si è tenuta a Bitti, nel <strong>parco di Tepilora</strong>, la seconda tappa della quinta edizione di <strong>Foreste aperte</strong>.</p>
<p>Tra i boschi di <strong>Crastazza</strong>, località a monte del parco ambientale, i visitatori hanno potuto prendere parte ad un programma ricco di attività coinvolgenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il mattino è stato dedicato alle escursioni, che hanno permesso ai partecipanti di esplorare diversi punti suggestivi del luogo, il perfetto connubio tra sport ed immersione completa nella natura.</p>
<p>Tra queste, la camminata <strong>“Per affacciarsi sul Parco Tepilora” &#8211; Escursione a Preta ‘e Orteddu</strong> (a cura dell’Associazione Su Golostiu) e l’esperienza <strong>“Belvedere sul Parco – Escursione a Punta Sa Donna”</strong> (organizzata da Claudio Secchi, Sardinia Slow Experience).</p>
<p>La passeggiata libera verso la <strong>Cascata S’Abba ‘e S’Alinu</strong> (a cura della Coop. Istelai) si è protratta fino al pomeriggio, come le escursioni in quad (Sardinia Experience Quad Tour) e in bicicletta (dirette dal B&amp;B Roseddu).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I <strong>laboratori,</strong> durante il pomeriggio, hanno affascinato grandi e piccini con attività esperienziali e scientifiche stimolanti: la <strong>ricerca di funghi buoni e cattivi</strong> (a cura dell’Ispettorato micologico ASL 3 di Nuoro), la <strong>lavorazione della pasta</strong> con degustazione di Casatinas (organizzato dal Pastificio S’Ispica di Maria Chessa) e la <strong>preparazione di pecorino e piritas</strong> (guidate dall’Agriturismo Calavrina).</p>
<p>Molto interessanti la <strong>presentazione dell’abito tradizionale bittese</strong> (a cura dell’Associazione Sa Bitha &#8211; nella foto) e la <strong>lavorazione delle erbe officinali</strong> (diretta da Giovanna Podda).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così, la celebrazione della tradizione bittese è diventata un momento di insegnamento e svago.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I bambini si sono divertiti tra la <strong>caccia al tesoro nella foresta, il battesimo della sella e la ferratura del cavallo</strong> (Associazione Cadderis de Vitzi), il l<strong>aboratorio didattico con gli asinelli e la mini-escursione</strong> (a cura di Alessandro Prina).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il gruppo a Tenore &#8220;Romanzesu di Bitti&#8221; si è occupato dell’intrattenimento musicale, mentre i volontari dei Cadderis de Vitzi hanno organizzato il punto di ristoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il cielo nuvoloso non ha quindi impedito ai visitatori di godere di una giornata all’insegna del divertimento, della socialità e della tradizione, in un contesto naturale protetto e incantevole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo l’apertura a Lodè e la tappa di Bitti, Foreste Aperte 2026 proseguirà il <strong>19 e il 25 aprile a Torpè e Posada</strong>, confermandosi un appuntamento sempre più atteso per la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale del territorio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SANITA&#8217; &#8211; DG Asl e quelli dei Pronto soccorso auditi in Commissione Sesta</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/sanita-dg-asl-e-quelli-dei-pronto-soccorso-auditi-in-commissione-sesta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 14:47:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Perché i pronto soccorso della Sardegna vanno in tilt? Quanta responsabilità è del servizio 118, quanto pesa la disinformazione e quanto incide l’assenza di una rete territoriale della&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Perché i pronto soccorso della Sardegna vanno in tilt? Quanta responsabilità è del servizio 118, quanto pesa la disinformazione e quanto incide l’assenza di una rete territoriale della Sanità? Cosa accadrà nei pronto soccorso dal prossimo giugno, quando scadranno i contratti con le coop dei medici gettonisti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi i principali temi di cui si è si è occupata la commissione Sanità, presieduta da<strong> Carla Fundoni</strong> (Pd), che ha chiamato a riferire i direttori dei pronto soccorso della Sardegna e i direttori generali delle Aziende sanitarie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ne è risultato un quadro complesso, dove affiorano però numeri che aiutano a capire il perché della crisi e consentono di ipotizzare soluzioni operative, come la telemedicina e il convenzionamento dei medici gettonisti, al di là del loro rapporto di lavoro (ormai prossimo alla conclusione) con le coop.