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	<title>Pietro Corosu &#8211; Newsarde.it &#8211; Il quotidiano online</title>
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		<title>Sanità : alla ricerca dell’oculatezza del buon padre di famiglia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Corosu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 08:33:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie politica regionale Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[di Pietro Corosu La Regione è chiamata a riformare l’offerta sanitaria in tutto il territorio tra novità e ridimensionamenti.   La recente notizia del trasferimento della sede dell’Ares dal capo&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Pietro Corosu</strong></p>
<p>La Regione è chiamata a riformare l’offerta sanitaria in tutto il territorio tra novità e ridimensionamenti.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p>La recente notizia del trasferimento della sede dell’Ares dal capo di sopra a quello di sotto, che ha destato reazioni di protesta e sdegno tra cittadini, rappresenta solo un problema di facciata e non di sostanza. Fare barricate sulla dislocazione del centro direzionale della sanità in Sardegna rappresenta un falso problema, sicuramente visibilità e carburante per costanti campagne elettorali e occasione per riempire spazi bianchi con fiumi d’inchiostro colorati con le più farneticanti teorie.</p>
<p>A detta degli addetti ai lavori la scelta voluta dall’ex governatore Pigliaru di fregiare Sassari come sede legale dell’ATS – oggi ribattezzata ARES a seguito della nuova riforma della giunta Solinas-  è stata solamente un pro-forma, un mero contentino per il capoluogo turritano che andava a perdere la sua storica Asl, tra le più grandi in termini di assistiti.        Ma rimase tuttavia incontrovertibile il fatto che le scelte e le decisioni importanti partissero sempre e solo da Cagliari.</p>
<p>L’intervento del sindaco di Sassari Nanni Campus di fatto sdrammatizza la questione sul domicilio fiscale dell’Ares e portano all’attenzione quelle che sono le reali problematiche del sistema sanitario del nord-Sardegna e le misure che urge adottare per il benessere del cittadino. Dello stesso tenore sono gli interventi del senatore Carlo Doria, che spinge verso quelle che sono le vere battaglie da compiere per il rilancio del territorio, e del presidente del Consiglio regionale Michele Pais, che sottolinea i diversi interventi in atto per efficientare alcune specialità del sistema sanitario del sassarese.</p>
<p>Le problematiche del nostro sistema sanitario che assurgono quotidianamente agli onori della cronaca sono tante e di varia natura. Liste d’attesa, carenza di personale medico infermieristico, intasamento endemico dei punti di primo soccorso e, non ultimo, il problema di natura logistica dovuto alla carenza infrastrutturale stradale che il cittadino deve affrontare per raggiungere il punto d’accesso ai servizi.</p>
<p>Non è nello stile di chi scrive e né nella logica della testata essere critici tout court nei confronti della politica, e né tanto meno giudici di azioni, siano esse politiche che amministrative.</p>
<p>L&#8217;intendimento è quello di voler essere, in qualche modo, suggeritori di prospettive.</p>
<p>La riforma del sistema sanitario regionale proposta, per quanto possa essere concepita nell’intento di porre una bandiera in alcuni comuni presso i quali latitano i servizi sanitari, appare un po&#8217; romanzata sullo stile di Lewis Carrol; l’apertura di nuovi spoke e hub, ma soprattutto spoke, risultano un pochino fuori dalla logica delle tre E alla quale, volente o nolente, anche il sistema sanitario regionale deve adeguarsi. Viene inoltre d’obbligo la domanda: dove si andranno a reperire i medici per gli spoke se il nostro sistema è già in piena emergenza per garantire il funzionamento di reparti ad alta intensità e complessità?</p>
