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	<title>Esteri &#8211; Newsarde.it &#8211; Il quotidiano online</title>
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	<lastBuildDate>Thu, 15 Jan 2026 17:59:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>REGIONE &#8211; HUSSEIN HAMAYEL, GOVERNATORE DELLA PALESTINA, RICEVUTO IN CONSIGLIO REGIONALE</title>
		<link>https://www.newsarde.it/esteri/regione-hussein-hamayel-governatore-della-palestina-ricevuto-in-consiglio-regionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 17:59:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[“Siete forti, responsabili e lavorate instancabilmente per la pace. La Sardegna e il popolo palestinese sono sempre più uniti, la cooperazione fra i paesi del Mediterraneo deve essere sempre più&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Siete forti, responsabili e lavorate instancabilmente per la pace. La Sardegna e il popolo palestinese sono sempre più uniti, la cooperazione fra i paesi del Mediterraneo deve essere sempre più incrementata anche per creare tutti insieme la più grande opera infrastrutturale: la pace”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con queste parole il Presidente del Consiglio Regionale <strong>Piero Comandini</strong> ha accolto, questa mattina in presidenza, il governatore della Palestina <strong>Hussein Hamayel</strong> in occasione della visita della delegazione del progetto MedRESOURCE, cofinanziato dall’Unione Europea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“La cooperazione tra popoli – ha detto il presidente Comandini – mai, come in questo momento di grandi conflitti. è decisiva. Un dialogo costante, un raffronto sui problemi comuni, la comunicazione continua è necessaria. Parlare, conoscersi, confrontarsi fa crescere e fa sentire meno soli anche coloro che hanno più bisogno di aiuto. La Sardegna è da sempre vicina al popolo palestinese. Oltre ai progetti comuni, alle borse di studio, alle numerosissime iniziative prese – ha ricordato il Presidente – abbiamo voluto il 3 ottobre scorso issare la bandiera della Palestina sulla facciata del Palazzo del Consiglio regionale per lanciare un messaggio di pace, di solidarietà e di vicinanza al vostro popolo”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Progetto MedRESOURCE, che si concluderà nel 2028, affronta tre sfide ambientali critiche nel Mediterraneo: scarsità idrica, degrado del suolo e gestione inadeguata dei fanghi di depurazione. L’iniziativa coinvolge sei organizzazioni in quattro Paesi (Palestina, Italia, Tunisia e Giordania), supportate da partner istituzionali e locali (per l’Italia Enas e CRENoS).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>EINSTEIN TELESCOPE &#8211; SIGLATA A ROMA STORICA INTESA TRA SARDEGNA E SASSONIA</title>
		<link>https://www.newsarde.it/esteri/einstein-telescope-siglata-a-roma-storica-intesa-tra-sardegna-e-sassonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 18:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Economia Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#62; Firmata al ministero per l&#8217;Università e la Ricerca l&#8217;intesa tra lo Stato tedesco della Sassonia e la Regione Sardegna allo scopo di rafforzare la collaborazione sull&#8217;Einstein Telescope, il&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA &gt;</strong> Firmata al ministero per l&#8217;Università e la Ricerca l&#8217;intesa tra lo Stato tedesco della <strong>Sassonia</strong> e la <strong>Regione Sardegna</strong> allo scopo di rafforzare la collaborazione sull&#8217;<strong>Einstein Telescope</strong>, il futuro osservatorio sulle onde gravitazionali che l&#8217;Italia si è candidata a ospitare in Sardegna, nell&#8217;ex miniera di <strong>Sos Enattos</strong>, e che la Sassonia si è candidata a ospitare in Lusazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;accordo è stato firmato dal primo ministro della Sassonia <strong>Michael Kretschmer</strong> e dalla presidente della Regione Sardegna <strong>Alessandra Todde</strong>, alla presenza della ministra <strong>Anna Maria Bernini.</strong></p>
<p>Presenti alla cerimonia anche il premio Nobel per la Fisica, <strong>Giorgio Parisi</strong>, il presidente dell&#8217;Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, <strong>Antonio Zoccoli,</strong> e i fisici <strong>Marica Branchesi</strong> e <strong>Fernando Ferroni.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al centro dell&#8217;intesa la realizzazione dell&#8217;Einstein Telescope secondo una configurazione a &#8220;doppia elle&#8221;, ovvero due infrastrutture gemelle e interconnesse: una a Sos Enattos e l&#8217;altra nella Lusazia.</p>
<p>Si punta così a una cooperazione strutturata tra <strong>Italia e Germania,</strong> resa possibile da condizioni geologiche favorevoli in entrambi i territori e dalla complementarità delle rispettive competenze scientifiche e industriali.</p>
<p>Questo consentirà un progetto più sostenibile e una contestuale riduzione dei rischi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;È il risultato di un lavoro di diplomazia scientifica avviato nei mesi scorsi -è stato sottolineato durante la cerimonia nella Capitale-, volto a trasformare una candidatura territoriale in una proposta europea strutturata, e sostenuto anche da un impegno finanziario pari a quasi un miliardo di euro messo in campo dal ministero a supporto della candidatura italiana, che &#8220;affianca alla dimensione scientifica e tecnologica una visione più ampia di sviluppo industriale e territoriale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La soluzione Sardegna-Sassonia &#8220;consentirebbe infatti alla Germania di investire anche nei Länder orientali, contribuendo a riequilibrare lo sviluppo interno, mentre per l&#8217;Italia rappresenta una scommessa strategica sul Mezzogiorno come hub scientifico europeo di primo piano&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;accordo, infine, rafforza la posizione della candidatura della Sassonia all&#8217;interno del suo Paese. La Germania, infatti, non si è ancora pronunciata sulla scelta di candidare la Lusazia sassone, oppure il sito di Maastricht, sostenuto da Belgio, Paesi Bassi e dallo Stato federale tedesco della Renania Settentrionale-Vestfalia.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BITTI &#8211; &#8220;LA DISTANZA DI UN SOGNO&#8221;, DOCUFILM SUL FENOMENO MIGRATORIO VERSO L&#8217;AUSTRALIA</title>