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Luca Pilo,</strong> primario a Ozieri, ha parlato per primo toccando il tema della “fuga dalla professione. E in questo i gettonisti sono stati di aiuto perché si è creata una fortissima disparità a favore di colleghi molto meno preparati ma molto più pagati: 33 euro all’ora contro i 100 e passa. E’ stata così mercificata anche la professione più nobile, ormai i pronto soccorso sono un inferno dove otto ore di lavoro diventano dodici più il tempo passato al telefono per calmare il personale, fare i turni e gestire i familiari dei pazienti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per <strong>Giovanni Sechi</strong> (Alghero) “i gettonisti hanno tappato i buchi dei medici che mancano ma il primo problema è la mancanza di posti letto. Io ne ho uno ogni mille abitanti e sono costretto a ricoverare il meno possibile”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Carbonia e Iglesias la primaria <strong>Viviana Lantini</strong> è “costretta a coprire turni con i colleghi di altri reparti se non fosse che molto reparti sono stati chiusi. A Carbonia nel 2025 abbiamo avuto 18500 accessi in pronto soccorso, 11560 a Iglesias: c’è un enorme problema di informazione se la popolazione arriva con l’auto al pronto soccorso”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche a Muravera, riferisce la primaria <strong>Susanna Pedditzi</strong>, “ci sono problemi di personale, sarebbe almeno il caso di dare il rimborso chilometrico ai medici che accettano di venire da Cagliari”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per <strong>Michela Matta</strong> (San Francesco Nuoro) “sarebbe il caso che i gettonisti che in questi tre anni abbiamo formato fossero stabilizzati. In difetto non credo saremo più in grado di coprire i turni, considerando anche le ferie dei nostri medici”. Una situazione analoga a quella segnalata dai medici di San Gavino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Numeri importanti quelli del Santissima Trinità di Cagliari: 33 mila pazienti l’anno, 15 mila arrivano con il 118 “ma non tutti dovrebbero essere inviati”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da Sassari invece, il primario <strong>Paolo Pinna Parpaglia</strong> denuncia “l’afflusso in pronto soccorso a causa delle carenze della medicina del territorio ma anche per maleducazione, egoismo e perché al paziente non costa nulla. Siamo un presidio sociale aperto giorno e notte, la casa di chi è senza dimora, dell’ubriaco, del molesto. E così finisce che il pronto soccorso si paralizza. Ma sia chiaro che se viene giù l’emergenza urgenza viene giù tutta la sanità sarda”. Rimedi: la scuola di specializzazione in emergenza urgenza “anche nella facoltà di Cagliari e incentivi economici per i medici, come in Friuli: altro che sanità stravagante con i gettonisti”. Gli stessi che hanno garantito l’apertura dei pronto soccorso di Olbia e Tempio, come sottolineato dai medici in arrivo dalla Gallura. Gli stessi che hanno garantito l’apertura a Bosa “anche se non sono indipendenti e un medico deve essere sempre presente con loro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un problema logistico è stato segnalato da <strong>Marinella Cocco</strong> (Lanusei): “Abbiamo registrato 18 mila accessi con 53 mila abitanti nel territorio di riferimento. Spesso per ragioni che non conosciamo il 118 non ci concede l’elisoccorso e così siamo costretti a portare in ambulanza a Cagliari o a Sassari pazienti con dissecazioni aortiche”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al termine, il capogruppo di Fratelli d&#8217;Italia, <strong>Paolo Truzzu,</strong> ha detto. “Senza i gettonisti sembra di capire che possano restare aperti soltanto gli hub. Ma se ci mettiamo le ferie e le malattie nemmeno gli hub sono sicuri. Purtroppo è tutto estremamente chiaro”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La commissione ha poi ascoltato i manager, a cominciare da <strong>Aldo Atzori</strong> (Asl Cagliari), che ha letto alcuni numeri: 30 mila accessi l’anno a Cagliari, 8 mila a Muravera e 4 mila a Isili. La maggior parte sono codici bianchi e verdi dovuti alla mancanza di medicina di base e territoriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La manager di Oristano, <strong>Grazia Cattina</strong>, ha parlato della necessitò di “insistere sulla medicina di prossimità e sulla prevenzione” mentre <strong>Paolo Cannas</strong> (Asl Sulcis) ha detto: “Perdiamo due medici al pronto soccorso di Carbonia mentre a Iglesias la mancanza dei gettonisti ci costringerà a convenzionare i pensionati, se disponibili”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dall’azienda Brotzu, con un pronto soccorso che lavora più di tutti gli altri sardi, una fotografia chiara della situazione: “47200 accessi l’anno per gli adulti e 18 mila pediatrici, in arrivo da mezza Sardegna. Il 26 per cento di questi accessi diventa ricovero e genera overbooking anche negli altri reparti di medicina interna e chirurgia