<p>Con l’apertura di ben 45 nuove case della salute, il nostro recente passato ci porta all’immagine del poliambulatorio, molto spesso austero, chiuso o, nel migliore dei casi funzionante al 50% per mancanza di personale, problemi di approvvigionamento di presidii e via dicendo. Parrebbe una forzatura voler istituire nuove strutture socio-sanitarie, in quanto sarebbe molto più corretto potenziare e mettere a regime ciò che è già presente nei territori. Di fatto i servizi che tali case di comunità andrebbero ad erogare non sono altro che una ripetizione di ciò che viene erogato da altri attori istituzionali (medici di medicina generale, servizio sociale comunale, sistema PUA/UVT).</p>
<p>Tali strutture avranno di fatto una funzione d’indirizzo, d’informazione e, marginalmente, una funzione di prestazione di servizi prettamente sanitari. Ciò crea delle perplessità per quel che concerne il costo del loro funzionamento; la norma prevede che in esse debbano operare i MMG, ovvero i medici di base coadiuvati dall’infermiere di quartiere ed inoltre figure del settore socio-assistenziale, quali psicologi, assistenti sociali ecc., quindi diverse figure professionali, ammesso e non concesso, che vi sia la reperibilità sul mercato del lavoro.</p>
<p>Il richiamo rivolto alla politica, è equilibrato ed essenziale, traducibile con un’unica frase: “i soldi del PNRR non sono eterni” e investire risorse senza che vi sia un ritorno in termini numerici nell’erogazione di servizi rappresenta un operazione di suicidio amministrativo.</p>
<p>Gli investimenti dovrebbero essere rivolti e mirati al potenziamento e all’efficientamento di quella che rappresenta già l’offerta sanitaria in Sardegna. Con la volontà politica si è dimostrato tante volte che si raggiungono risultati ragguardevoli, come ad esempio derogare l’utilizzo dell’ingente stanziamento per le case della salute.</p>
<p>Nelle maglie della bozza di Riforma, documento ben supportato da un’attenta analisi sociologica, non si intravedono minimamente quelle che sono le risorse finanziarie che vengono tolte dal bilancio regionale della sanità e destinate ad altre realtà del continente. E’ possibile che non si preveda, oserei dire, quasi campanilisticamente, una spesa interna al sistema sanitario regionale?</p>
<p>Non sarebbe il caso di ridurre l’esborso delle nostre Asl verso altre Asl e/o strutture convenzionane del centro nord?</p>
<p>Alla luce delle evidenti problematiche di funzionamento dei reparti nei più importanti presidi ospedalieri territoriali, il problema che maggiormente si rileva è quello legato alla mancanza di personale medico e infermieristico. A tal riguardo, alla chiamata a livello nazionale di ben 166 medici, hanno risposto alla data odierna circa un terzo degli stessi.</p>
<p>Nell’affermare che trattasi di un risultato positivo, proviamo a pensare se la nostra regione fosse supportata, oltre che da una forte spinta formativa proveniente dalle università, anche da un’attenta politica di investimenti sanitari a corollario di specialità già di gran successo, presenti con numeri pesanti in termini di prestazioni erogate. Con tale presupposto la Regione Sardegna sarebbe sicuramente costretta ad esperire pubblici concorsi o selezioni per titoli perché sicuramente le domande supererebbero le richieste.</p>
<p>Gli sforzi del Presidente Solinas e le sincere proposte collaborativo-solidaristiche dell’Assessore Nieddu, in qualche maniera stanno riuscendo a garantire i servizi. </p>
<p>Dispiacerebbe tanto se la votazione in aula fosse pura prebenda di cecchini senza scrupoli.</p>
<p>I quali, non lamentandosi palesemente per propri interessi di campanile o personali per avergli ridotto l’ospedale di casa ai minimi termini, lo facciano nascondendosi dietro il muretto a secco.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>BONORVA &#8211; Nasce ARSA Sardegna, Associazione Residenze Socio-Sanitarie e Assistenziali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Corosu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Nov 2021 07:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dai Comuni]]></category>
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					<description><![CDATA[di Pietro Corosu BONORVA &#8211; I rappresentanti delle strutture residenziali socio-sanitarie e assistenziali del nord-Sardegna si riuniscono in associazione di categoria. Nella giornata di venerdì 19 novembre una partecipata assemblea&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Pietro Corosu</strong></p>