		<link>https://www.newsarde.it/dai-comuni/bitti-la-distanza-di-un-sogno-docufilm-sul-fenomeno-migratorio-verso-laustralia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 13:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cronaca Nuoro]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[BITTI &#62; Sabato 3 gennaio alle ore 20, al Cinema Ariston di Bitti verrà proiettato il documentario &#8220;La distanza di un sogno&#8220;, diretto da Giovanni Coda, incentrato sull&#8217;emigrazione dei sardi&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>BITTI &gt;</strong> Sabato 3 gennaio alle ore 20, al Cinema Ariston di Bitti verrà proiettato il documentario <strong>&#8220;La distanza di un sogno</strong>&#8220;, diretto da <strong>Giovanni Coda</strong>, incentrato sull&#8217;emigrazione dei sardi in <strong>Australia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;incontro, al quale interverrà anche il regista cagliaritano per dialogare con il pubblico, prevede un collegamento audio/video con i bittesi attualmente residenti nel continente australiano; a <strong>Sydney</strong> e con il <strong>Sardinian Cultural Association</strong> (nella foto) di <strong>Melbourne.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;evento è promosso dall’<strong>Amministrazione comunale di Bitti</strong>, da <strong>Italea-Comune delle Radici,</strong> dal <strong>Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internaziona</strong>le e dal <strong>Ministero della Cultura</strong>, con l’ausilio della <strong>Cooperativa Servizi Socio Culturali “Istelai”</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Anche la comunità di Bitti – ha spiegato l’assessore <strong>Christian Farina</strong> – ha contribuito all’emigrazione sarda in <strong>Australia.</strong> Diversi nostri compaesani, soprattutto alla fine degli anni Sessanta dello scorso secolo e ancora fino a pochi anni fa, hanno deciso di trasferirsi verso le città di <strong>Sydney, Melbourne e Perth</strong>. In quel continente lontano hanno costruito la propria vita senza mai perdere, tuttavia, il contatto con la terra d’origine dove loro e i propri figli e nipoti continuano ancora oggi a far rientro per trovare parenti e amici&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La proiezione de <strong>&#8220;La distanza di un sogno&#8221;</strong> è stata possibile grazie alle disponibilità finanziarie del PNRR, alla voce <strong>“Il turismo delle radici”.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come ha comunicato il Ministro degli Affari Esteri, <strong>Antonio Tajani</strong> al Sindaco <strong>Giuseppe Ciccolini</strong>, “è stata disposta in quanto il <strong>Comune di Bitti</strong> ha impiegato con successo e rendicontato nei tempi previsti il contributo concesso per la realizzazione delle attività culturali in favore degli italo-discendenti nel mondo e attuate nel 2024, “Anno delle radici italiane”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il docufilm di <strong>Giovanni Coda</strong> (durata 50 minuti circa, prodotto da <strong>Movie Factory</strong>, con il supporto della <strong>Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione Film Commission</strong>) esplora il fenomeno migratorio dei nostri corregionali raccontando le loro storie di sacrificio, nostalgia, speranza e il legame con la loro terra d&#8217;origine attraverso testimonianze dirette e ricerche socio-culturali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Presentato in anteprima nazionale nell&#8217;ottobre 2025, “La distanza di un sogno” è un viaggio intenso che unisce memoria e futuro, mostrando come questi emigranti abbiano arricchito i luoghi che li hanno accolti, mantenendo viva la loro identità sarda. L&#8217;emigrazione sarda verso l&#8217;Australia è un fenomeno che si è consolidato soprattutto nel secondo dopoguerra, con comunità che hanno saputo costruirsi una nuova vita, mantenendo al contempo un ponte con la Sardegna. I dati AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all&#8217;Estero) registrano migliaia di sardi residenti in Australia, sebbene molti rimangano in Europa per vicinanza geografica e culturale. Formano una comunità integrata e culturalmente molto attiva, concentrata principalmente a <strong>Melbourne, Sydney e Perth.</strong> Nel tempo hanno saputo creare forti legami attraverso associazioni e circoli, mantenendo quindi vive le tradizioni, lingua e sapori isolani, spesso inserendosi con successo nel tessuto lavorativo locale, dall&#8217;ospitalità alle professioni qualificate, in un contesto di meritocrazia e opportunità.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CRISI GLOBALI: NASCE FORZA UE PER KIEV, KAST VINCE IN CILE E TORNANO TENSIONI NEL PACIFICO</title>
		<link>https://www.newsarde.it/esteri/crisi-globali-nasce-forza-ue-per-kiev-kast-vince-in-cile-e-tornano-tensioni-nel-pacifico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 15:36:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[UCRAINA, NASCE FORZA MULTINAZIONALE EUROPEA IN DIFESA DI KIEV Alcuni funzionari dell’SBU, dunque il centro intelligence ucraino, hanno affermato di aver colpito nei dintorni di Novorossiysk (distretto di Krasnodar prossimo al Mar&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>UCRAINA, NASCE FORZA MULTINAZIONALE EUROPEA IN DIFESA DI KIEV</em></p>
<p><em>Alcuni funzionari dell’SBU, dunque il centro intelligence ucraino, </em><a href="https://edition.cnn.com/2025/12/15/europe/ukraine-underwater-drone-submarine-novorossiysk-russia-intl" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno affermato di aver colpito</em></a><em> nei dintorni di Novorossiysk (distretto di Krasnodar prossimo al Mar Nero) un sottomarino russo grazie a droni subacquei, infliggendo seri danni al nemico e il sottomarino stesso inutilizzabile. Volendo dare dimostrazione di ciò ai media internazionali, il governo ucraino ha pubblicato il video dell’esplosione causata appunto dai droni sopra citati, eppure il Cremlino ha risposto affermando che l’attacco sia stato in realtà un fiasco, non avendo provocato nessun annientamento di navi o sottomarini in quel perimetro del Mar Nero. Stando però a quanto riportato dall’informazione di Kiev, ad essere stato colpito sarebbe un sottomarino genere “Kilo”, categoria che opera in mare per lanciare missili da crociera Kalibr. Ond’evitare ulteriori offensive coordinate tramite i droni da parte degli ucraini, Mosca ha preferito trasferire i battaglioni stanziati presso Sebastopoli a Novorossiysk, il tutto mentre </em><a href="https://apnews.com/article/russia-ukraine-war-berlin-talks-zelenskyy-5b99faff949ee1ba6212433be2d54b88" target="_blank" rel="noopener"><em>si sono chiusi i colloqui sul cessate-il-fuoco</em></a><em>. E per di più, per smuovere lo stallo diplomatico determinato soprattutto dai niet di Zelensky, gli Stati Uniti hanno alzato la voce contro Kiev ricordando che l’offerta di garanzie di sicurezza in cambio del riconoscimento del Donbas quale territorio russo per giungere alla tregua del conflitto non è a tempo indeterminato. Mentre la Casa Bianca pensa ai prossimi incontri che si terranno negli Stati Uniti, in una dichiarazione congiunta i leader dei Paesi europei hanno confermato la creazione di una forza multinazionale comunitaria sostenuta appunto da Washington come garanzia sulla sicurezza dell’Ucraina.</em></p>
<p><em>AMERICA LATINA, FORZE ARMATE USA UCCIDONO OTTO PERSONE PER NARCOTRAFFICO</em></p>