d’urgenza”. Per il direttore generale <strong>Maurizio Marcias</strong> “bisogna aprire al più presto gli ospedali di comunità, incrementare la telemedicina soprattutto per i pazienti cronici ed è necessario che Areus effettui uno screening più efficace dei pazienti che ci invia”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una posizione molto simile a quella espressa da <strong>Vincenzo Serra</strong>, a capo dell’Azienda Universitaria di Cagliari. “Registriamo 32 mila accessi tra pronto soccorso generale e ginecologico, il 70 per cento sono codici bianchi o verdi che dimostrano la carenza della Medicina generale e del sistema delle guardie mediche”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la rete delle ambulanze pubbliche, rappresentata da <strong>Angelo Serusi</strong> (manager Areus), “nel 2025 i pronto soccorso sardi hanno registrato 470 mila accessi di cui 133 mila attraverso il 118. Dunque, più di due cittadini su tre vanno con i mezzi propri al pronto soccorso”. Più nel dettaglio Serusi ha spiegato che “14741 accessi sono stati in emergenza e di questi oltre l’ottanta per cento è transitato per il 118 mentre nel 78 per cento dei casi di codici minori (178 mila) i pazienti si sono presentati autonomamente all’ospedale”. E ancora: spesso i codici verdi portati dal 118 in pronto soccorso nascono da codici più rilevanti che i medici del 118 hanno stabilizzato e inviato in ospedale per cautela. Per il direttore generale, comunque, “Areus può migliorare e ridurre ulteriormente gli accessi dei codici verdi anche aumentando la flotta di auto medicalizzate ma la soluzione principale resta la medicina di prossimità”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al termine dell’audizione e dopo le richieste di chiarimento dei commissari, la presidente <strong>Carla Fundoni </strong>(nella foto) ha detto: “Si è trattato di un confronto lungo e necessario, per capire di più sulla situazione dei pronto soccorso e sull’origine delle criticità. I suggerimenti arrivati dai medici e dai manager sono importanti e su questo la commissione si darà certamente da fare”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>©</strong> Foto – Ufficio stampa Consiglio Regionale Sardegna</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SASSARI &#8211; Riabilitazione disabili: &#8220;Con nuova ripartizione fondi in pericolo sopravvivenza struttura Ge.Na.&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/sassari-riabilitazione-disabili-con-nuova-ripartizione-fondi-in-pericolo-sopravvivenza-struttura-ge-na/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:21:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[SASSARI &#62; &#8220;A seguito della nuova ripartizione dei fondi destinati alla riabilitazione dei pazienti disabili, fissata con la delibera di Giunta regionale n. 46/25 del settembre scorso, la sopravvivenza delle&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SASSARI &gt;</strong> &#8220;A seguito della nuova ripartizione dei fondi destinati alla riabilitazione dei pazienti disabili, fissata con la delibera di Giunta regionale n. 46/25 del settembre scorso, la sopravvivenza delle strutture di riabilitazione territoriale è a forte rischio di sopravvivenza. E con loro la tutela di tanti posti di lavoro nel nord Sardegna.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A denunciarlo è la Consigliera regionale <strong>Francesca Masala</strong>, gruppo Fratelli d&#8217;Italia che, con una nota stampa concentra particolare attenzione verso la <strong>GE. NA. &#8211; Gesù Nazareno,</strong> &#8220;storica struttura di sassarese di assistenza, un presidio storico per la disabilità psichica e l&#8217;autismo nel nord Sardegna che rischia &#8211; secondo l&#8217;esponente politico di centrodestra -il collasso finanziario entro due mesi&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un’interrogazione consiliare urgente è stata inviata alla Presidente della Regione, nonché Assessore ad interim della Sanità, <strong>Alessandra Todde</strong>, sottoscritta anche gli altri consiglieri del Gruppo di Fratelli d&#8217;Italia. Punta a ottenere risposte scritte e immediate per scongiurare un danno umano e sociale che i consiglieri di <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> definiscono &#8220;gravissimo per  il già agonizzante sistema sanitario regionale.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Francesca Masala</strong> punta il faro sulle gravi criticità nei tetti di spesa che minacciano la sopravvivenza della struttura sassarese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Al centro della crisi vi è un evidente squilibrio nel sistema di finanziamento che sarà la ragione della chiusura del centro e  comporterà la dimissione di oltre 69 pazienti e un sistema collaudato di servizi giornalieri diurni. E&#8217; una di quelle notizie che lasciano chiunque senza parole -si legge nella nota stampa -, un centro di eccellenza nel campo dei servizi alla persona  e alle famiglie privato delle risorse necessarie al quotidiano funzionamento.