<p><strong>BONORVA &#8211; </strong>I rappresentanti delle strutture residenziali socio-sanitarie e assistenziali del nord-Sardegna si riuniscono in associazione di categoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella giornata di venerdì 19 novembre una partecipata assemblea ha visto per la prima volta riuniti i rappresentanti legali di Comunità Alloggio e Comunità Integrate del nord Sardegna.</p>
<p style="text-align: justify;">La riunione tenutasi presso la sala Tisel di Bonorva ha visto tra i promotori della stessa il sindaco Massimo D’Agostino in qualità di amministratore della cooperativa Croce Sarda che gestisce la locale comunità per anziani; l’incontro è stata l’occasione per mettere in evidenza le problematiche del comparto che vedono molto spesso le Strutture operare affannosamente per via delle strette maglie della burocrazia regionale e che il periodo pandemico ha messo a durissima prova.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio dal periodo della pandemia che ha messo ha dura prova gli operatori nella conduzione delle proprie strutture è emersa la volontà di aprirsi ad un dialogo, ad un confronto sulla gestione delle crisi aziendali che molto spesso hanno portato a dei decessi e a delle prolungate e ripetute quarantene. Queste criticità hanno posto proprio in evidenza il particolare e delicato servizio pubblico reso dalle strutture alla collettività considerando che proprio all’interno di esse sono presenti le frange più deboli e sensibili della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da tale constatazione è emerso tutto il disagio e una richiesta di maggiore attenzione da parte della Regione verso il servizio offerto dalle Strutture nonché una richiesta di adeguamento economico dei parametri per le integrazioni per gli ospiti diversamente abili.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla guida dell’associazione è stata eletta Nicoletta Palmas che sarà coadiuvata da Massimo D’Agostino, Raffaele Pitzolu, Lorenzo Cattina, Antonio Corda, Gianni Cannas, Pier Giorgio Etzzis. Luca Bresci e Francesco Soma.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>PNRR &#8211; E&#8217; ufficiale; Draghi passa la patata bollente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Corosu]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Nov 2021 08:11:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[di Pietro Corosu E’ ufficiale Draghi passa la patata bollente ai sindaci o, come ha commentato più di un attento analista, verrebbe in mente la battuta sarcastica &#8220;vai avanti tu&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Pietro Corosu</strong></p>
<p>E’ ufficiale Draghi passa la patata bollente ai sindaci o, come ha commentato più di un attento analista, verrebbe in mente la battuta sarcastica &#8220;vai avanti tu che a me vien da ridere.&#8221;</p>
<p>Si tratta di una manovra politically strategic che ha commosso Decaro e ha ottenuto il plauso dell’opinione pubblica ma…</p>
<p>Ha sicuramente avuto un grande impatto empatico sulla platea dei sindaci l’intervento di Mario Draghi, accendendo lumi e lampadine e dando in qualche maniera aspettativa ai voli pindarici degli ultimi mesi di tantissimi amministratori locali, i quali si sono lanciati molto spesso in proposte che hanno del fantascientifico.</p>
<p>I fondi del PNRR &#8211; piano nazionale di ripresa e resilienza &#8211; sembrerebbero già in cassa e subito spendibili, una parte a fondo perduto ed una parte da restituire all’unione europea. Si tratta di un’opportunità unica che il nostro Paese deve sfruttare al meglio per cercare una risalita dal punto di vista economico, e non ci si può permettere di sbagliare.</p>
<p>L’appello lanciato dai territori ha avuto questa volta un eco talmente altisonante che ha toccato i piani alti della politica.</p>
<p>Da parte sua il premier ed il governo hanno fatto la loro parte e la legge di Bilancio mostra sicuramente delle grandi aperture per le imprese, in linea con quelli che sono i programmi e gli obiettivi dell’Unione Europea, consacrati con l’agenda 2050 e ribaditi nella recente conferenza sul clima di Glasgow. Gli indirizzi e le linee da seguire quindi ci sono e oseremo dire che ciò scagiona premier e governo da una tremenda responsabilità!</p>