<p><em>Le Forze armate americane </em><a href="https://www.nytimes.com/2025/12/15/us/politics/drug-boat-strikes-pacific.html#:~:text=The%20U.S.%20military%20struck%20three,the%20U.S.%20Southern%20Command%20announced.&amp;text=The%20military%20said%20the%20eight,two%20in%20the%20remaining%20boat" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno colpito tre imbarcazioni</em></a><em> nel Pacifico orientale, in quanto si riteneva fossero vettori del traffico di droga, uccidendo otto persone. Washington si è voluto subito schermare dalle accuse affermando che le sue forze armate sono intervenute per colpire target legati a organizzazioni terroristiche, dato che imbarcazioni colpito operavano lungo le rotte marittime legate al narcotraffico. L’amministrazione americana attuale si conferma pertanto particolarmente violenta, dal momento che con gli otto morti prima ricordati le uccisioni legate al traffico di droga in America latina per opera degli Stati Uniti salgono a 95, da settembre a oggi.</em></p>
<p><em>MAR CINESE, ANCORA TENSIONI PECHINO-MANILA</em></p>
<p><em>Le tensioni tra Cina e Filippine sono tornate in questi giorni al centro degli accadimenti intorno al Pacifico, dal momento che si è registrato un pesante scontro tra navi cinesi e filippine nei dintorni della delicata, essendo contesa, Secca di Sabina nel Mar Cinese Meridionale, arcipelago delle isole Spratly. Secondo quanto riportato da Manila, la Guardia costiera cinese (Gcc) avrebbe attaccato alcuni pescherecci filippini con cannoni ad acqua e tagliato le cime d’ancoraggio, ferendo nello scontro tre pescatori e mettendo fuori uso due imbarcazioni. Stando però alle dichiarazioni cinesi, Pechino si difende dalle accuse replicando che le navi filippine fossero lì come atto di provocazione verso la Repubblica Popolare, pur sapendo della situazione di contesa in cui si trovano le piccole isole di quell’arcipelago e minacciando i marinai cinesi stanziati in quella secca, lasciando intendere una necessità di risposta, sia pure a detta di Pechino proporzionata, da parte della Gcc, cosí da tutelare i diritti marittimi cinesi. Non si è fatta attendere la dichiarazione a tal proposito da parte americana, confermando il suo sostegno a Manila e denunciando l’azione di Pechino eccessiva e pericolosa.</em></p>
<p><em>CILE, ANTONIO KAST ELETTO NUOVO PRESIDENTE</em></p>
<p><em> </em><em>In Cile José Antonio Kast </em><a href="https://www.theguardian.com/world/2025/dec/15/jose-antonio-kast-wins-election-chile-president" target="_blank" rel="noopener"><em>ha vinto il ballottaggio</em></a><em> con circa il 58% dei voti, superando la candidata della sinistra Jeannette Jara, diventando quindi lui il nuovo presidente. Cattolico convinto e conservatore, aspetto sempre messo in luce dalle sue idee antiaborto e contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso, ha portato avanti il suo programma elettorale vertendo sulle questioni legate a ordine pubblico e immigrazione illegale, specialmente in un Paese quale il Cile, dove queste due tematiche sono state spesso legate al tema della violenza nelle strade e soprattutto tra bande criminali, capaci di sfruttare le difficoltà di intervento del governo e presenti in modo particolare nel confine con Perù e Bolivia, che non a caso Kast ha promesso di chiudere definitivamente e a cui lega il problema dell’immigrazione irregolare, per cui la maggior parte dei migranti giunti in Cile, circa 700mila negli ultimi anni, sarebbero venezuelani.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>CRISI GLOBALI: DAL CESSATE IL FUOCO IN UCRAINA E SUDAN ALLE TENSIONI SU TAIWAN E VENEZUELA</title>
		<link>https://www.newsarde.it/esteri/crisi-globali-dal-cessate-il-fuoco-in-ucraina-e-sudan-alle-tensioni-su-taiwan-e-venezuela/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 11:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[GUERRA UCRAINA, PRIMI INCONTRI PER CESSATE IL FUOCO Il segretario americano Dan Driscoll ha avuto un incontro riservato con alcuni esponenti del Cremlino presso Abu Dhabi per comprendere quanto sia fattibile&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>GUERRA UCRAINA, PRIMI INCONTRI PER CESSATE IL FUOCO</em></p>
<p><em>Il segretario americano Dan Driscoll </em><a href="https://www.reuters.com/world/europe/us-holds-secret-russia-ukraine-peace-talks-abu-dhabi-ft-reports-2025-11-25/" target="_blank" rel="noopener"><em>ha avuto un incontro riservato</em></a><em> con alcuni esponenti del Cremlino presso Abu Dhabi per comprendere quanto sia fattibile al momento il congelamento del conflitto in Ucraina. Non solo, nel mentre in cui si teneva tale riunione negli Emirati Arabi Uniti, prendeva piede anche la diplomazia a Washington: americani e ucraini infatti starebbero ragionando su un piano composto in diciannove punti, dunque non più ventinove come si credeva inizialmente dopo i primi tentativi dell’inviato a Mosca Witkoff. Stando peró alle prime rivelazioni, gli aspetti più spinosi verranno discussi dai leader di Russia e Ucraina, e per tanto il viceministro degli Esteri ucraino Sergiy Kyslytsya non ha esitato a definire queste prime trattative con gli americani “intensi” e “produttivi”, ricordando che la bozza presentata suo tempo dallo stesso Witkoff è stata &#8220;completamente rivista&#8221;. Proprio però in questi ultimi giorni i militari russi </em><a href="https://kyivindependent.com/explosions-heard-in-kyiv-as-russia-launches-ballistic-missiles-drones-toward-ukraine/" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno lanciato un massiccio attacco</em></a><em>  servendosi di munizioni circuitanti e missili balistici intorno a Kiev e altri distretti del Paese, colpendo infrastrutture energetiche e aree residenziali. </em></p>
<p><em>XI-TRUMP, TELEFONATA PER DISCUTERE DI TAIWAN E UCRAINA</em></p>
<p><em>Il presidente cinese Xi Jinping </em><a href="https://www.wsj.com/world/china/chinas-xi-calls-trump-in-unusual-move-to-discuss-ukraine-taiwan-add503b3?st=cxrb9k&amp;utm_source=semafor" target="_blank" rel="noopener"><em>ha telefonato</em></a><em> al presidente americano Donald Trump. Al centro della telefonata i due hanno affrontato il tema spinoso intorno a Taiwan, specialmente ora vista l’animosità del momento ma soprattutto i pessimi rapporti tra Pechino e Tokyo. Ricordiamo infatti che la dirigenza mandarina non ha niente affatto gradito le ultime affermazioni da parte del Giappone, dove la neoeletta premier Sanae Takaichi ha ricordato che qualora Pechino intervenisse militarmente per conquistare Taiwan, Tokyo non esiterebbe a rispondere con le armi. Per questo, e anche per calmare gli animi, il leader cinese ha sottolineato allo stesso Trump che il controllo di Pechino su quest’isola è questione centrale, sia per la Cina che per la stabilità dell’ordine globale dal secondo dopoguerra. Nonostante ciò, pare che il presidente americano abbia voluto concludere la telefonata sull’andamento del conflitto ucraino, chiaramente prioritario per Washington.</em></p>
<p><em>VENEZUELA, SCONTRO APERTO CON WASHINGTON</em></p>