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Nel corso dell’audizione del 7 aprile 2026 in Sesta Commissione è emersa una verità che non lascia spazio a interpretazioni: la responsabilità delle criticità nei tetti di spesa e nella sostenibilità del sistema è interamente politica &#8211; scrive Masala -. Il Direttore Generale di ARES Sardegna ha infatti chiarito che la competenza sull’accreditamento e sulla definizione dei tetti di spesa è in capo all’Assessorato regionale<strong>,</strong> confermando che la nuova ripartizione tariffaria ha generato un grave squilibrio economico-finanziario. Non si tratta quindi di un problema tecnico o gestionale, ma della conseguenza diretta di scelte adottate senza adeguata copertura, che oggi rischiano di mettere in ginocchio le strutture accreditate e, con esse, l’intero sistema di assistenza.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;I numeri sono inequivocabili: ARES ha stimato un fabbisogno aggiuntivo tra i 4,5 e i 5 milioni di euro per il solo livello riabilitativo “tre” nel 2026, certificando l’insufficienza delle risorse attualmente previste. Nel frattempo, le stesse strutture sono chiamate a rispettare rigidamente i limiti imposti, con il rischio di dover restituire risorse per prestazioni già erogate, aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il punto è chiaro -prosegue il documento -: senza un intervento immediato della Regione e una scelta politica netta per garantire le necessarie risorse, il sistema non regge. Non è solo una questione di numeri: qui si rischia di mandare a casa 69 pazienti fragili, affidandoli alle famiglie che non hanno gli strumenti per assisterli. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: li ritroveremo davanti ai pronto soccorso, disperati, in cerca di aiuto. Questo non è un risparmio: è scaricare il problema sui più deboli e su un sistema sanitario già in difficoltà. Errori di programmazione non possono tradursi in tagli ai servizi essenziali. La Regione intervenga subito -conclude <strong>Francesca Masala</strong> &#8211; sulla fragilità non si può aspettare.”</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>REGIONE &#8211; Il Consiglio regionale si riunirà mercoledì 15 aprile alle 10,30</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/regione-il-consiglio-regionale-si-riunira-mercoledi-15-aprile-alle-1030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 10:14:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Il Consiglio regionale è convocato per mercoledì 15 aprile 2026, alle ore 10,30. All’ordine del giorno nove mozioni e la richiesta di istituire una Commissione d’inchiesta e di&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Il Consiglio regionale è convocato per mercoledì 15 aprile 2026, alle ore 10,30.</p>
<p>All’ordine del giorno nove mozioni e la richiesta di istituire una Commissione d’inchiesta e di vigilanza sul fenomeno della criminalità organizzata, delle infiltrazioni mafiose e della corruzione in Sardegna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il primo punto all’esame dell’aula è la mozione n. 111 -primo firmatario Paolo Truzzu (FdI) &#8211; sulla presentazione al Consiglio regionale di un piano di intervento dettagliato da parte dell&#8217;Assessore regionale dell&#8217;igiene e sanità e dell&#8217;assistenza sociale finalizzato a garantire la stabilità organizzativa del sistema sanitario, la riorganizzazione della sanità territoriale, del sistema dell&#8217;emergenza-urgenza e dei pronto soccorso e delle liste d&#8217;attesa al fine di migliorare la qualità dei servizi resi ai cittadini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A seguirà l’esame delle seguenti mozioni:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>n. 10 (Truzzu e più) sulla necessità urgente di abbattere l&#8217;addizionale comunale sui diritti d&#8217;imbarco di passeggeri sugli aeromobili al fine di favorire lo sviluppo del trasporto aereo e del turismo in Sardegna;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>n. 73 (Cau e più) sull&#8217;istituzione di un distretto regionale del sughero in Sardegna;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>n. 68 (Casula e più) sulle criticità del sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e sulla necessità di intervento a seguito della riduzione delle risorse a favore degli enti locali che sostengono i costi dell&#8217;accoglienza dei MSNA;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>n. 99 (Fundoni e più) per l&#8217;inserimento della figura del dirigente biologo nutrizionista specialista in scienza dell&#8217;alimentazione nei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) della