<p>A questo punto ci si chiede dove sta il problema, cosa osta il raggiungimento degli obiettivi, dei traguardi che il nostro sistema Paese deve acchiappare per essere annoverato a pieno titolo tra i grandi del mondo?</p>
<p>Ci affidiamo ad un luogo comune per darci delle risposte: si tratta di un paradigma tutto italiano. Un sistema, un modello spesso cervellotico che deprime le menti più brillanti e che di fatto se non accompagnate da un estenuante pragmatismo il risultato si concretizza in un aborto burocratico.</p>
<p>Oltre gli aspetti burocratici bisogna tener conto anche della strutturazione delle misure di intervento che molto spesso non sono assolutamente consone alla dimensione locale del sistema impresa.</p>
<p>La ripartenza dell’Italia, del Mezzogiorno e della nostra isola non può assolutamente prescindere da una profonda riforma che dia nuovamente dignità ai territori e che fornisca delle risposte concrete dando ai piccoli paesi gli strumenti per combattere il fisiologico spopolamento.</p>
<p>Sia ben chiaro, chiamare apertamente i comuni, con cronica carenza di personale ed anche molto spesso di specifiche professionalità, a decidere sul proprio futuro non si tratta di una gentile concessione ma di uno scaricamento di barile.</p>
<p>Si afferma oggi il Mario Draghi politico. L’economista, il banchiere di fama mondiale, sono solo un vecchio ricordo.</p>
<p>Ad maiora!</p>
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		<title>L’esempio di Grazia Deledda a 150 anni dalla nascita: l’affermazione della donna, della scrittrice, della sardità nella società.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Corosu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2021 20:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[di Pietro Corosu L&#8217;autrice che nell&#8217;immaginario collettivo ha creato con la sua opera il mito della nostra isola, la sua figura appare oggi più attuale che mai. Nelle opere, la&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Pietro Corosu</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;autrice che nell&#8217;immaginario collettivo ha creato con la sua opera il mito della nostra isola, la sua figura appare oggi più attuale che mai.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle opere, la dirompente forza di rappresentazione con cruda autenticità della realtà della Sardegna che la isolano dal resto del Paese, evoca oggi il tentativo di noi Sardi di vederci riconosciuta la prerogativa del principio di insularità che andrebbe, in qualche maniera, a compensare lo svantaggio del naturale isolamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La commissione che le riconobbe il Nobel per la Letteratura, motivava così il conferimento del prestigioso premio: &#8220;la Deledda ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata terra natale e che con grande profondità e calore, sostenuta da alto ideale, tratta nella sua opera problemi di generale interesse umano.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò ci porta ad un&#8217;attenta riflessione sulle ancestrali problematiche della nostra terra raccontate dall&#8217;autrice nuorese con stile fiabesco ma al contempo con un’impronta verista connessa ad un’ispirazione autobiografica.</p>
<p style="text-align: justify;">I problemi che ostano ancora oggi, nonostante viviamo in un mondo sempre più digitale ed informatizzato, sono sempre quelli, con una natura di isola che penalizza la crescita ed il benessere economico che devono essere prerogativa di ogni società evoluta. </p>
<p style="text-align: justify;">Ricorrendo quest&#8217;anno il 150° anniversario della sua nascita, vogliamo evidenziare il grande sforzo e le avversità che la scrittrice sarda professionalmente ha dovuto affrontare per vedersi riconosciuto il suo talento ed ingegno artistico.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale osticità nel percorso di affermazione, dovuta oltre che alla caratterizzante dicotomia di genere del periodo, è stata maggiormente accentuata dalla difficoltà di tradurre in parole i gesti, le ritualità, i pensieri e i discorsi ripetuti, affrontati e dibattuti sempre in lingua sarda, caratterizzata dal tono colloquiale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aspetto linguistico di Grazia Deledda ha però creato una nuova stagione che, pur facendo emergere una differenziazione tra la cultura nazionale e quella regionale, ha fatto si che l&#8217;autrice di &#8220;Canne al vento&#8221; venisse collocata nell&#8217;olimpo degli scrittori del novecento.</p>