<p><em>Gli apparati di sicurezza americani </em><a href="https://www.wsj.com/world/china/chinas-xi-calls-trump-in-unusual-move-to-discuss-ukraine-taiwan-add503b3?st=cxrb9k&amp;utm_source=semafor" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno ufficialmente classificato</em></a><em> il presidente del Venezuela Nicolás Maduro e i membri del suo entourage governativo quali sostenitori del Cártel de los Soles (cartello dei soli), un&#8217;organizzazione terroristica internazionale che opera nel traffico di droga. Secondo Washington infatti Maduro sarebbe uno dei principali collaboratori di tale organizzazione, ragion per cui ci potrebbero essere serie infiltrazioni all’interno del governo venezuelano, prova che si tratta di una entità che opera quale struttura criminale capace di influenzare le istituzioni del paese latino-americano fino anche nei gangli delle sue forze armate. L’aspetto politico e propagandistico non è certo sfuggito all’attenzione mediatica: in tal modo infatti il governo americano, additando Maduro quale potenziale terrorista, può minacciarlo tramite diversi strumenti, non ultimo l’intervento militare mirato, come già paventato proprio dal presidente Trump. La risposta di Caracas non si è fatta attendere, derubricando la questione definendo la possibilità della risposta militare da parte statunitense una “ridicola invenzione”, un semplice pretesto quindi per distruggere la sovranità venezuelana attraverso il cambio di regime.</em></p>
<p><em>AFGHANISTAN, PAKISTAN RISPONDE AD ATTENTATO KAMIKAZE DI PESHAWAR</em></p>
<p><em>I militari del Pakistan </em><a href="https://www.aljazeera.com/news/2025/11/25/taliban-says-pakistan-bombed-afghanistan-killing-nine-children-and-a-woman" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno bombardato</em></a><em> Gurbuz, distretto situato in Afghanistan, precisamente nella provincia di Khowst, a seguito del quale si contano nove bambini deceduti e una donna. L’attacco è poi continuato con altri raid che hanno colpito le regioni di Kunar e Paktika, provocando quattro feriti nella popolazione che abita quel territorio. Perché tale iniziativa militare? L&#8217;offensiva aerea da parte di Islamabad è la risposta all&#8217;attentato kamikaze contro il quartier generale della polizia paramilitare pakistana a Peshawar da parte di Jamaat ul-Ahrar, gruppo paramilitare talebano notoriamente finanziato e armato da Kabul.</em></p>
<p><em>SUDAN, HEMETTI ACCETTA CESSATE IL FUOCO</em></p>
<p><em>Le Forze di supporto rapido (Rsf) comandate dal celebre maresciallo Mohamed Hamdan Dagalo (da &#8220;Hemetti&#8221;) hanno accettato una </em><a href="https://www.aa.com.tr/en/africa/sudan-s-rsf-declares-unilateral-3-month-humanitarian-truce/3753004" target="_blank" rel="noopener"><em>tregua umanitaria unilaterale</em></a><em> della durata di novanta giorni, in accotdo con l&#8217;esercito regolare sudanese capeggiato dal presidente ad interim Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan. Lo stesso RSF ha ribadito di aver accettato di porre in essere la tregua per via soprattutto delle continue richieste e pressioni internazionali da parte di Stati Uniti, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Unione Africana. Il maresciallo Hemetti ha promesso, stando alle dichiarazioni svolte da lui stesso tramite un video messaggio, che si lascerà campo libero ai soggetti operanti nei soccorsi umanitari, tutelando questi cosí come le strutture ospedaliere e di emergenza sul territorio pronte ad intervenire, coinvolgendo altri attori, anche internazionali.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ACCADDE OGGI &#8211; PIETROGRADO, 7 NOVEMBRE 1917, ASSALTO AL &#8220;PALAZZO D&#8217;INVERNO&#8221;</title>
		<link>https://www.newsarde.it/esteri/accadde-oggi-pietrogrado-7-novembre-1917-assalto-al-palazzo-dinverno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 08:28:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[L’insurrezione armata avviene tra la sera del 24 e la notte del 25 ottobre 1917 secondo il calendario Giuliano russo (il 7 novembre secondo il calendario Gregoriano). Le Guardie Rosse&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="paywall term-paragraph21 Term_elTermParagraph__IkyhC MuiBox-root css-0">
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">L’insurrezione armata avviene tra <strong>la sera del 24 e la notte del 25 ottobre 1917</strong> secondo il calendario Giuliano russo (il <strong>7 novembre</strong> secondo il calendario Gregoriano).</p>
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">Le Guardie Rosse e alcune unità militari in poche ore si assicurano tutti i punti strategici della capitale, <strong>Pietroburgo</strong>, e accerchiano il <strong>Palazzo d’Inverno</strong>, sede del governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">La mattina del 25 ottobre vien diffusa la dichiarazione, redatta da <strong>Lenin</strong>, dell&#8217;avvenuta destituzione del governo e il passaggio del potere nelle mani del <strong>PVRK-C</strong><span class="T286Pc" data-sfc-cp="" data-processed="true"><strong>omitato rivoluzionario militare di Pietrogrado</strong>, </span>sancendo di fatto la rottura con le altre forze rivoluzionarie presenti nel Soviet.</p>
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">Nel pomeriggio, di fronte al Soviet di Pietrogrado, <strong>Lenin</strong> dichiara la &#8220;vittoria della rivoluzione&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">L’ultimo atto dell’insurrezione è la presa del Palazzo d’Inverno, dopo che l’<strong>incrociatore Aurora</strong> aveva sparato a vuoto alcune salve verso l’edificio governativo.</p>
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">Dopo un breve combattimento tra gli insorti e membri dell&#8217;esecutivo rifugiatisi all&#8217;interno dell&#8217;edificio, questi ultimi sono tratti in arresto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">Nelle ore immediatamente successive il Congresso dei soviet ratifica due decreti, redatti sempre da Lenin: il primo invoca una “giusta pace democratica” senza “annessioni e indennità” e il successivo quello &#8220;sulla terra&#8221;, che legittima l’operato dei comitati agrari sull’appropriazione delle terre appartenente ai grandi latifondisti.</p>
</div>
<div class="paywall term-paragraph22 Term_elTermParagraph__IkyhC MuiBox-root css-0">
<p>&nbsp;</p>
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">Il nuovo governo, costituito il giorno successivo, <strong>26 ottobre,</strong> presieduto da <strong>Lenin</strong> e denominato il <strong>Consiglio dei Commissari del Popolo,</strong> avrà un organigramma formato esclusivamente da dirigenti bolscevichi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MuiTypography-root MuiTypography-bodyL css-15rd8fe">Contestualmente il PVRK adotta alcune misure d&#8217;autorità, quali la chiusura di sette giornali e assume il controllo delle stazioni radiofoniche e del telegrafo.</p>
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		<title>SCALATORI MORTI IN NEPAL &#8211; TRA LE VITTIME PAOLO COCCO, ORIGINARIO DELLA SARDEGNA</title>
		<link>https://www.newsarde.it/cronaca/scalatori-morti-in-nepal-tra-le-vittime-paolo-cocco-originario-della-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paqujto Farina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2025 16:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=18565</guid>