Sardegna;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>n. 106 (Deriu e più) sul sostegno alla salvaguardia di Radio Radicale e del suo archivio storico quale patrimonio della democrazia e del diritto alla conoscenza;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>n. 93 (Cau e più) sulla modifica strutturale degli interventi di politica locale per l&#8217;occupazione destinati a pulizia, manutenzione e decoro delle strade provinciali, comunali e intercomunali;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>n. 92 (Ticca e più) sull&#8217;attuazione del principio di insularità per le merci e l&#8217;urgenza di misure strutturali di continuità territoriale per il trasporto delle merci da e per la Sardegna;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>n. 109 (Mula e più) in merito alla sospensione del disciplinare dei barracellari e l&#8217;istituzione di un tavolo tecnico per la risoluzione delle problematiche relative all&#8217;istituto delle compagnie barracellari in Sardegna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarà quindi esaminata la richiesta di istituire una Commissione d&#8217;inchiesta e di vigilanza sul fenomeno della criminalità organizzata, delle infiltrazioni mafiose e della corruzione in Sardegna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>©</strong> Foto – Ufficio stampa Consiglio Regionale Sardegna</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>REGIONE &#8211; In Consiglio si discute di &#8220;trasparenza alimentare e tutela del sistema produttivo sardo&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/regione-il-consiglio-si-discute-di-trasparenza-alimentare-e-tutela-del-sistema-produttivo-sardo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 06:29:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[CAGLIARI &#62; Il Consiglio Regionale ha approvato una mozione, primo firmatario il presidente del gruppo PD On. Roberto Deriu, volta a impegnare la Regione in una battaglia fondamentale per la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a"><strong>CAGLIARI &gt;</strong> Il Consiglio Regionale ha approvato una mozione, primo firmatario il presidente del gruppo PD On. <strong>Roberto Deriu</strong>, volta a impegnare la Regione in una battaglia fondamentale per la trasparenza alimentare e la tutela del sistema produttivo.</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">L’obiettivo dell’atto è la revisione della disciplina sull’origine doganale, superando l’attuale criterio della “trasformazione sostanziale” che permette a prodotti realizzati con ingredienti esteri di fregiarsi illegittimamente del marchio nazionale.“</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">&#8220;L’atto contesta la formulazione dell’articolo 60 del Codice Doganale dell’Unione Europea (Regolamento UE n. 952/2013), che giudichiamo inadeguata e insufficiente per il settore agroalimentare &#8211; ha dichiarato <strong>Roberto Deriu</strong> &#8211; . Allo stato attuale, la normativa doganale viene interpretata esclusivamente in chiave fiscale, non garantendo ai consumatori informazioni trasparenti sulla reale provenienza geografica degli alimenti. È un meccanismo che espone il patrimonio agroalimentare sardo ed italiano a pesanti rischi economici e reputazionali, favorendo la commercializzazione di beni che evocano un’origine non veritiera.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">La mozione impegna la Presidente della Regione ad agire su tre fronti:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">&#8211; Sedi Eurounitarie: promuovere presso il Comitato europeo delle Regioni la modifica dell’articolo 60 del Codice Doganale, affinché i prodotti agricoli e alimentari siano esclusi dal criterio dell’ultima trasformazione;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">&#8211; Trasparenza: prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell’origine l’indicazione del luogo di provenienza reale delle materie prime, garantendo una corretta informazione;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">&#8211; Interlocuzione Politica: attivare un confronto diretto con gli europarlamentari della circoscrizione Isole e all’interno della Conferenza Stato-Regioni per costruire un fronte comune a difesa delle produzioni territoriali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">&#8220;Questa mozione nasce per difendere la dignità del nostro lavoro e il diritto dei consumatori alla verità. Vogliamo regole chiare e univoche &#8211; conclude l’On. <strong>Deriu</strong> &#8211; che proteggano le nostre eccellenze dalle speculazioni globali e restituiscano valore al legame indissolubile tra cibo, identità e terra d’origine”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>PER FEDE O PER SPORT (3). Talento o allenamento, grazia o impegno: cosa conta di più?</title>