<p>Forti e dignitosi nella nostra particolarità, noi  sardi siamo chiamati oggi ad emergere socialmente nelle sfide del presente e in quelle che il futuro ci riserva.</p>
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		<title>Agenda 2030 &#8211; Ancora miraggio o utopia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pietro Corosu]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2021 06:37:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie Ambiente Sardegna]]></category>
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					<description><![CDATA[di Pietro Corosu ROMA &#8211; Al G20 a guida italiana stagnano i provvedimenti per le emergenze ambientali mentre da noi in Sardegna cittadini ed EE.LL. scalpitano per essere sempre più&#8230;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Pietro Corosu</strong></p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Al G20 a guida italiana stagnano i provvedimenti per le emergenze ambientali mentre da noi in Sardegna cittadini ed EE.LL. scalpitano per essere sempre più green e per non restare ai margini del PNRR-</p>
<p>Il meccanismo sembrerebbe che si sia inceppato i problemi evidenti dettati dall’emergenza sanitaria che non fa abbassare la guardia hanno anch’essi fatto sì che il tema principale sia stato solo leggermente sfiorato. La palla passa ora  alla Cop26, conferenza internazionale sui cambiamenti climatici, che si aprirà oggi a Glasgow nella quale si spera vengano definite più dettagliatamente delle azioni mirate ; il nostro premier Draghi forte dei consensi internazionali ricevuti, puntando ad una leadership post-Merkel insiste  diplomaticamente sul fatto che tanto è stato fatto e che lo dimostrano le ingenti risorse stanziate per l’ambiente per arrivare ad una sostenibilità ad emissioni zero.</p>
<p>Il fatto che i leader dei paesi maggiormente incriminati non fossero fisicamente presenti ha sostanzialmente influito al mancato raggiungimento di una più incisiva determinazione nei provvedimenti più spinosi: non potrà essere superato di un 1,5 gradi il livello di surriscaldamento globale, e il divieto di realizzare nuove centrali a carbone.</p>
<p>Sono questi i proclami partiti da Roma in tema ambientale che ribadiscono quelli che erano gli accordi di Parigi.</p>
<p>L’opinione pubblica si aspettava nuovi obiettivi e strategie comuni per il clima ma dalle discussioni tra i grandi della terra è emerso un impegno vago, anziché puntare ad un restringimento si è assistito ad un allargamento delle maglie raggiungendo un’intesa quasi effimera che di fatto posticipa ancora gli obiettivi già sanciti con l’Agenda 2030. Trascorsi già 7 anni dalla sottoscrizione degli impegni da parte dei 193 paesi aderenti all’ONU, tali obiettivi appaiono ancora oggi un miraggio ma che rischiano di diventare un utopia se si continua a posticipare le decisioni a causa dei veti che pongono diversi paesi per la salvaguardia dei propri interessi economici.</p>
<p>Sicuramente da parte delle nostre comunità vi erano delle aspettative diverse che dettassero delle linee ben precise, prospettive alle quali noi cittadini di un’isola propensa per vocazione a restare vergine ed intatta avremo potuto maggiormente contare per cercare una ripresa più agevole.</p>
<p>La corsa dei nostri amministratori locali nel tentare di avviare progetti che possano dare speranza di crescita e di sviluppo sostenibile alle loro piccole comunità in lotta perenne con lo spopolamento sembrerebbe che in questo momento non venga agevolata bensì dimenticata.</p>
<p>Ci si aspettava maggiore incisività e perché no? Un meccanismo di premialità per le piccole realtà come le nostre che hanno dimostrato negli anni una maggiore educazione ambientale raggiungendo ragguardevoli percentuali sulla raccolta differenziata inimmaginabili per altre realtà.</p>
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