					<description><![CDATA[NEPAL &#62; Tra le vittime degli scalatori travolti da una valanga nel massiccio del Dolma Khang, in Nepal, c&#8217;è anche Paolo Cocco, di origini sarde da parte di madre. &#160;&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>NEPAL &gt;</strong> Tra le vittime degli scalatori travolti da una valanga nel massiccio del <strong>Dolma Khang,</strong> in <strong>Nepal</strong>, c&#8217;è anche <strong>Paolo Cocco</strong>, di origini sarde da parte di madre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nato dal matrimonio tra <strong>Domenico Cocco</strong>, abruzzese, e <strong>Lussuria Fadda</strong> di <strong>Oliena</strong>, si era unito alla cordata di alpinisti per scalare il <strong>Dolma Khang</strong>, una delle vette dell&#8217;<strong>Himalaya</strong> quando una valanga ha travolto l&#8217;intero gruppo. Nove sinora le vittime accertate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cordata stava tentando di raggiungere la cima di <strong>6.300 metri</strong> del <strong>Dolma Khang</strong>, vetta mai raggiunta da un italiano, quando il maltempo e una sopraggiunta valanga hanno travolto il campo. Cocco è stato ritrovato cadavere dopo ore di ricerche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di professione fotografo, <strong>Paolo Cocco</strong>, già vicesindaco di <strong>Fara San Martino</strong>, in provincia di<strong> Chieti,</strong> da alcuni anni si era trasferito in <strong>Austria</strong> dove lavorava come grafico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Era partito il 24 ottobre e doveva rientrare il 20 novembre. Secondo le prime informazioni, è stato travolto dalla valanga quando si trovava a soli 50 metri dalla vetta del <strong>Dolma Khang,</strong> una delle montagne più affascinanti e remote dell&#8217;<strong>Himalaya.</strong></p>
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		<title>Donbas: Mosca intensifica l&#8217;offensiva. Parigi, prima vittoria RN. Trump-Xi verso l&#8217;intesa</title>
		<link>https://www.newsarde.it/esteri/donbas-mosca-intensifica-loffensiva-parigi-prima-vittoria-rn-trump-xi-verso-lintesa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 10:13:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=18553</guid>

					<description><![CDATA[UCRAINA, DONBAS: RUSSI ANCORA IN AVANZATA L’esercito della Federazione Russa ha in questi giorni intensificato le sue offensive intorno al Donbas, per respingere i tentativi di avanzata degli ucraini e&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>UCRAINA, DONBAS: RUSSI ANCORA IN AVANZATA</em></p>
<p><em>L’esercito della Federazione Russa ha in questi giorni intensificato le sue offensive intorno al Donbas, per respingere i tentativi di avanzata degli ucraini e costringerli alla resa. Le forze armate di Mosca attaccano in modo particolare la città di Pokrovs&#8217;k nell&#8217;</em><em>oblast&#8217;</em><em> di Donec&#8217;k (centro urbano ormai ridotto a meno di 60 mila abitanti), anche per fiaccare il morale dell’esercito ucraino, certamente scoraggiato dal conflitto ed esausto, ma comunque reggendo. Soprattutto il governo di Kiev pare demoralizzato dalla patente </em><a href="https://www.limesonline.com/rivista/le-necessita-dell-ucraina-15323725/" target="_blank" rel="noopener"><em>apatia o distacco degli Stati Uniti</em></a><em>, ormai inclini a fare pressioni diplomatiche che costringano Zelensky ad accettare la resa e trovare un compromesso con Mosca, sempre più contrari a continuare con il supporto militare e finanziario per la causa ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky e la premier Julija Svyrydenko non sono ancora intenzionati a cedere riguardo le concessioni territoriali, formali o sostanziali che siano, certi che in tal caso i caduti tra le fila dell’esercito di Kiev saranno inutili, tanto a Pokrovs&#8217;k quanto Myrnohrad: i soldati ucraini infatti da un lato cercano di resistere e dall’altro favoriscono la fuoriuscita degli altri commilitoni prima e nel mentre che i militari russi occupano interi distretti. Proprio in queste ore le forze russe hanno occupato il ventitreesimo villaggio nella regione di Dnipropetrovs&#8217;k e, stando ad alcune fonti, continuano a mobilitare nuove reclute per le già programmate battaglie di Lyman e Sivers&#8217;k, probabilmente le ultime due grandi roccaforti prima di dichiarare russo l’intero Donbas e accettare cosí la proposta americana di cessate il fuoco. </em></p>
<p><em>FRANCIA, PICCOLA MA IMPORTANTE VITTORIA DI LE PEN IN PARLAMENTO</em></p>
<p><em>Da quando esiste la Quinta Repubblica il parlamento francese non aveva mai votato un testo presentato dall’estrema destra. Il Rassemblement national (Rn) di Marine Le Pen ha pertanto ottenuto una vittoria, </em><a href="https://www.lemonde.fr/politique/article/2025/10/31/le-jour-ou-l-extreme-droite-a-triomphe-a-l-assemblee-nationale-le-signal-est-clair-on-arrive_6650358_823448.html#:~:text=Par%20185%C2%A0voix%C2%A0contre%20184" target="_blank" rel="noopener"><em>seppur di misura</em></a><em>, convincendo l’assemblea a votare sull’abrogazione degli accordi franco-algerini del 1968, quando gli algerini stessi, ottenuta l’indipendenza da Parigi, ottennero un trattamento giuridico speciale in quanto immigrati in Francia. Si tratta di una piccolo punto in favore della Le Pen, dal momento che il testo non è vincolante e pertanto il presidente Macron può decidere se respingerlo o modificarlo. Il dato più importante è però quello strutturale. Anzitutto le difficoltà sistemiche in cui ormai versa la Quinta Repubblica hanno contribuito largamente alla sua incapacità di arginare le fazioni estremiste, specialmente se di destra, cosa successa in tal caso grazie al voto favorevole e determinante dei repubblicani, che fino a poco tempo fa si allineavano alla posizione mediana dell’Eliseo, anche per arginare il partito di Le Pen, cosa che invece non è accaduta questa volta e pertanto indebolendo ulteriormente la figura di Macron. Un altro aspetto importante da considerare: la forza di RN determina ormai lo </em><a href="https://www.limesonline.com/rubriche/il-mondo-oggi/trump-knesset-iran-israele-francia-crisi-politica-danimarca-groenlandia-giordania-italia-madagascar-20295430/?ref=LHTP-BH-I20236572-P2-S1-T1&amp;ref=nl-lm-f#:~:text=%22ACCORDATI%20CON%20L%27IRAN,DELLA%20QUINTA%20REPUBBLICA" target="_blank" rel="noopener"><em>spostamento del baricentro del potere politico</em></a><em> dalla presidenza all’Assemblea nazionale, portando di conseguenza a un ribaltamento dei rapporti di forza: prova ne siano gli ultimi due anni, in cui le proposte di legge sono state sistematicamente bloccate dalla convergenza delle forze di opposizione contro il governo, tramite il potere di veto e forti dei seggi conquistati dopo le elezioni anticipate del 2024, arrivando oggi con il partito di Le Pen che riesce a far passare le proprie proposte legislative. Entrando ora nello specifico del fatto sopra ricordato, le pressioni di RN sulla politica migratoria francese, se ormai indirizzate in tal senso, sono potenzialmente destabilizzanti: tale risoluzione infatti renderebbe più ostici i criteri di accoglienza degli stranieri algerini in Francia, facilitandone le espulsioni e di conseguenza inasprendo i rapporti tra Parigi e Algeri, che invece l’Esagono sta provando ad addolcire, come testimoniato dalle </em><a href="https://www.lefigaro.fr/international/la-france-n-oublie-pas-ce-jour-sombre-emmanuel-macron-tente-de-renouer-le-dialogue-avec-alger-par-un-geste-de-memoire-20251017" target="_blank" rel="noopener"><em>ultime iniziative dell’Eliseo</em></a><em>. I rapporti franco-algerini