		<link>https://www.newsarde.it/cultura-sardegna/per-fede-o-per-sport-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:05:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[Per l’Italia sono stati giorni di passione in tutti i sensi. Mentre ai primi di aprile si concludeva per i cristiani l’allenamento della Quaresima in vista della vittoria pasquale, il&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per l’Italia sono stati giorni di passione in tutti i sensi. Mentre ai primi di aprile si concludeva per i cristiani l’allenamento della Quaresima in vista della vittoria pasquale, il calcio italiano subiva con la Bosnia Erzegovina la sconfitta che ha sancito per l’ennesima volta la mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da tempo si parla di crisi del calcio italiano, religione laica con milioni di ferventi adepti. Un declino che avrebbe diverse cause legate tra di loro, sia di natura tecnica che economica e culturale. Tra queste ricorre frequentemente la poca eccellenza dei calciatori italiani, almeno rispetto al passato quando c’erano campioni del calibro di Baggio, Del Piero, Totti, Mancini, Pirlo, Cannavaro, Buffon e altri consegnati agli annali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se la scuola del calcio sembra aver perduto maestri ed allievi insieme, allo stesso modo la palestra ecclesiale sembra non formare più i grandi “atleti di Dio” del passato, quando la veglia pasquale suggellava la conversione del futuro sant’Agostino, o quando dal vivaio di don Bosco uscivano campioni di santità come san Domenico Savio, Santa Maria Domenica Mazzarello, la Beata Laura Vicuña, san Luigi Orione e decine di altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò che accomunava i virtuosi del calcio e i virtuosi della fede era un mix di passione e di volontà, di costanza e di impegno, di disciplina mentale e fisica, di esempi da emulare. Ora queste figure sembrano per lo più scomparse o almeno nascoste. Più lontane, forse meno conosciute, o comunque non visibili nello spazio pubblico. Oggi pare che tra i calciatori italiani non ce ne sia uno che per qualità tecniche e carisma possa essere considerato tra i migliori al mondo nel proprio ruolo. Allo stesso modo sul versante religioso non si vedono grandi testimoni pubblici che, come padre Pio o madre Teresa di Calcutta, incarnavano con semplicità ed efficacia il Vangelo, provando che non era né utopia, né astrazione, e nemmeno una storia bella ma passata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Davanti a questi grandi esempi, da una parte e dall’altra, sorge inevitabilmente la questione della relazione tra talento naturale e allenamento, o tra talento evangelico e pratica religiosa. In altre parole i campioni e i santi sono tali per un dono personale o per la continuità e intensità del loro esercitarsi? Per grazia o per impegno?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Certamente senza esercizio non si va lontano. Non per niente lo sport e la religione “si praticano”. Si dice “praticare lo sport” come si dice “praticare la religione”, tenendo conto che si può fare sport in modo occasionale e leggero, così come la religione può essere praticata in modo non costante e non profondo. Tuttavia, se qualcuno vuole raggiungere i livelli più alti, è necessario che il suo impegno diventi serio, tanto nello sport quanto nella religione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È interessante osservare che il termine stesso “ascesi”, dal greco <em>áskesis</em>, significa proprio “allenamento”, “esercizio”, e in origine era detto “asceta” il soldato che si esercitava nell’uso delle armi, o il lottatore che affinava le sue abilità fisiche. L’<em>áskesis</em> venne poi applicata ai filosofi greci per indicare l’educazione dello spirito che aveva come fine la sapienza e le virtù morali, e solo in seguito l’ascesi fu adottata dalla tradizione cristiana, prendendo il significato di esercitarsi nel bene, governare gli istinti egoistici e vincere le passioni nocive allo scopo di avvicinarsi sempre più a Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Già nel Nuovo Testamento san Paolo descrive la vita cristiana e il suo perfezionamento ricorrendo a metafore ascetiche attinte dall’atletica e dal combattimento (1Cor 9,24-27) e dall’autodisciplina filosofica (il vigilate e siate sobri in 1Tes 5,6 o l’idea di virtù in Fil 4,8), come a ripercorrere il cammino storico-concettuale del termine ascesi. Curioso notare, poi, che l’inventore degli esercizi spirituali, sant’Ignazio di Loyola, era un ex soldato, come a chiudere il cerchio sul primissimo significato militare dell’<em>áskesis</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si può allora definire ascetico l’allenamento quotidiano di Cristiano Ronaldo, che si alza ogni mattina alle 5,30 per meditare e ringraziare silenziosamente, iniziando una serie di sessioni di lavoro fisico che vanno ben oltre le richieste della squadra, come mostra il video “<em>Un giorno nella vita di Cristiano Ronaldo</em>” (2025). Oltre al ferreo esercizio, Ronaldo ha una lista di “dieci cose bandite” che segue rigorosamente: niente alcool, fumo e cibo non sano; mai ore tarde e uscite notturne; vietato saltare l’allenamento (la costanza batte la motivazione), proibito lamentarsi (invece di lagnarti, lavora di più) e non essere insicuro (la fiducia in sé è una forma di responsabilità); non perdere il controllo (della disciplina, della calma, delle emozioni) e non circondarsi di persone negative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, oltre alla pratica costante e continuativa dello sport come della religione, c’è un aspetto tutt’altro che secondario: il fatto di possedere dei doni personali e naturali, o dei carismi per grazia, che possono essere allenabili ma non sostituibili con l’esercizio. Ne sono un esempio la “visione di gioco” del mitico calciatore Leo Messi, o la bradicardia del leggendario ciclista Fausto Coppi, o la calma e l’autocontrollo del grande alpinista Walter Bonatti. Ma anche la “visione interiore” di padre Pio che gli permetteva di conoscere i peccati o le sofferenze delle persone prima ancora che parlassero, o il dono di saper consigliare tipico di don Bosco, o la straordinaria mitezza di san Francesco di Sales che rispondeva con calma e gentilezza ad attacchi o insulti, disorientando i suoi interlocutori che si ritrovavano a lottare contro il vuoto, perdendo la loro aggressività e in alcuni casi giungendo al pentimento e alla stima profonda.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche se un campione come Jannik Sinner ha ripetuto tante volte che il talento non esiste e bisogna guadagnarselo, in realtà sia lo sport che la religione forniscono esempi dell’indissolubile mescolanza dei due aspetti. Se lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento ma ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano, allo stesso modo nel percorso di fede non basta la grazia ma ci vuole una corrispondenza personale a questa grazia, un impegno quotidiano. San Gregorio di Nissa parla di sinergia divino-umana, perché la grazia non costringe alcuna anima e trasforma per divinizzazione soltanto chi lo vuole. In modo analogo san Tommaso d’Aquino diceva che la grazia non si sostituisce alla natura di una persona ma la perfeziona, portandola alla sua massima espressione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi, però, sembra esserci un problema comune tanto al calcio quanto alla religione: la formazione. Da una parte è venuta a mancare nello scenario calcistico italiano l’investimento nei vivai e nei Centri federali e la capillare formazione dal basso degli aspiranti calciatori. L’Italia privilegia i giocatori stranieri, forti fisicamente e meno tecnicamente, e si concentra sui risultati immediati a scapito dello sviluppo dei giovani e della filiera interna. Dall’altra parte emerge l’attuale poca capacità degli oratori e dei seminari di favorire vocazioni forti come un tempo, sia nella vita laica che in quella sacerdotale, e quindi una certa mediocrità cristiana. Eppure l’antropologia dei Padri della Chiesa parla di un essere umano che aspira a superarsi, un essere proteso verso qualcosa più grande di lui, e questa è anche la fondamentale aspirazione nella quale l’umanità esprime ciò che vi è in essa di più profondo: l’immagine di Dio, immagine che è il principio costitutivo dell’essere umano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immagine: Foto di Jessief da Pixabay.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ricerca dei dati supportata da Intelligenza Artificiale.</em></p>
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			</item>
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		<title>SISTEMA AEROPORTUALE &#8211; &#8220;Camera di Commercio Nuoro ha partecipazione ma con incidenza limitata&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/politica/sistema-aeroportuale-camera-di-commercio-nuoro-ha-partecipazione-ma-con-incidenza-limitata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 15:51:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[NUORO &#62; Nel dibattito politico-economico che interessa le dinamiche ed equilibri societari all&#8217;interno delle gestioni aeroportuali della Sardegna, interviene la consigliera comunale di Nuoro, Maura Chessa, del gruppo Misto. &#160;&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NUORO &gt; </strong>Nel dibattito politico-economico che interessa le dinamiche ed equilibri societari all&#8217;interno delle gestioni aeroportuali della Sardegna, interviene la consigliera comunale di Nuoro, <strong>Maura Chessa</strong>, del gruppo Misto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il settore trasporti è determinate nelle strategie di sviluppo e la consigliera di minoranza, con una nota stampa, invita le istituzioni locali e le comunità interessate ad un dibattito pubblico, per un confronto sulle prospettive di ricaduta nel territorio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Negli ultimi anni -scrive<strong> Maura Chessa</strong> &#8211; il sistema aeroportuale della Sardegna è stato interessato da un processo di trasformazione profonda, caratterizzato da una progressiva concentrazione societaria e da una crescente presenza di capitali privati nella gestione di infrastrutture strategiche per lo sviluppo economico e territoriale dell’isola.</p>