sono già difficili, specialmente se si considera che Parigi </em><a href="https://www.limesonline.com/rubriche/il-mondo-oggi/cina-usa-commercio-tecnologia-taiwan-guerra-ucraina-russia-francia-rassemblement-national-algeria-sudan-al-fashir-20417280/" target="_blank" rel="noopener"><em>ha sostenuto</em></a><em> il piano di autonomia marocchino per il Sahara Occidentale, fermo restando che le ostilità nei confronti di Algeri era già rintracciabili tra le fila dello stesso schieramento macroniano e filogovernativo, ad esempio le posizioni di Bruno Retailleau (Les Républicains, ex ministro dell’Interno), Édouard Philippe (Horizons, ex premier), Gabriel Attal (ex premier) e in diverse momenti pure Macron. Ultima considerazione. Le Pen ha ottenuto una vittoria sul piano sia simbolico sia istituzionale, portando il fu Front National del padre in parlamento a livelli di consenso mai raggiunti prima ed evidenziando un’agenda politica molto importante nella vita quotidiana dei francesi; Il Rn rappresenta in quanto partito una </em><a href="https://www.lejdd.fr/Societe/explosion-de-la-violence-islamisme-42-des-francais-se-preparent-a-une-guerre-civile-156393" target="_blank" rel="noopener"><em>percezione</em></a><em> nella società francese, dove i mancati risultati in materia di gestione del flusso migratorio, ovvero il fallimento delle politiche di assimilazione dello straniero sono spesso e storicamente forieri di un </em><a href="https://www.lefigaro.fr/vox/societe/immigration-de-masse-insecurite-risque-de-guerre-civile-le-cri-d-alarme-de-pierre-brochand-ex-dgse-20251017" target="_blank" rel="noopener"><em>possibile conflitto civile</em></a><em>.</em></p>
<p><em>AFRICA, GUERRA IN SUDAN: URGE ACCORDO PER CESSATE IL FUOCO</em></p>
<p><em>Al-Fashir, capitale del Nord Darfur e ultimo baluardo di resistenza dell’esercito regolare nella regione, </em><a href="https://www.limesonline.com/rubriche/il-mondo-oggi/russia-burevestnik-ucraina-turchia-pkk-iraq-usa-cina-cambogia-thailandia-sudan-argentina-milei-20375500/" target="_blank" rel="noopener"><em>è caduta</em></a><em> dopo 18 mesi di assedio dove centinaia sono stati i morti cosí come i casi di brutalità efferate contro soldati e civili, in un crescendo segnato dall’avanzata ormai incontrastata delle Forze di supporto rapido (Rsf) nelle regioni orientali del Sudan.  Sul piano tattico, la caduta di questa città conferma la forza delle armate del generale Mohamed Hamdan Dagalo, detto “Hemetti”, nel Sudan occidentale, essendo riuscite a cristallizzare il controllo militare del presidio logistico Ovest–Nord verso Ciad e Libia che certamente faciliterà gli afflussi di armi e carburanti. La popolazioni reagirà, con episodi di guerriglia urbana e i soldati regolari che intensificheranno i bombardamenti e raggrupperanno miliziani contrari alla presenza dell’Rsf. Tale vittoria è nei fatti quasi solo tattica: gli equilibri nel Sudan sono stati e saranno sempre precari, rendendo insufficiente la stabilizzazione momentanea di quella regione geografica determinata dal solo rapporto delle forze in campo. Il Sudan rimane diviso da diatribe etniche interne e l’Rsf si trova da ora a gestire città e territori dilaniata dal caos della violenza e della povertà, privi di linee di comunicazione e collegamento. Quanto basta per affermare che la fine della guerra non sarà la vera fine del conflitto, cioè l’inizio di un periodo di pace. Di fronte ormai ai casi ampiamente documentati di pulizia etnica da parte dei paramilitari e a una crisi umanitaria in corso, Stati Uniti, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Egitto sono entrati in contatto per raggiungere il prima possibile una tregua, anche se per ora non si vedono accordi all’orizzonte.</em></p>
<p><em>USA-CINA, VICINA INTESA SU TERRE RARE E DAZI</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping </em><a href="https://www.theguardian.com/us-news/2025/oct/30/trump-and-xi-meet-in-south-korea-for-crunch-talks-on-trade" target="_blank" rel="noopener"><em>si sono incontrati a Busan</em></a><em> in Corea del Sud per trovare un’intesa su temi che vanno dalla guerra dei dazi alle terre rare, dalle guerre in diversi angoli del mondo al problema della sicurezza e del traffico di droga che arriva negli Stati Uniti dall’America latina, in modo particolare il fentanyl (oppioide impropriamente consumato oggi come droga e che ha causato milioni di morti). Il tycoon si è detto molto ottimista sull’andamento del dialogo con Pechino, definendo l’incontro &#8220;sorprendente&#8221;, specialmente per quanto riguarda il mettersi d’accordo sull’utilizzo delle terre rare e risolverne cosí la diatriba. In segno di avvicinamento, Pechino ha quindi deciso di sospendere le restrizioni all’export delle terre rare stesse tornando ad acquistare quantitativi di soia da Washington, che si impegna a ridurre parte delle tasse doganali che colpiscono i beni cinesi.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pacifico al centro: accordi miliardari e incidenti ridefiniscono gli equilibri di potenza</title>
		<link>https://www.newsarde.it/esteri/pacifico-al-centro-accordi-miliardari-e-incidenti-ridefiniscono-gli-equilibri-di-potenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 18:34:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=18550</guid>

					<description><![CDATA[PACIFICO, ACCORDO STORICO USA-GIAPPONE Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la neo eletta primo ministro giapponese Sanae Takaichi hanno firmato a Tokyo un accordo che consolidi il rapporto tra i&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>PACIFICO, ACCORDO STORICO USA-GIAPPONE</em></p>
<p><em>Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la neo eletta primo ministro giapponese Sanae Takaichi </em><a href="https://www.theguardian.com/world/2025/oct/28/donald-trump-sanae-takaichi-japan-prime-minister-rare-earths-agreement" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno firmato a Tokyo</em></a><em> un accordo che consolidi il rapporto tra i due Paesi intorno alla sicurezza dell’oceano Pacifico e alle forniture di terre rare e minerali critici. Stando alle dichiarazioni di entrambi, sarebbe iniziata una “nuova età d’oro”, secondo la premier nipponica &#8220;la più grande alleanza al mondo&#8221;. La relazione tra Giappone e Stati Uniti mira pertanto a sviluppare reti commerciali trasparenti e diversificate, implementando ingenti investimenti e politiche economiche coordinate. Centrale è peró il discorso tenuto dal tycoon dinnanzi alle forze armate americane stanziate nell’arcipelago del Sol Levante e che ha riguardato l’aspetto più importante per Washington, ossia quello della difesa dalla Cina: &#8220;Se saremo in guerra, vinceremo&#8221;, ricordando che, a differenza delle amministrazioni democratiche precedenti e recenti, la sua &#8220;non sarà politicamente corretta quando si tratta di difendere gli Usa&#8221;. In cambio il governo giapponese si impegnerà a sostenere le iniziative americane nel Pacifico cosí come la futura candidatura dello stesso Trump per il Nobel per la pace, forte del decisivo ruolo di mediatore a Gaza e tra Thailandia e Cambogia. </em></p>
<p><em><br />
MAR CINESE MERIDIONALE, GRAVE INCIDENTE NEL PACIFICO</em></p>
<p><em> </em><em>Incidente nelle acque dell’oceano Pacifico: un caccia F/a-18 Super Hornet e un elicottero Mh-60r Sea Hawk della Marina militare americana </em><a href="https://www.nytimes.com/2025/10/27/world/asia/navy-aircraft-crash-south-china-sea.html" target="_blank" rel="noopener"><em>sono precipitati nel Mar Cinese Meridionale</em></a><em>. Per quanto si sia deciso di non rendere nota l’area geografica in cui è accaduto lo schianto, la VII Flotta Usa ha comunicato che i membri di entrambi i velivoli installati sulla celebre portaerei Uss Nimitz sono stati portati in salvo. Sono iniziate le dovute indagini per comprendere cause ed eventuali responsabilità dei due incidenti, accaduti a mezz’ora di distanza l’uno dall’altro. Non si è fatto attendere il commento di Pechino, che ha voluto sottolineare come il fatto sia collegabile al &#8220;</em><a href="https://www.globaltimes.cn/page/202510/1346640.shtml" target="_blank" rel="noopener"><em>declino della capacità operativa americana</em></a><em>&#8220;, dovuto, secondo l’amministrazione mandarina al &#8220;sovraccarico di missioni globali&#8221; da parte delle forze armate statunitensi: si tratterebbe per Pechino di un problema non sono di capacità tecnologica e logistica in campo militare, ma anche di un calo psicologico della collettività americana stessa.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>TURCHIA-UK, 9 MILIARDI PER FORNITURA CONGIUNTA DI NUOVI VELIVOLI</em></p>
<p><em>Il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan e il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer </em><a href="https://apnews.com/article/turkey-uk-erdogan-starmer-eurofighter-typhoon-jets-da7fdc869a48f0f905b08bd4287772b2" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno siglato</em></a><em> ad Ankara un accordo da 8 miliardi di sterline (9,1 miliardi di euro) per la compravendita di 20 caccia Eurofighter Typhoon destinati alle Forze armate anatoliche. I due firmatari però si riservano di siglare, quando e dove necesssario, ulteriori accordi per la fornitura di altri velivoli. Il primo ministro Starmer ha definito da Downing Street che l’accordo di cui sopra mira a &#8220;rafforzare la sicurezza della Nato e creare 20 mila posti di lavoro nel Regno Unito&#8221;, mentre il presidente lo ha definito &#8220;un nuovo simbolo della partnership strategica&#8221; con il Regno Unito. L’esercito turco può cosí integrare i nuovi jet con altri 24 Eurofighter di provenienti da Qatar e Oman, aspettando di poter rendere operativi, a partire dal 2028, i caccia multiruolo di quinta generazione Tai Tf-X Kaan di produzione nazionale. </em></p>
<p><em><br />
COREA DEL SUD, TRUMP INCONTRA PRESIDENTE LEE</em></p>
<p><em> </em><em>Il presidente Donald Trump </em><a href="https://www.theguardian.com/world/2025/oct/29/trump-heads-to-south-korea-amid-deadlocked-trade-talks-over-350bn-deal-on-tariffs" target="_blank" rel="noopener"><em>è volato a Gyeongju</em></a><em> in Corea del Sud per un incontro diplomatico con il Lee Jae-myung, con all’ordine del giorni i dazi americani su prodotti locali (soprattutto automobili). Nonostante la comune avversione per Cina e Corea del Nord,  fra Seoul e Washington rimangono ancora forti divergenze, in modo particolare quelle recenti che interessano un’investimento da 350 miliardi di dollari annunciato dalla Corea del Sud per convincere gli Stati Uniti ad una significativa riduzione dei dazi fino al 15%. Sempre il presidente a stelle e strisce ha ricordato che futuri accordi verranno sanciti in modo tale che Seoul possa lavorare con Washington nel campo dell’intelligenza artificiale, dell’informatica quantistica e rete 6G. Ma non solo, l’intesa raggiunta è stata anche l’occasione per discutere, grazie al direttore dell’ufficio per la Scienza e la Tecnologia della Casa Bianca Michael Kratsios, di controlli sulle esportazioni di tecnologie sensibili, una nuova lesiglazione che favorisca le aziende hi-tech cosí come la condivisione di informazioni ed esperimenti congiunti su biotecnologie, farmaceutica, sicurezza della ricerca e tecnologie spaziali. Il 31 ottobre Seoul sarà centro dell’incontro dei leader dei venti paesi della Cooperazione economica Asia-Pacifico (</em><em><a href="https://www.apec.org/" target="_blank" rel="noopener">Apec</a></em><em>) e per l’occasione è atteso l’incontro, a margine appunto del vertice, tra The Donald e il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping. Nel mentro, quale segno dell’amicizia che lega il presidente americano e quello coreano, Trump </em><a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/south-korea-award-trump-its-highest-medal-gift-him-golden-crown-2025-10-29/" target="_blank" rel="noopener"><em>è stato insignito</em></a><em> della massima onorificenza sudcoreana: il Supremo Ordine dell&#8217;Ibisco.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>GUERRA DARFUR, ACCERTATI MASSACRI DELLE FORZE RSF</em></p>
<p><em>Iniziano ad esser rese note </em><a href="https://www.theguardian.com/world/2025/oct/28/mass-killings-reported-el-fasher-sudan-paramilitary-group-rapid-support-forces" target="_blank" rel="noopener"><em>prove di massacri etnici</em></a><em> nella città di al-Fashir nel Darfur (Sudan), in questi giorni sotto la lente di ingrandimento della politica internazionale per essere stata conquistata dalle Forze di supporto rapido (Rsf) del generale Mohamed Hamdan Dagalo, meglio noto come &#8220;Hemetti&#8221;. Stando alle ultime rivelazioni, e grazie soprattutto a video registrati con l’ausilio di droni, oltre duemila civili inermi sarebbero stati giustiziati dopo la conquista della città. Il Laboratorio umanitario della Yale University ha infatti provato che le azioni e i massacri perpetuati dall’esercito di Dagalo rientrano nelle &#8220;operazioni di pulizia etnica sistematica&#8221; contro le collettività fur, zaghawa e berti, abitazione per abitazione. Tutti i distretti amministrativi (cinque) del Darfur sono ora sotto il controllo del Rsf di Hemetti, in grado di cacciare da quelle zone le armate regolari di Khartum, ora relegate a solo un terzo del territorio nazionale.</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tra missili e mani tese: il pianeta alla ricerca di un nuovo ordine</title>
		<link>https://www.newsarde.it/esteri/tra-missili-e-mani-tese-il-pianeta-alla-ricerca-di-un-nuovo-ordine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giampaolo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2025 11:36:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.newsarde.it/?p=18536</guid>