<p>In tale contesto, l’aeroporto di Olbia, gestito dalla società GEASAR, ha conosciuto una svolta significativa nel 2020, con il passaggio del controllo al fondo infrastrutturale F2i, che attualmente detiene una quota largamente maggioritaria del capitale sociale.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Le Camere di Commercio, tra cui quella di Nuoro, unitamente alla Regione Sardegna, mantengono una partecipazione minoritaria complessiva, che consente una presenza istituzionale all’interno della compagine societaria, ma con un’incidenza limitata nelle scelte strategiche.</p>
<p>La Camera di Commercio di Nuoro detiene una quota pari a circa l’8,4% del capitale di GEASAR, partecipazione che consente la percezione di dividendi proporzionali agli utili e rappresenta uno degli ultimi strumenti di presenza pubblica del territorio all’interno del sistema aeroportuale del Nord Sardegna. Tale posizione assume particolare rilevanza alla luce delle dinamiche in atto, che vedono un rafforzamento dei soggetti finanziari nella governance delle infrastrutture aeroportuali.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Nel corso del 2023 &#8211; prosegue Chessa &#8211; è stato approvato il progetto di fusione tra la società di gestione dell’aeroporto di Olbia e quella dell’aeroporto di Alghero, con l’obiettivo di realizzare un sistema integrato nel Nord Sardegna, in grado di incrementare i volumi di traffico e di rafforzare la competitività complessiva del territorio. Il piano industriale prevede un significativo incremento del numero di passeggeri, con una proiezione che raggiunge circa 7 milioni entro il 2030, in un contesto in cui il valore complessivo del sistema aeroportuale sardo è stimato superiore agli 840 milioni di euro.</p>
<p>Tale evoluzione si inserisce in un quadro regionale caratterizzato dalla coesistenza di modelli differenti, in quanto l’aeroporto di Cagliari continua a essere gestito secondo una prevalente logica pubblica, con una forte presenza della Camera di Commercio nel capitale sociale, determinando di fatto una distinzione tra un modello a controllo pubblico e uno a prevalente controllo privato.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;In questo scenario, assume carattere centrale la riflessione sul ruolo del Centro Sardegna e, in particolare, della città di Nuoro, che rappresenta un capoluogo di provincia e un punto di riferimento per un’ampia area interna dell’isola. Il rischio concreto è che i processi di concentrazione e di indirizzo strategico orientati prevalentemente verso le aree costiere possano determinare una progressiva marginalizzazione dei territori interni, con ricadute significative in termini di sviluppo economico, attrattività turistica e accessibilità.</p>
<p>È pertanto necessario avviare una riflessione istituzionale approfondita sul posizionamento del Centro Sardegna all’interno delle dinamiche di sviluppo del sistema aeroportuale regionale, valutando gli effetti economici delle operazioni societarie in corso, nonché le prospettive di valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e turistiche del territorio.&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Alla luce di quanto esposto &#8211; conclude <strong>Maura Chessa</strong> &#8211; si ritiene opportuno e necessario invitare formalmente l’Amministrazione comunale di Nuoro a promuovere un incontro pubblico con la Camera di Commercio di Nuoro, con la partecipazione delle istituzioni regionali e dei soggetti gestori aeroportuali, al fine di garantire un momento di confronto trasparente e qualificato sulle prospettive del territorio e sulle strategie di sviluppo che possano assicurare un ruolo attivo e non marginale del Centro Sardegna.</p>
<p>La questione aeroportuale assume pertanto una valenza che trascende il piano strettamente societario, configurandosi come un tema di interesse generale connesso alla programmazione dello sviluppo economico e territoriale dell’isola, che richiede il pieno coinvolgimento delle istituzioni locali e dei rappresentanti delle comunità interessate&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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