					<description><![CDATA[RUSSIA, TESTATO NUOVO MISSILE NUCLEARE NOVATOR 9M730   Mosca ha testato un particolare missile da crociera a propulsione nucleare, costruito su tecnologia di ultima generazione. Stando ai risultati del test, tale missile&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>RUSSIA, TESTATO NUOVO MISSILE NUCLEARE NOVATOR 9M730</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Mosca </em><a href="https://apnews.com/article/russia-missile-nuclear-test-launch-drills-burevestnik-dd6a424d6c545ad42848416b77e93619" target="_blank" rel="noopener"><em>ha testato</em></a><em> un particolare missile da crociera a propulsione nucleare, costruito su tecnologia di ultima generazione. Stando ai risultati del test, tale missile sarebbe capace di attraversare 14 mila chilometri in poco più di 10 ore, punto di forza determinato dalla velocità subsonica propria di questa tipologia di armamenti. Il messaggio che il Cremlino ha inteso inviare è un chiaro avviso a Washington: per quanto gli ucraini reclamino al Pentagono i tanto agognati missili Tomahawk, la Russia ne dispone di altri che andrebbero potenzialmente a limitarne l’efficacia, vanificando la difesa ucraina, certa che l’aiuto americano solo sarebbe capace di bloccare l’avanzata russa. Il missile russo appena testato prende il nome di “Novator 9m730 Burevestnik” e nell’idea dei suoi ideatori può vantare una gittata  illimitata. Secondo infatti il presidente Vladimir Putin, l’ &#8220;Uccello delle Tempeste&#8221; (traduzione letterale del termine russo “burevestnik”) è potenzialmente capace di colpire qualsiasi obiettivo raggirando le difese aree nemiche e volando a bassa quota. Per il momento però l’azienda produttrice e il Cremlino affermano di non essere intenzionate ad avviare una produzione in serie di tale categoria missilistica, pertanto non si è ancora a conoscenza di eventuali costi; al di la però dell’alone di segretezza che avvolge tale arma, si sa che su di essa  possono essere montate sia testate nucleari che convenzionali.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>TURCHIA, PKK: RITIRO COMPLETO DALLA TURCHIA VERSO IRAQ SETTENTRIONALE</em></p>
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<p><em>Il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) </em><a href="https://www.dw.com/en/kurdish-rebel-group-pkk-says-withdrawing-forces-from-turkey/a-74500168" target="_blank" rel="noopener"><em>ha annunciato il ritiro completo</em></a><em> dalla Turchia, ovvero che le sue forze armate si sposteranno a breve verso il Nord dell’Iraq, seguendo quindi quanto era già stato stabilito l’anno scorso circa il processo di disarmo e di transizione politica in accordo con il governo di Ankara. Ad ammantare la notizia una grande cerimonia dei membri del PKK stesso tenutasi in una loro base situata tra i monti Qandil; la scelta di cui sopra segue la decisione presa anzitutto dal leader curdo Abdullah Öcalan (Apo), avendo annunciato dal carcere turco in cui è costretto che la lotta armata contro la Turchia si è conclusa, almeno per ora, e invitando di conseguenza lo scorso maggio i suoi adepti a deporre le armi dopo più di 40 anni di conflitto e 40 mila vittime. L’unica richiesta: quella per Ankara di porre un essere una legislzione che favorisca l’integrazione pacifica del Kurdistan turco, cosí come la partecipazione politica dei curdi stessi. La parola passerà quindi a una specifica commissione parlamentare che valuterà il quando e soprattutto il come agire a tal proposito.</em></p>
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<p><em>USA-CINA, ACCORDO PER SOSPENDERE GUERRA ECONOMICA</em></p>
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<p><em>Stati Uniti e Cina </em><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c1lqj5lz4geo" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno raggiunto un accordo quadro</em></a><em> sul piano commerciale che verrà ufficialmente decretato a seguito dell’atteso incontro al vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, previsto per giovedì 30 ottobre in Corea del Sud. A questo proposito il segretario americano al Tesoro Scott Bessent ha voluto precisare pochi giorni fa che l’accordo raggiunto è stato possibile grazie ad un’intesa riguardo uso e natura di TikTok: il controllo dell’algoritmo sarà gestito da società americane mentre Pechino ottiene in cambio una breve sospensione (un anno) delle restrizioni cinesi intorno alle terre rare, cosí come i dazi del 100% sulle merci cinesi, diversamente dalla focosa propaganda tanto sbandierata da Trump. In sostanza Washington e Pechino si impegneranno a non introdurre nuove misure di guerra economica o doganale riservandosi di valutare i dettagli nei futuri negoziati.</em></p>
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<p><em>ASEAN, ACCORDI DI TREGUA RAGGIUNTO TRA CAMBOGIA E THAILANDIA</em></p>
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<p><em>Durante il vertice dell’ASEAN (associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico) tenutosi a Kuala Lumpur in Malesia, due membri, Cambogia e Thailandia, </em><a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/cambodia-thailand-sign-expanded-ceasefire-alongside-truce-broker-trump-2025-10-26/" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno firmato</em></a><em> un accordo di cessate-il-fuoco in cui ha partecipato in qualità sia di ospite che di principale mediatore il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’accordo raggiunto pone dunque in essere una tregua di tre mesi, per un conflitto durato una settimana ma che è costato 48 morti e oltre 300 mila sfollati. Secondo quanto stabilito le parti firmatarie si impegnano al ritiro delle truppe e di tutte le armi pesanti ancora presenti lungo la frontiera dei due Paesi, la liberazione di 18 prigionieri cambogiani, la rimozione delle mine e l’invio di una missione di osservatori dell’Asean.</em></p>
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<p><em>CONFLITTO IN AFRICA, KHARTUM CONQUISTA AL-FASHIR</em></p>
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<p><em>Le forze armate del generale Mohamed Hamdan Dagalo, note come “Rsf” (Rapid support forces), </em><a href="https://www.africanews.com/2025/10/26/sudan-civil-war-rsf-claims-capture-of-army-headquarters-in-el-fasher/" target="_blank" rel="noopener"><em>hanno conquistato</em></a><em> la sede principale dell&#8217;esercito sudanese, nonché quartier generale, presso al-Fashir, dove i regolari erano guidati dal presidente Abdel Fattah Abdelrahman al-Burhan. L’obiettivo è stato raggiunto dopo più di un anno di assedio (18 mesi) della città del Darfur: le armate di Khartum non dispongono più di quella che fino ad ora era per loro uno dei principali centri logistici nella conduzione del conflitto e formidabile avamposto su cui difendersi e condurre le operazioni.</em></p>
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<p><em>BUENOS AIRES, ELEZIONI MIDTERM: VITTORIA SCHIACCIANTE DI MILEI</em></p>
<p><em>Il presidente argentino Javier Milei </em><a href="https://en.mercopress.com/2025/10/27/milei-s-lla-scores-landslide-surprising-midterm-victory" target="_blank" rel="noopener"><em>ha ottenuto un’inaspettata vittoria</em></a><em> alle elezioni di metà mandato dove la sua coalizione (“La libertà avanza”) ha raggiunto il 40,84% dei consensi, nonostante gli scandali di presunta corruzione che lo hanno interessato. La vittoria permette ora a Milei di consolidare il lavoro svolto fino ad ora e pertanto di rinforzare la sua figura di leader, per molti alquanto carismatica, cosí come il suo programma ritenuto &#8220;anarcocapitalista&#8221;, ricetta da lui stesso propugnata quale l’unica via possibile per smettere la crisi economica che attanaglia Buenos Aires da decenni.</em></p>
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